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sabato 3 novembre 2018

First Man


"I don't know what space exploration will uncover, but I don't think it'll be exploration just for the sake of exploration. I think it'll be more the fact that it allows us to see things. That maybe we should have seen a long time ago. But just haven't been able to until now."


"Here's to the ones who dream, crazy as they may seem": i sognatori di Damien Chazelle ci piacciono così, sempre forti di quella determinazione un po' cieca e un po' incosciente che ti mantiene dritto sulla via dell'obiettivo, non importa quanti tagli e cicatrici ci vorranno e quanto possa essere alto il prezzo domandato, che sia la fine di un amore, il trincerarsi in una gabbia di vetro dove nessuno potrà mai raggiungerli o addirittura la vita stessa, con la morte di tanti colleghi e un'elevata probabilità di seguire il medesimo tragico destino; non per la notorietà, non per la gloria, ma perché solo una volta toccate le stelle sedare il dolore e trovare pace diverrà finalmente possibile.

C'è tanto del romanticismo di La La Land e del sangue e delle batterie di Whiplash nel viaggio del First Man Neil Armstrong, il più classico dei Ryan Gosling, pilota taciturno e imperscrutabile reso ancora più schivo da una tragedia personale per la quale non esistono parole: sostenuto con coraggio dalla paziente moglie (una battaglia di primi piani sugli occhi azzurri della bravissima Claire Foy) e dagli amici più stretti ma egualmente solo e sempre altrove, incastrato nelle anguste postazioni di comando coi suoi fantasmi in attesa che questi possano volare via, liberi nel silenzio dello spazio infinito.

venerdì 3 marzo 2017

La La Land



"...And here’s to the fools
who dream
Crazy, as they may seem
Here’s to the hearts that break
Here’s to the mess we make."

La cosa più grande che tu possa imparare è amare e lasciarti amare, ma non al prezzo di un sogno troppo grande per rischiare di rimanere chiuso nel cassetto: i versi di Nature Boy che erano divenuti il motto del Moulin Rouge di Baz Lurhmann avrebbero potuto trovare terreno fertile anche in La La Land di Damien Chazelle, seconda prova di pregio del trentaduenne regista dopo Whiplash e film musicale nel genere quanto nell'ambientazione, se solo non fosse stato lontano anni luce dalla riproduzione di un archetipo che ponesse le basi per una romantica e appassionata fantasia d'amore come era invece accaduto nel film di Lurhmann; torna prepotente piuttosto il tema della prioritaria realizzazione delle proprie ambizioni, parecchio caro a Chazelle per ragioni che non escludiamo essere prettamente autobiografiche, rivestito di un approccio di cuore più soft che lascia indietro gli schizzi di sudore e sangue rimasti sulla batteria di Miles Teller ma non per questo rinuncia a spezzarci il cuore e a farci soffrire.

giovedì 31 dicembre 2015

So long, 2015: i miei 15 film dell'anno e altre storie



Caro 2015,
vorrei tanto scriverti la recensione entusiasta e piena di frasi felicerrime che tu ti aspetteresti da me, ma non mi pare che tu ti sia comportato particolarmente bene nei miei confronti, anzi a dirla tutta direi che sei stato uno degli anni più penosi della mia intera esistenza (tutti i miei 29 anni, che son comunque tanti): avevi promesso di fare grandi cose e invece hai portato con te un sacco di lutti, dolore, dispiaceri e sofferenza, crisi personale e professionale, solitudine, rabbia e litigi, il tutto condito con una bella dose abbondante di lacrimoni. Non posso quindi dire di non essere contenta che tu te ne vada via per sempre, lontano chilometri e chilometri, ritirandoti dietro questo brutto bagaglio di robaccia che mi hai scaricato addosso. Nonostante il tuo impegno per essere nominato ufficialmente l'anno di merde più di merde di sempre, devo dire che qualcosa di buono l'hai anche fatto: in mezzo a tanta amarezza mi hai circondata di persone che mi vogliono bene davvero, mi hai regalato nuovi amici e reso quelli che già avevo ancora più importanti, mi hai dato la forza di ritrovarmi quando mi sono sentita totalmente persa. Questo vale qualcosa, anzi, direi che vale davvero tutto (ma resto superfelice che tu te ne vada via, non ti illudere). Adesso devo salutarti, caro 2015: a mai più rivederci e che tu sia maledetto, ma grazie per le cose belle che mi hai dato, sul serio. 

Ora, col permesso dei lettori di questo blog che probabilmente si sono già stancati di questo lungo sproloquio personale, passiamo alle cose serie serissime...LA CLASSIFICA DEI FILM DELL'ANNO! Non è che a questo giro non abbia visto parecchia roba, ma fra i motivi di cui sopra (responsabili comunque di avermi tenuta lontana dal cinema in più di un'occasione), tutta una serie di titoli che mi sono piaciuti ma senza farmi impazzire e gridare al miracolo e il desiderio di recuperare un po' di storia del cinema seria e professionale (tanto bianco e nero e tanto Truffaut, che bellezza ) ho avuto grosse difficoltà a stilare una top adeguata di almeno 15 titoli. Sia come sia, alla fine abbiamo tirato fuori l'elenco dei film usciti in Italia quest'anno e siamo riuscite nell'impresa, pronte ad ogni evenienza in caso di complimenti o insulti a mitraglia. Il rammarico più grande? Non essere riuscita a scrivere di tutti i film in classifica, soprattutto nel meraviglioserrimo film al primo posto. Chissà, magari troverò un momento per ritirare fuori quella vecchia bozza, prima o poi....READY? LET'S GO!

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