martedì 1 dicembre 2009

Dorian Gray


“Vi assicuro che il piacere è molto diverso dalla felicità” (Dorian Gray)

“Quando i critici dissentono fra loro , l’artista è d’accordo con sè stesso .” Sarebbe entusiasta allora Oscar Wilde , perchè intorno a una pellicola che trae ispirazione dal suo più controverso e discusso lavoro in rete e non solo si è scatenato un vero e proprio caso diplomatico : rigidi cultori dell’opera si scontrano contro apprezzatori dell’attualizzazione , alcuni contestano il tradimento delle caratteristiche somatiche del protagonista da biondo raffinato trasformato in affascinante moretto , altri avrebbero ucciso l’immaginaria figlia di lord Wotton , altri ancora non l’hanno affatto sgradita . Avendo visto il film il 27 novembre scorso nel suo primo giorno di programmazione dopo averlo atteso ansiosamente per mesi e mesi , adesso mi aggiungo anch’io a dire la mia , partendo da una premessa che già farà infuriare alcuni : appartengo al partito di quelli ai quali il film è piaciuto . Non senza qualche stecca per carità , perchè di stonature ce ne sono e parecchie , ma checchè ne diciate sono determinata ad ogni costo a SALVARE questo film dai critici spietati .
Il regista Oliver Parker non è affatto nuovo al materiale di Wilde , avendo già trasposto due deliziosissime commedie (”un marito ideale” e “l ‘ importanza di chiamarsi Ernesto” ) a mio parere riuscitissime e divertenti ; è ovvio che qui il canovaccio è molto più complesso e rischioso e bisognava scegliere una linea che potesse in parte attrarre il grande pubblico senza danni eccessivi , per evitare di produrre una copia classica e raffinata della pellicola del 1945 ; il regista sceglie quindi di puntare sulla linea gothic – horror della storia avvertendoci sin dal titolo che quello che troveremo non sarà totalmente adiacente al romanzo , ma incentrato soprattutto sul negativo e corrotto protanista (il film è appunto intitolato “Dorian Gray e non “il ritratto di Dorian Gray” ). Proiettati in una Londra cupa e fumogena alquanto Burtoniana veniamo introdotti al personaggio di Dorian , appena arrivato a Londra con aria ingenua e spaesata e con un cappellino tanto grazioso da fare di lui la più innocente delle creature . Ecco per i devoti il primo problema : Dorian ha i capelli scuri e non è più biondo riccioluto ed efebico come lo descrive il romanzo , ma se ci riflettete non è in realtà un cambiamento così scioccante ; trasporre implica anche interpretazione e a libertà degli addetti ai lavori anche sviluppo di tematiche di attualizzazione . Se un Dorian dalla chioma dorata era ai tempi di Wilde il simbolo della bellezza perfetta e incontaminata come lo era il suo amante biondo e adonico lord Alfred Douglas , oggi i canoni sono cambiati e la bellezza è incarnata più verosimilmente da un giovane moro con carnagione olivastra . Altro grande problema per molti è la fedeltà alla trama originale : ho letto il ritratto di Dorian Gray parecchi anni fa al liceo ed è stato uno dei pochi romanzi imposti su tortura che mi abbia davvero avvinto e colpito ; troppo tempo è passato per ricordare i dettagli , ma per l’occasione ho pensato di sfogliarlo un po’ e ho trovato tante cose interessanti : contrariamente a quanto si dice la pellicola mantiene per tutto il primo tempo una buona fedeltà al romanzo , avendo come peccato , se così lo vogliamo considerare di lasciare da parte la cornice di raffinatezza per dar vita alle perversioni e alla lussuria di Dorian , laddove nel libro queste erano lasciate alla nostra immaginazione o sottintese dietro raffinate preposizioni : lo spettatore rimane sconcertato in questo turbinio di corpi ansimanti e pratiche estreme , stordito e disorientato e che lo vogliate o no , disgustati e sconvolti , avete percepito la depravazione e la corruzione dell’animo del personaggio attraverso le immagini : l’obiettivo è stato raggiunto . Sarebbe stato facile incedere in una rappresentazione puramente etero del protagonista per attirare tutte le adolescenti urlanti di questo mondo , ma con mia grande soddisfazione hanno dato ampio spazio anche alle sue eventuali tendenze omosessuali (non state lì a scandalizzarvi troppo per quello che succede con Basil Hallward … non mi venite a dire che non avete mai pensato che fosse attratto da Dorian) . Dopo un primo tempo frastornante che si conclude con un omicidio e schizzate di sangue che farebbero di lui il perfetto cugino di Sweeney Todd , Dorian lascia Londra per tornarvi dopo 25 anni , alla vigilia della Prima Guerra Mondiale , in un secondo tempo che prevalentemente frutto di invenzione . Fonte di disappunto e malcontento per i fedelissimi questo è ahimè anche la parte più debole del film , basandosi quasi unicamente sulla sceneggiatura di Toby Finlay che risulta debole nell’incisività dei dialoghi , peccando di banalità e poca convinzione : non che la prima parte fosse totalmente scevra da buchi per carità (che cosa significano i flashback sull’infanzia di Dorian?che lui forse era un’anima fragile segnata da un’infanzia infelice e quindi dovremmo giustificarlo ? A parte qualche cicatrice la questione non è approfondita quindi non ci è dato saperlo…e poi perchè mai hanno tagliato le scene così male? al punto tale da trovarci un momento in un salotto con gli attori vestiti e un secondo dopo siamo in in camera da letto con loro mezzi nudi senza alcuna continuità!?) , ma quando fa il suo ingresso il personaggio di Emily Wotton , figlia del plagiatore Lord Henry Wotton , restiamo perplessi proprio perchè sappiamo della sua inesistenza e ci disinteressiamo del suo destino , inventata un po’ per prolungare la durata della pellicola (diciamoci la verità : la mia edizione del libro conta di 260 pagine ) , un po’ per offrire a un protagonista dannato , attraverso una salvifica figura femminile , una possibilità di redenzione che nel libro non è concessa . Espediente saccheggiato dal cinema , ma che comunque se pur debole alla fine non guasta in modo irreparabile lo spirito generale della storia , portandoci a un finale di più effetto ma tutto sommato non così tremendo : avevo adorato la conclusione del romanzo proprio per la sua brutalità , ma Parker cerca di salvare Dorian dall’inferno mentre noi vorremmo che ci andasse con un biglietto di sola andata : in fin de conti , ha affrontato il libro con coraggio e non ha avuto paura di sporcarsi le mani ; concediamogli una possibilità di salvezza per il suo protagonista .La misteriosa colonna sonora di Charlie Mole funziona a dovere nel rendere l’inquietudine gotica di questa Londra così corrotta e oscura , non altrettanto bene forse i costumi che a volte sono un po’ troppo colorati e appariscenti , quasi caricaturali ; ottimo Ben Barnes , che mettendo a dura prova l’immagine di buono cucitagli a forza dal principe Caspian , corre un rischio notevole e vince una scommessa contro ogni detrattore , facendo vibrare il suo corpo da ragazzo per bene con la sfacciataggine e la sfrontatezza di una lama di coltello ; mefistofelico e gigantesco Colin Firth nei panni del carismatico Lord Wotton , mentore del piacere che ci delizia degli aforismi più famosi dell’autore e che usa Dorian come un fantoccio per realizzare una filosofia di vita che è bravo a esaltare solo a parole , distruggendo una bellezza innocente per il puro gusto di farlo ; pessima invece la prova di Rachel Hurd-Wood come Sybil Vane , creatura vanesia quanto il suo cognome ma degna di grande importanza nella storia , forse perchè quel parruccone con mega fiocco in testa le sta proprio una schifezza , o perchè quello stesso fioccone maxi la fa troppo piccola dolce Wendy ; disgustoso al punto giusto il ritratto , che prende vita e guarda con occhi propri la scena , emette suoni inquietanti e ci ripugna con un effetto “vermifico” che , per quanto ci sconvolga e ci rimandi un po’ a un horror anni novanta di basso budget , é più che mai legato al testo e alla descrizione che Wilde dà del quadro ( “uno splendido tessuto del tardi settecento veneziano [...] poteva servire ad avvolgere quell’orrore [il quadro]. Ora avrebbe coperto una cosa che aveva una putredine propria, più decomposta di un cadavere – che avrebbe nutrito orrori, e non sarebbe mai morta. Quello che i vermi sono per il cadavere, i suoi peccati sarebbero stati per l’immagine dipinta sulla tela. Avrebbero invaso la sua bellezza, e ne avrebbero divorato la grazia. L’avrebbero deturpata, e resa ripugnante. Tuttavia la materia avrebbe continuato a vivere. Sarebbe vissuta in eterno.”) . In ogni caso con tutti i suoi difetti e le sue imperfezioni il film tiene accesa l’attenzione per tutta la sua durata e scatena opinioni e dibattiti corposi all’uscita dalla sala , riaccendendo in noi il desiderio di ripescare dalla mensola il romanzo originale ormai sommerso nella polvere ; a me basterebbe questo per dire che è un film da vedere , ma credo che per i più non sarà sufficiente perciò cercherò di essere più specifica : è un bel film . Poteva essere fatto meglio , poteva essere completamente diverso nel suo approccio , ma dobbiamo guardarlo così com’è , senza arrabbiarci troppo , senza cercare la perfezione ; non dimenticate che a Dorian la perfezione ha fatto molto male.

4 commenti:

  1. Beh, sono felice che almeno a qualcuno questo film sia piaciuto. Anche se io sono nel settore dei molto critici. A me "An ideal Husband" e "The Importance of Being Earnest" era piaciuti davvero molto, ma questo Dorian! E non è che io sia una purista a tutti i costi. Non sopporto le trivialità, il gusto del macabro e dell'orrido per incontrare la domanda: penso al cadavere di Basil fatto a pezzi e gettato nel Tamigi, a piece after the other! ; penso ai flashback su un passato di dorian fatto di vessazioni e percosse da parte del nonno; penso alle scene di sesso ben esposte e talvolta volgari. Oltre al fatto che nel romanzo di Wilde tutto questo manca, ciò che mi ha infastidito è che questo cucire insieme brandelli di materiale (questa è l'impressione che il film ha fatto a me) non ha convinto nemmeno il pubblico dei giovani moderni a cui era indirizzato. Avessi visto e sentito nella sala in cui ero io le reazioni dei tanti teenagers accorsi!
    E' stato un piacere leggerti e scoprire il tuo blog!

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  2. grazie a te per questo commento!il tuo space è molto interessante mi perderei sempre nella letteratura inglese!tornerò spesso a trovarti a presto!!

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  3. Tanto amore per questo film , tanto amore per questo blog .
    ps , ma la ragazza dell'header chi è ?

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  4. grazie mille Aleja!la ragazza della'header è Abbie Cornish nei panni del grande amore di John Keats Fanny Brawne nel film "bright star " di Jane Campion!

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