mercoledì 29 settembre 2010

Inception

"Dreams feel real while we're in them. It's only when we wake up that we realize something was actually strange."(Cobb)

Uscendo dalla sala dopo aver assistito alla proiezione di "Inception" non si può non avvertire un senso di disorientamento e instabilità: come quando sognamo di cadere nel vuoto e ci risvegliamo bruscamente in un mondo che ci sembra ostile e solo dopo un po' razionalizziamo che ogni sensazione di gioia , paura e persino dolore era solo nella nostra mente. Il nuovo capolavoro di Christopher Nolan è un sogno in ogni senso, una pellicola dalla tridimensionalità spaziale e temporale come non ve ne erano mai state e forse non ve ne saranno mai, nonchè assolutamente incatalogabile in un genere di riferimento:come i suoi personaggi il film vive su tre diversi livelli sincronizzati alla perfezione con raffinatezza ed eleganza, capace di sintetizzare spunti fantascientifici, una storia d'amore senza confini e scene d'azione mozzafiato.

sabato 11 settembre 2010

I cannot live without my soul...

"'And I pray one prayer--I repeat it till my tongue stiffens--Catherine Earnshaw, may you not rest as long as I am living; you said I killed you--haunt me, then! The murdered DO haunt their murderers, I believe. I know that ghosts HAVE wandered on earth. Be with me always--take any form--drive me mad! only DO not leave me in this abyss, where I cannot find you! Oh, God! it is unutterable! I CANNOT live without my life! I CANNOT live without my soul!'"

venerdì 10 settembre 2010

Memories of London

Beefeater poem
§
"My active service is complete,
Yet still a role to play
Serving Queen and country
At the Tower where I stay.

I join the Guards with keys in hand
Each night at "witching hour"
I keep the ravens black as space,
Guardians of the Tower.
Yes I am a Yeoman Warder
And bearly can contain
The pride with which I serve
my Queen
And England once again.

I am a serving Yeoman Warder
Or Beefeater it is true
I'm honoured by the post I hold
And proud to inform you
Of history within the Tower
Of London and the fate
Of kings and queens and rebels
Who passed through Traitors' Gate.

My uniform is quite unique,
Upon my coat a crown.
A buckled belt and hatted head
Tradition handed down."



martedì 24 agosto 2010

to the Tower

‘Gentle visitor pause awhile : where you stand death cut away the light of many days : here jewelled names were broken from the vivid thread of life : may they rest in peace while we walk the generations around their strife and courage : under there restless skies’.








sabato 31 luglio 2010

ou revour

halo!!!comunicazione di servizio per tutti i lettori di questo spazio...chiedo venia per non essere stata particolarmente presente negli ultimi tempi ma d'estate la lista dei film interessanti si affievolisce miseramente e così anche i contenuti da postare...in ogni caso l'assenza si prolungherà a lungo perchè sto per partire per Paris e londraaaaaaa(a dirle di seguito mi sembra impossibile che si reale)e prenderò una lunga pausa dalla tecnologia...i wish you happy summer holidays...see you on 18 august!!!

mercoledì 21 luglio 2010

fenomenologia di un critico

“Per molti versi la professione del critico è facile: rischiamo molto poco pur approfittando del grande potere che abbiamo su coloro che sottopongono il proprio lavoro al nostro giudizio. Prosperiamo grazie alle recensioni negative che sono uno spasso da scrivere e da leggere. Ma la triste realtà, cui ci dobbiamo rassegnare, è che nel grande disegno delle cose, anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale. Ma ci sono occasioni in cui un critico qualcosa rischia davvero. Ad esempio, nello scoprire e difendere il nuovo. Il mondo è spesso avverso ai nuovi talenti e alle nuove creazioni: al nuovo servono sostenitori! Ieri sera mi sono imbattuto in qualcosa di nuovo, un pasto straordinario di provenienza assolutamente imprevedibile. Affermare che sia la cucina, sia il suo artefice abbiano messo in crisi le mie convinzioni sull’alta cucina, è a dir poco riduttivo: hanno scosso le fondamenta stesse del mio essere! In passato non ho fatto mistero del mio sdegno per il famoso motto dello chef Gusteau “Chiunque può cucinare!”, ma ora, soltanto ora, comprendo appieno ciò che egli intendesse dire: non tutti possono diventare dei grandi artisti, ma un grande artista può celarsi in chiunque. E’ difficile immaginare origini più umili di quelle del genio che ora guida il ristorante Gusteau’s e che secondo l’opinione di chi scrive, è niente di meno che il miglior chef di tutta la Francia! Tornerò presto al ristorante Gusteau’s, di cui non sarò mai sazio!”

mercoledì 14 luglio 2010

Lettera XXVI

Dolcissima Fanny,
temi a volte che io non ti ami quanto vorresti? Mia cara fanciulla, ti amo sempre, sempre e senza riserve. Più ti conosco e più ti amo. In ogni caso - anche le mie gelosie non sono che angosce d'amore; nell'accesso più violento avrei voluto morire per te. Ti ho vessata troppo. Ma per amore! Posso forse evitarlo? Tu sei sempre nuova. Il tuo ultimo bacio è sempre il più dolce, l'ultimo sorriso il più radioso, l'ultimo gesto il più leggiadro. Quando ieri sei passata sotto la mia finestra, ero colmo d'ammirazione come se ti vedessi per la prima volta. Una volta hai espresso il rammarico che io amassi solamente la tua bellezza. Non ho dunque altro da amare in te? Non vedo forse un cuore per natura alato, imprigionarsi con me? Nessuna prospettiva avversa è stata in grado di distogliere da me i tuoi pensieri per un solo momento. Ciò potrebbe essere motivo di dolore oltre che di gioia - ma di questo non voglio parlare. Anche se non mi amassi io non potrei non nutrire per te una devozione totale: quanto più profonda devo dunque sentirla, sapendo che mi ami. Mai una mente più inappagata ed inquieta della mia fu posta in un corpo troppo piccolo per contenerla. Mai ho sentito la mia mente risposare con gioia totale e serena su alcuna cosa - su alcuna persona tranne te. Quando se nella stanza, i miei pensieri non fuggono mai dalle finestra: tutti i miei sensi si concentrano su di te. [...]
il tuo affezionato John Keats

mercoledì 2 giugno 2010

Robin Hood


"rise and rise again...until lambs become lions." (Robin Hood)

L'ultima fatica di Ridley Scott sembrava essere nata sotto una cattiva stella : la volontà di realizzare un prodotto totalmente nuovo rispetto al passato stava conducendo il progetto verso la rovina , arrivando a concepire l'interessante ma difficile soluzione di concentrare la storia su uno sceriffo di Nottingham più positivo e combattuto dal proprio dovere contro un Robin Hood più fuorilegge che eroe entrambi impersonati da Russell Crowe come due facce della stessa medaglia ; ma,le difficoltà logistiche e produttive,una prima sceneggiatura giudicata deludente e contrasti fra gli attori che hanno visto Sienna Miller lasciare Lady Marian , fermarono la lavorazione ancora prima di iniziare e portarono a un reboot dell'inter a operazione,che avrebbe visto nuovamente Robin come protagonista ma secondo una chiave di lettura che si annunciava innovativa rispetto a ogni altro predecessore . Quando ormai credevamo fosse un utopia,ecco il nuovo Robin hood approdare sul grande schermo.è riuscito ad appagare l'attesa infinita del pubblico?è stato capace pur confrontandosi con la pesante eredità di un personaggio che appartiene al cinema dai tempi del muto di restituire nuova vita al mito ? Da parte mia,non posso che rispondere affermativamente .

martedì 1 giugno 2010

Io,Don Giovanni


Immaginazione o realtà?Pura creatività o trasposizione della propria personale esperienza?Il cinema continua a interrogarsi sul genio e sull'estro degli uomini e delle donne che hanno fatto la storia cercando affannosamente una risposta alla grandezza e all'immensità delle loro creazioni , una soluzione razionale che possa giustificare e spiegare a noi comuni mortali , come certe meraviglie siano venute alla luce ;nella pellicola dello spagnolo Carlos Saura , oggetto di indagine è niente di meno che una delle opere più belle e complesse di Wolfgang Amadeus Mozart , quel "Don Giovanni" che con forza e passionale imponenza tanto sconvolse e scandalizzò i contemporanei ;a differenza di altre pellicole alla "Shakespeare in love " , "io, Don Giovanni " non concentra le proprie attenzioni sull'autore riconosciuto ma su Lorenzo Da Ponte , librettista dell'opera praticamente sconosciuto ai più ,la cui fama di poeta è inevitabilmente stata offuscata dietro al peso della meravigliosa musica di Mozart.Che sia lui il vero cuore pulsante dell'opera?Che la sua esperienza di libertino illuminato abbia contribuito in modo determinante(grazie anche all'apporto di Casanova suo amico e maestro) a creare il mito?
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