lunedì 7 maggio 2012

The Hunger Games


"May the odds be ever in your favor".

Come per altre famose saghe letterarie, anche le origini di The Hunger Games appartengono ormai alla leggenda: il mito racconta di una sera come tante altre, trascorsa facendo zapping davanti alla tv, in cui la scrittrice Suzanne Collins si sarebbe ritrovata a passare dall'ennesimo reality show alle notizie sui caduti in Afghanistan, notando improvvisamente un'inquietante somiglianza nella violenza delle due visioni.

Ecco allora lì dove oggi si estende il Nord degli Stati Uniti la nascita della Terra di Panem, figlia di un futuro distopico che ha consegnato la nazione nelle mani della privilegiata Capitol City: sfruttati e sottomessi per scongiurare ogni tentativo di ribellione, i 12 distretti del Paese sono quindi costretti a partecipare agli Hunger Games, spietato reality show in cui un ragazzo e una ragazza, estratti a sorte per sacrificarsi come tributi al mantenimento della pace, combattono all'ultimo sangue per deliziare gli abitanti della Capitol.


A quasi un anno dalla fine di Harry Potter e con l'imminente conclusione del ciclo di Twilight(THANK GOD), era solo questione di tempo prima che un'altra saga cercasse di farsi strada nel cuore di lettori e spettatori: pubblicato nel 2008 e primo di una trilogia di successo, Hunger Games si è guadagnato di diritto il suo posto nel meccanismo, grazie a uno spunto forte e affascinante che si allontana a passo svelto dalle avventure dei suoi fratelli letterari.

Se l'Hogwarts Express conduceva Harry e i suoi amici in un mondo magico e meraviglioso, quello che i tributi del distretto 12 Katniss e Peeta compiono a bordo del lussuoso treno inviato dalla Capitol è il viaggio verso una morte quasi certa e inevitabile: ad accogliergli, dopo una fastosa parata alla Jeux Sans Frontières che li vede sfilare come gladiatori prima di entrare nell'Arena, non c'è la rassicurante saggezza di Albus Silente ma la glaciale presenza del Presidente Snow, dominatore assoluto di Panem e ideatore dei giochi, che tiene in pugno i distretti  affamandoli con la flebile speranza di un vincitore.("Hope, it is the only thing stronger than fear. A little hope is effective, a lot of hope is dangerous. A spark is fine, as long as it's contained.")

Capitol City, potente centro del regime, celebra il trionfo sulla sventurata Nazione con avveniristiche architetture e una moda grottesca e caricaturale: ottimo in tal senso il lavoro su costumi e scenografie di Judianna Makovsky e Philip Messina, impeccabili nel riprodurre con graffiante efficacia le luci di un mondo dorato che nutre dello spettacolo dell'oppressione la sua vanesia essenza.

Lontana anni luce dall'essere una damigella in pericolo come la coetanea Bella Swann, la sedicenne Katniss Everdeen sembra piuttosto il riflesso della Ree Dolly di Un Gelido Inverno(Winter's Bone) di Debra Grenik: lasciata sola dopo la morte del padre a prendersi cura della madre inadeguata e della fragile sorellina, armata di arco e frecce come un'eroina dell'antichità questa coraggiosa cacciatrice sembra subito destinata a grandi imprese, ma è senza dubbio la straordinaria interpretazione di Jennifer Lawrence a fare davvero la differenza. Fra le più brave interpreti della sua generazione, questa giovane attrice mette anima e corpo per incarnare con passione un personaggio dallo spirito indipendente e combattivo, talmente abituato a proteggersi dal mondo da rendersi impenetrabile persino per lo spettatore: difficile dire se il suo amore per il dolce compagno Peeta( un bravo Josh Hutcherson) sia del tutto sincero o alimentato ad arte, in favore di un pubblico impaziente di fare degli amanti sfortunati del distretto 12 i propri beniamini.

Difficili da dimenticare anche le prove dei numerosi caratteristi: dall' Haymitch di Woody Harrelson, mentore assegnato a Katniss e Peeta che affoga nell'alcol il ricordo dei tanti ragazzi mandati a morire, alla presentatrice Effie Trinket di una Elizabeth Banks quasi irriconoscibile sotto il pesante trucco e parrucco imposto dalla moda della Capitol, fino allo spietato e risoluto despota Coriolanus Snow di Donald Sutherland; il migliore resta però Stanley Tucci nei panni dell'estroso conduttore dello Show Caesar Flickerman, abile manipolatore sempre pronto a costruire il giusto dramma per intrattenere il suo pubblico e ribattezzato dalla sottoscritta l'Alfonso Signorini di Panem.

Nel confrontarsi con la storia di una violenta lotta per la sopravvivenza, il regista Gary Ross(Pleasantville, Seabiscuit) ci getta nell'Arena con inquadrature nervose e inquiete, deciso ad approfittare della concitazione degli scontri per distogliere lo sguardo dal bagno di sangue degli Hunger Games: la scelta, perfettamente funzionale al desiderio di abbracciare senza troppe restrizioni il target di riferimento del film(la pellicola è PG-13), riesce nell'impresa di non compromettere la crescente tensione degli eventi, lasciando la morte libera di agire dietro le quinte per poi mostrarci il risultato della sua opera; l'esclusiva delle scene più cruente dei giochi resta alle telecamere della Capitol, ma vedere gli occhi di vetro di una ragazza senza vita o uno schizzo di sangue sul muro è già sufficiente.

Immerso nelle suggestioni di un futuro post apocalittico in cui nessuno vorrebbe mai risvegliarsi, Hunger Games è un'esperienza intensa e appassionante, fantasma di quello che siamo e che potremmo diventare che porta con sé amari e inquietanti interrogativi: non un semplice film per ragazzi, ma qualcosa di più.

Ps: 1)non ho visto il famoso Battle Royale di cui tutti parlano. Non dubito che ci sia molta somiglianza con Hunger Games, ma trovatemi un esempio di letteratura per ragazzi priva di alcuna influenza e siamo a posto.
2)Ho scritto la recensione senza aver MAI letto il libro. Non vi preoccupate cari fan, ho gradito tanto il film che conto di provvedere al più presto. Per i non fan, pazienza: may the odds be ever in your favor.

29 commenti:

  1. grande film, e il romanzo è ancora meglio!
    a parte il viaggio in treno, comunque, niente a che fare con harry potter. meno male ahahahah :)

    stanley tucci in effetti è parecchio signorini in questo ruolo... :D

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    1. Felicissima di sapere che anche tu hai apprezzato :) Adesso attendo con ansia la tua recensione!

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  2. Non mi ha fatta impazzire ma ammetto che poteva venire molto peggio.
    Il problema del confronto impari con Battle Royale è che Hunger Games manca di una reale dimensione di disperazione ed ineluttabilità, sembra davvero un fumettone per adolescenti, come hai detto tu, orfani di Harry Potter e Tuailait. Incalcolabili gli interventi da "deus ex machina" che rendono la trama anche troppo prevedibile e che conducono lo spettatore mano nella mano verso un finale scontato.
    Per quanto riguarda gli attori, meravigliosi i pezzi grossi, uno su tutti l'inquietantissimo Donald Sutherland, mentre i giovani interpreti possono migliorare, soprattutto il bolsissimo Josh Hutcherson.
    C'è di buono che mi è venuta voglia di leggere almeno il primo libro.

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    1. il personaggio di Katniss è indubbiamente affetto da una certa predestinazione, ma non ho trovato la cosa fastidiosa, anzi sono rimasta in apprensione per lei fino alla fine del film!è vero che il target di riferimento è quello "young adult", ma francamente per intensità e approccio trovo che hunger games abbatta la saga di twilight(saga?saga de che?certe volte ancora non mi capacito)con un soffio e spero di cuore che i ragazzi preferiscano leggere più storie di questa portata piuttosto che quelle della Meyer. Detto questo, secondo me il film è appassionante anche per un adulto se ci si immerge nella storia con le giuste prospettive, mostrare la carneficina in diretta avrebbe creato troppi casini e trasformato noi in parenti degli abitanti della Capitol...come avevo già detto nella mia recensione su War Horse di Spielberg, a me personalmente la violenza lasciata intendere fa anche più effetto di quella ostentata, ma non c'è dubbio che la percezione possa essere diversa e personalissima.
      Hutcherson l'ho trovato perfettamente in parte, dolce affabile e innamorato come da copione, in perfetta antitesi con il carattere introverso di Katniss:)
      mi sa che a questo punto mi tocca recuperare questo benedetto battle royale!

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    2. Secondo me il discorso "Battle Royale" (che, in effetti, ha un po' scassato probabilmente) non rileva granché nel giudizio sul film in oggetto. Innanzitutto perché ho sempre trovato un attimino fastidiosi i continui e ripetuti confronti, parallelismi e rimandi a tutti i costi fra un film e l'altro, in secondo luogo perché in "Hunger Games" ci sono semplicemente dei problemi e dei limiti tecnici che prescindono dall'impostazione del film, dal "taglio" o dal target voluto dalla produzione, o magari dai gusti personali.

      Se una sceneggiatura, chiaramente nell'ambito del genere trattato, presenta evidenti passaggi a vuoto, dimenticanze, pressapochismi vari nella gestione e presentazione dei personaggi, inverosimiglianze ed ingenuità perdonabili una ma non due, tre e più volte...e se la regia, in un film che dovrebbe essere evidentemente anche azione e suspense, non riesce a confezione una, dico UNA scena ad arte, efficace, ben gestita (e non soltanto confusionaria e da mal di testa) e mozzafiato, beh allora non si può che prenderne atto e regolare di conseguenza la valutazione della pellicola.

      Quando vedo un film cerco sempre di scindere la valutazione tecnico-oggettiva (anche se non sono un cazzo di nessuno, né un addetto ai lavori, sia chiaro) da quella puramente personale, di mero gusto intimo ed esclusivamente papillare.

      E come un "The Avengers" rappresenta nel suo genere una vera bomba, con pochissimi momenti low e tanta professionalità, condita da soluzioni davvero pregevoli, questo "Hunger Games" purtroppo si rivela un mezzo passo falso. Dico purtroppo perché io in primis avrei desiderato di spararmi un'altra bella pillola di puro e sano entertainment americano, anzi ero lì in costante attesa di "qualcosa".

      Ora, detto questo, è evidente che se dobbiamo valutarlo come sostitutivo o metadone-anti-rincoglionente per la generazione "teen", "Hunger Games" vale 100 volte un twilight. Su questo non ci sono dubbi, per carità. Ma è anche una valutazione che personalmente non mi interessa granché, non mi stimola, un film va valutato per quel che è, punto e basta. Non ho intenzione di dare mezzo punto in più ad HG sol perché mi surclassa twilight nei prodotti per ragazzi, onestissimamente.

      Sorry for the papir cari, Alessia in primis ;)

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    3. no problem!Amo le lunghe dissertazioni, anche quando in disaccordo col mio punto di vista:). Io non ho mai detto che il film valga SOLO come antitwilight, è vero che proporre finalmente a un pubblico di giovani tematiche pesanti e un'eroina forte e combattiva al posto della passiva mantenuta Bella Swann è senza dubbio un punto a suo favore, ma mi sarebbe piaciuto comunque di per sé al di là del fatto di provenire o meno da una serie di libri per ragazzi. Ripeto che non ho trovato tanto fastidioso l'uso della camera a mano per le scene dei giochi e secondo me come stratagemma per non essere troppo crudi ha funzionato molto bene, forse ha tolto un po' di realismo alla confezione, ma non ci si poteva certo aspettare che ne tirassero fuori un kill bill no?la drammaticità dei giochi il senso di oppressione secondo me si respirano abbastanza, bisogna solo saper leggere fra le righe.
      Per carità, libertà assoluta di non apprezzare e rispetto pieno per la differenza di opinioni, però ci tenevo a chiarire che non era mia intenzione apprezzare hunger games solo come antidoto a twilight ma per molti altri motivi...:)

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    4. No ma questo lo so Alessia, non mi riferivo specificatamente a lei, quanto piuttosto al clima generale venutosi a creare intorno al film, ecco. Ne sta venendo fuori una sorta di risorgimento intellettuale per i giovani d'oggi, e ok che stanno fregati non poco con mocciate e bieberate varie & co, però direi che si sta un attimino esagerando, no?

      Comunque non volevo dire che ci fosse necessariamente bisogno di un bagno di sangue, ed è per questo che ho specificato che il parallelo con "Battle Royale" in questo momento poco mi interessa. Ho semplicemente ben chiaro ciò che ho visto e ne faccio un'analisi puramente tecnica, magari potrei anche citarle scena per scena quelli che sono i mali di cui è affetto il film a parer mio, ma penso che ci sia un limite agli spoiler (e qui deve dirmi lei Alessia, io sono piuttosto novizio nella blogosfera).

      Vede, è proprio il senso di oppressione che fa difetto ad "Hunger Games", l'intensità, il survivor feeling, l'empatia con i vari personaggi (ovvio ed inutile ripeterlo, Lawrence a parte) e soprattutto direi l'interesse per le loro violente dipartite. E questo è un aspetto che avrebbe potuto essere curato maggiormente, anziché anticipare eccessivamente o liquidare frettolosamente una qualsiasi morte di un qualsiasi tributo. Che restavano "qualsiasi", e niente più.

      Purtroppo questo accade se non fai "vivere" un minimo i personaggi coinvolti, se non li scrivi per bene. Io dico che "Hunger Games" poteva venir fuori decisamente meglio, senza splatter o chissà cosa, semplicemente scrivendolo con più attenzione e conferendo un minimo di pathos in più alla "caccia" fra tributi. E poi la bambina, cazzo se avrei voluto emozionarmi in quella fase lì, ma niente.

      E non mi dica che la cosa l'ha toccata più di tanto, non me lo dica Alessia!

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    5. ma come Katniss che si affaccia alla telecamera onorandola col saluto del distretto e iniziando a scatenare i primi segnali della rivolta(che sicuramente vedremo nelle prossime puntate)!per me era un momento abbastanza efficace ;)...temo che su questo film non riusciremo mai ad essere d'accordo, ma il bello della critica è anche questo no?Spero che il mio blog possa sempre essere arricchito da lunghi e ricchi commenti- commenti positivi o negativi che siano- da parte sua Defezionario!:)

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    6. La Lawrence infatti riesce sempre a salvare il salvabile come detto, ma poco prima si era consumato un mezzo scempio narrativo in una sequenza che poteva essere davvero sentita e densa di vera drammaticità (e senza alcun bisogno di sangue eh, sia chiaro), ma che a conti fatti si è rivelata l'ennesima occasione persa dal regista. Aveva in mano qualcosa di davvero forte da mettere in scena, la morte della bimba (oh, io spoilero a sto punto..hehe) doveva essere "il momento". E invece tanta fretta, pressapochismo, sciatteria, questo ci ho visto.

      Alessia guardi sono qui per questo, come avrà notato mi ci appassiono parecchio sull'analisi filmica, anch'io godo del confronto e dello scambio di un certo tipo. Anzi, lo bramo.

      Diciamo che per questa volta gliela faccio passare va, anche perché mi ha lodato "The Avengers" e ha saputo individuare il bene che c'è in una pellicola come "War horse" (che offre decisamente ben altra fattura registica ed è "tecnicamente" impeccabile, cosa che è assai diversa dall'originalità/intrippamento del soggetto trattato...a volte le 2 cose vengono confuse e sovrapposte in modo un po' incauto), stroncata a mio giudizio in via troppo radicale praticamente ovunque. Quindi la perdono, mia cara Alessia, io la perdono.

      Alla prossima recensione va... ;)

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    7. Grazie Carissimo!Gli amici di War Horse sono miei amici, ALWAYS!

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    8. Guarda Alessia, per quel film Steven mi ha fatto incazzare non poco. E' di una potenza visiva srabordante, con una messa in scena impeccabile, da maestro quale lui è. Purtroppo apre il fianco a diverse critiche per alcune scelte narrative e per diverse scene decisamente troppo, troppo retoriche.

      Parlo dei ripetuti "passaggi di fazzoletti", di un finale allungato che poteva chiudersi subito dopo l'incontro (comunque toccante) fra il protagonista e il cavallo Joey, di quel ritorno al ranch che faceva davvero troppo "Via col vento". E di altre situazioni sparse qua e là per la pellicola. Mannaggia va, non rimarrà nella storia del cinema e lo sappiamo, però è stato comunque un altro grande saggio della visione di Steven, potente e comunicativo come pochi.

      E poi io amo gli animali, amo i cavalli, di cuore c'ero tutto insomma (basta va, off-topic decisamente eccessivo).

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    9. ehehe se vuoi possiamo continuare il dibattito dall'altra parte!:)
      http://firstimpressions86.blogspot.com/2012/02/war-horse.html

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  3. Come già sai, per me una delusione clamorosa.
    Una versione retorica e teen di Battle Royale, decisamente su un altro livello.
    Si salvano la protagonista e alcuni personaggi di contorno, comunque bistrattati da una sceneggiatura elementare.

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    1. lo so Ford, ma stavolta sto con Cannibal ehehe!

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  4. D'accordissimo sulle interpretezioni, anche se poi Harrelson in primis resta vittima della pessima sceneggiatura (quantomeno nella seconda parte del film), per il resto il film patisce l'operazione "pulizia" fatta evidentemente a favore del pubblico destinatario di questa pellicola.

    E poi cadere di intensità e verità proprio durante i giochi del massacro è cosa imperdonabile, col manipolo dei ragazzi cattivi cui viene messa l'etichetta dal regista (ed infatti non si resta per niente dispiaciuti quando vengono fatti fuori), ed i 2 del distretto 12 che ne vengono fuori come gli unici eroi. Non basta quel singolo minuto in cui il biondo ha un crollo nervoso durante il "combattimento" finale , è anche quello un intervento sciatto e tardivo, non conferisce alcuna profondità al personaggio o alla storia. Non aiuta lo spettatore a penetrare nell'immenso dramma umano che, di regola, si sta consumando sullo schermo.

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    1. come ho detto, non ci si poteva aspettare che mettessero in scena il bagno di sangue con dovizia di particolari...sarebbe diventato un film vietato ai minori e avrebbero perso tutto i fan adolescenti del libro!in ogni caso non ho trovato la cosa così fastidiosa, anzi come dicevo sopra l'impressione l'ho sentita e pure parecchia...Katniss e Peeta sono eroi secondo la logica di Panem, ma in realtà non lo sono affatto: ricordiamoci che hanno dovuto uccidere per arrivare alla fine e che la stessa Katniss, per quanto pura e coraggiosa, si è imprigionata in una brutta ambiguità riguardo al suo amore per Peeta, probabilmente destinato a forgiarsi meglio nei prossimi capitoli ma allo stato attuale costruito e montato più per ottenere il favore del pubblico che altro...questo mi sembra uno spunto più che interessante e utilissimo a eliminare la sua presunta perfezione...povero Peeta.
      Per quanto riguarda il breakout di Cato, quello è esattamente ciò che serve per riscattare il personaggio: non è un cattivo, non lo è mai stato davvero, è stato solo allevato e cresciuto per odiare senza avere altra scelta; mi sembra abbastanza.

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  5. Alessia, come potrai leggere la penso come te anche se loschi figuri come il carissimo defezionario mi stanno sempre più convincendo di aver preso una cantonata.

    recensione molto completa, complimenti!

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    1. grazie!!!!no no tranquillo non siamo soli ad aver amato il film, basta guardare l'84% di recensioni positive su Rotten Tomatoes!http://www.rottentomatoes.com/m/the_hunger_games/

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    1. il libro è in lista!Appena posso lo prendo e inizio:)

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  7. ah, ma allora tu non hai letto il libro e hai comunque apprezzato. vuol dire che tutti questi buchi di sceneggiatura forse il film non ce l'ha ed è comprensibilissimo e godibilissimo da tutti.
    allora magari è defezionario che ha qualche defezione nell'attenzione uahahaha!

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  8. Sia libro che film m'incuriosiscono tantissimo, ne parlano tutti così bene! Credo che dovrò recuperarli entrambi!

    Bella recensione!

    ;-)

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. Devo recuperare questo Battle Royal. Cmq a me il film non ha fatto impazzire, ma sappi che ero partita con delle pretese alte. Non è male, ma non mi ha lasciato molto. I libri forse dovremmo proprio leggerli, ne parlano tutti benissimo...

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  11. Ciao Alessia,
    arrivo qui sull'onda del tuo commento da kekkoz, e mi ritrovo quasi a casa, direi, con Benedict "Sherlock" Cumberbatch nell'header e l'amatissima Londra sullo sfondo (great picture, by the way, is it yours?).

    Parlando invece del film, che ora ho visto, avendo appena letto i primi due libri della saga di HG posso dire che è senz'altro una buona trasposizione, pur con alcuni difetti.

    Principalmente, come ha scritto anche Marco "Cannibal" nella sua recensione, quel che più mi ha deluso è stato il finale, un po' tirato via ed affrettato, soprattutto per quanto riguarda il rapporto Katniss-Peeta, la cui ambiguità non viene resa in maniera efficace come nella pagina scritta, ma anche per quel senso di minaccia incombente del presidente che angoscia la protagonista, nel libro molto più reale che nel film.

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    1. Ti ringrazio!Che dire, se dovessi iniziare a parlare di Benedict credo che invece di un commento questo diventerebbe un poema epico:)
      purtroppo la foto non è mia, l'ho trovata online, ma sono stata a Londra qualche tempo fa e per me e uno dei posti più belli che esistano. Mi manca da impazzire, la mia London.
      Il libro degli hunger games lo devo prendere al più presto, vediamo se noterò queste differenze che mi hai segnalato...grazie mille ancora e a presto!

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  12. messaggio promozionale: questo pezzo è fra i vincitori del concorso per la miglior recensione di Hunger Games su Bestmovie.it!
    http://www.bestmovie.it/news/hunger-games-ecco-i-vincitori-del-contest/159008/
    May the odds be ever in my favour!

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  13. momento autocelebrativo:
    http://firstimpressions86.blogspot.it/2012/05/may-odds-be-ever-in-my-favour.html :)

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