“Hey. Please. This is not the Midwest. All right? Michigan is the Midwest, God knows why. This is the Plains: a state of mind, right, some spiritual affliction, like the Blues.”
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Perchè lontano dal vento delle opportunità che soffia sulle Grandi Metropoli il cuore degli Stati Uniti giace ancora lì, seppellito nelle desolate pianure dove bisogna guidare per miglia e miglia prima di incontrare anima viva e le distanze, impossibili da coprire, spingono le famiglie a separarsi e a imparare a convivere col peso di un silenzio assordante: ultima rocca di una civiltà che ha tentato di mettere radici nelle viscere di una Terra troppo orgogliosa e sfuggente per lasciarsi sconfiggere, Casa Weston diventa il palcoscenico, diroccato e scricchiolante quanto i legami incastrati a forza entro meri vincoli di sangue, del dramma di una Famiglia con un tale fardello di segreti e bugie da far invidia ai più imbattibili classici del genere.
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“We're all just people, some of us accidentally connected by genetics, a random selection of cells. Nothing more.”
È sufficiente la raffinatissima orchestrazione del pranzo di famiglia, coro surreale dove gli astanti passano dal conversare civilmente all'azzannarsi a vicenda nel giro di una manciata di battute, per capire che non c'è pietà per i protagonisti di August: Osage County, raggirati a più riprese da una raffica di colpi di scena che porta alla luce con sorriso beffardo tutto il marciume dal quale stavano disperatamente tentando di ripulirsi: morta ogni speranza di riconciliazione, l'unico modo per sfuggire all'aridità degli affetti e ritrovare una brezza fresca è salire in macchina e partire, tagliando il cordone ombelicale per non fare finalmente più ritorno.
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Difficile esprimere preferenze sul cast di caratteristi, tutti perfetti nel riuscire a restituire dignità e spessore ai loro personaggi a dispetto del poco screen time a disposizione; in un film dove il cinismo è dilagante e le lacrime lasciano il posto a un senso di vuoto non indifferente a catturare le nostre simpatie sono però soprattutto le poche anime gentili presenti sullo scena, ben rappresentate dal generoso e commovente Charlie Aiken di Chris Cooper e dai "cugini " Julianne Nicholson e Benedict Cumberbatch, talmente teneri nei ruoli di Ivy e Little Charles da imporci di difendere la loro causa a qualunque costo.
Se la colonna sonora alterna chicche fantastiche come Last Mile Home dei Kings of Leon alle note malinconiche e tutt'altro che liberatorie di Gustavo Santaloalla e Adam Taylor, la regia di John Wells si mantiene timida, cauta, quasi per non disturbare le prove degli attori e la firma inconfondibile di un testo che si basta già da sé: il regista lavora comunque molto bene sul contrasto fra esterni incontenibili e interni stantii e soffocanti, strappando alla scena teatrale inquadrature di fine dettaglio visivo come l'istantanea sbiadita sulle stanze della Vecchia Dimora di famiglia(splendida la fotografia ingiallita e polverosa di Adriano Goldman) o l'ultimo sguardo, affidato alla camera appena per istante, di un Beverly Weston non più disposto a sopportare oltre le ombre di una vita "troppo lunga".
Dovrete passare del tempo con individui piuttosto sgradevoli e vi capiterà spesso di sentirvi feriti, impotenti e arrabbiati, ma se siete in cerca di una storia di conflitti familiari dal sapore diverso dal solito che non abbia paura di schiaffeggiare il suo pubblico con sincerità e amarezza, August: Osage County è la scelta giusta: d'altronde, se "Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo".
Note:
Oscarometro- 1)Anche quest'anno Meryl ha confermato il suo abbonamento all'Academy: lo so, siamo tutti stanchi e sarebbe anche il caso che la Signora(ormai giunta alla sua milionesima nomination) lasciasse campo libero ad altre colleghe, però diciamoci la verità... QUANTO È BRAVERRIMA IN QUESTO FILM?
2)Cara Academy, premettendo che #JenniferLawrenceèbravamaanchebasta, non sarebbe proprio possibile quest'anno far vincere Julia? Dai su, ripeti con me: JULIA, JULIA, JULIA.
3)Nessuna nomination per la sceneggiatura di Letts? Are you kidding me?
Musicometro- Forse un giorno smetterò di parlarvi del tenerume da batticuore estremo di QUESTA SCENA, ma non è questo il giorno.
julia roberts domina nettamente contro quella babbiona di meryl streep uahah :D
RispondiEliminaJulia brilla di luce propria, ma Meryl è ancora in formissima che ci possiamo fare :D
EliminaHo preferito Julia a Meryl, in questo film, ma sono evidentemente entrambe a livelli altissimi. Cumberbatch è un grande attore, e lo sapevamo. Aspetto The Imitation Game con trepidazione:) Complimenti per la recensione!
RispondiEliminaJulia è grandiosa, meriterebbe di vincere! anche se temo che l'Academy abbia altri progetti quest'anno :( ...Non vedo l'ora di vedere The Imitation Game! ( Se i Weinstein l'hanno pagato a peso d'oro avranno sicuramente visto del potenziale e poi io adoro le storie sui geni matematici :)
EliminaBella recensione, ti sei soffermata su ogni aspetto; solo sulla regia non sono d'accordo: così piatta da vanificare tutto il resto. Diciamo che non leggo "regia timida e cauta" come un complimento, piuttosto come "regia sottomessa a uno script e a degli attori che non è in grado di risaltare". Se l'avesse diretto un'altro, allora sì sarebbe stato memorabile.
RispondiEliminaSai ho riflettuto molto sulla questione della regia e la mia prima impressione era in effetti molto più negativa: Wells porta a casa il compitino senza fare il minimo sforzo salendo sulle spalle degli attori. Poi ho avuto modo di riflettere di più sul film e sul modo in cui la regia si inserisce in esso e ho rimoderato in positivo la mia posizione: è vero, la regia non è innovativa, ma in una storia di questo tipo il suo voler essere discreta e quasi " trasparente" ( una citazione non mia che riprendo qui perchè la trovo davvero azzeccata) si sposa bene con l'imponenza delle prove attoriali e con la gestione degli spazi, tutta giocata fra gli interni asfissianti della casa e gli esterni infiniti delle Pianure. è un microcosmo immutabile, placido e rigidissimo e la regia si accorda bene ai suoi ritmi: alla fine ho scelto di dire si piuttosto che no, ma capisco chi ha fatto altrimenti ;)
EliminaMeryl Streep ormai interpreta Meryl Streep. Per il resto, ottimo film. E gran recensione!
RispondiEliminaThank You! Cmq tranquilli per Meryl, tanto l'Oscar quest'anno è già di Cate Blanchett :D
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