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lunedì 3 ottobre 2011

Midnight in Paris


"That Paris exists and anyone could choose to live anywhere else in the world will always be a mystery to me."

Dopo aver omaggiato gli inquietanti misteri di Londra e la freschezza di una Barcellona che non dorme mai, per Woody Allen l'incontro con la regina di cuori delle capitali europee era ormai inevitabile:  magnetica prima donna, Parigi è sempre stata amica del grande cinema sebbene, causa la sua indiscussa bellezza, spesso condannata alla legge dello stereotipo(il sofisticato ma freddo "le divorce" di James Ivory ne è un classico esempio); è stato un sollievo scoprire come "Midnight in Paris", ultima tappa del Grand Tour del regista americano, sia non solo un piacevolissimo divertissement ma anche un'occasione per guardare con sincerità alla vera magia della Ville Lumière, cuore pulsante di cultura e passione dove ogni cosa sembra possibile.

sabato 18 giugno 2011

THE monologue

"I am a Jew. Hath not a Jew eyes? hath not a Jew hands,
organs, dimensions, senses, affections, passions? fed with the same
food, hurt with the same weapons, subject to the same diseases,
healed by the same means, warmed and cooled by the same winter and
summer, as a Christian is? If you prick us, do we not bleed? if you
tickle us, do we not laugh? if you poison us, do we not die? and if
you wrong us, shall we not revenge? If we are like you in the rest,
we will resemble you in that. If a Jew wrong a Christian, what is
his humility? Revenge. If a Christian wrong a Jew, what should his
sufferance be by Christian example? Why, revenge. The villany you
teach me, I will execute, and it shall go hard but I will better
the instruction."

(Shylock Monologue)


venerdì 17 giugno 2011

Julie & Julia


"Chocolate cream pie! You know what I love about cooking? I love that after a day when nothing is sure and when I say nothing, I mean nothing. You can come home and absolutely know that if you add egg yolks to chocolate and sugar and milk, it will get thick. That's such a comfort."(Julie Powell)

Due epoche, due cucine, due città: non era facile la ricetta che Nora Ephron, madrina d'eccezione di    romantiche commedie come "Insonnia d'amore" e "c'è posta per te"(senza dimenticare "Harry ti presento Sally" di cui era sceneggiatrice) ha  preparato con "Julie & Julia", pellicola fuori dal tempo in un mondo che sforna film commerciali e di scarsa originalità con un'impronta che rasenta ormai la serialità. 


Piani spaziali e temporali diversi, mescolati ad arte saltando con delicatezza fra un romantico passato e una frenetica contemporaneità, seguono le vite di due donne dai percorsi simili e straordinariamente vicini su binari paralleli destinati a non incontrarsi mai: Julia Child, casalinga senza figli intraprendente e vivace, arrivata con entusiasmo nella Parigi del 1948 riempie la sua esistenza con l'amore per il marito e una sincera passione per la buona tavola: prima donna ad iscriversi al prestigioso corso di cucina Cordon Bleu,  dopo il ritorno in patria e alcuni anni di difficoltà e incertezze a riuscirà a pubblicare un libro di ricette di grande successo, al quale seguirà una serie di programmi televisivi che la trasformeranno in una vera e propria pioniera dell'alta cucina negli States; cinquant'anni dopo, in un piccolo appartamento del Queens del 2002 vive la ventinovenne Julie Powell, un lavoro precario di assistenza alle assicurazioni e l'insoddisfazione di un romanzo mai finito in un cassetto, armata di una totale devozione alla cucina e con Julia Child come guida spirituale. La via per conciliare velleità letterarie e culinarie passa per il food blog "the Julie/Julia Project", dove Julie si impegnerà ad aggiornare un diario costante della sua grande impresa: preparare nell'arco di un anno tutte le 524 ricette contenute nel mitico e voluminoso ricettario della Child " imparare l'arte della cucina francese".

giovedì 19 maggio 2011

Le concert


« L'orchestra è un mondo. Ognuno contribuisce con il proprio strumento, con il proprio talento. Per il tempo di un concerto siamo tutti uniti, e suoniamo insieme, nella speranza di arrivare ad un suono magico: l'armonia. Questo è il vero comunismo. Per il tempo di un concerto. »

Paese che vai, usanze che trovi: ogni popolo intreccia la propria esistenza con la propria terra portandosi dietro un cospicuo bagaglio di costumi e tradizioni, tratti talmente caratteristici che più o meno felicemente finiscono nel colorato e picaresco ventaglio dello stereotipo, il filtro attraverso il quale gli stranieri guardano e giudicano: laddove il cinema potrebbe essere uno strumento per smentire gli schemi, spesso preferisce invece sottolinearli, estremizzandoli fino alla caricatura, alla ricerca di una risata gustosa ma anche di amara riflessione. Ne" il concerto" ( le concert ) del regista rumeno francese Radu Mihăileanu si osserva al microscopio un popolo russo smarrito e disorientato dopo la fine del comunismo, figlio di una libertà formalmente restituita ma di fatto non ancora riconquistata.
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