giovedì 5 aprile 2012

Peter Pan



"I do believe in fairies, I do! I do!" 

Tutti i bambini, salvo uno, crescono: la storia di Peter Pan, primo e forse vero unico mito del ventesimo secolo, ha conosciuto fra grande e piccolo schermo un'infinità di trasposizioni, ma solo poche possono davvero vantare la giusta fedeltà all'opera originale; una di queste, l'ultima realizzata finora, è senza dubbio la versione firmata nel 2003 da P. J. Hogan(il matrimonio del mio migliore amico), che raccoglie senza esitazione l'eredità del personaggio creato dalla magica penna di James Matthew Barrie.


Senza dimenticare il passato ma egualmente determinato a perseguire una propria e indipendente visione, Hogan riesce nell'impresa di raccontare le arcinote avventure del bambino che non voleva crescere come se le  stessimo vedendo per la prima volta, complice una straordinaria resa visiva e una caratterizzazione dei personaggi che non ha timore di scavare in profondità, restituendo alla più incantevole delle fiabe la metafora dell'arduo e difficile cammino verso l'età adulta.

Per Wendy Darling, tredicenne che non vuole abbandonare la stanza dei fratelli e sogna di vivere fantastiche avventure piuttosto che iniziare a preoccuparsi delle cose dei grandi, volare verso l'Isola che non c'è è un'opportunità troppo allettante e imperdibile: peccato che, fra fate dispettose e perfidi pirati, i primi turbamenti dell'adolescenza non risparmino nessuno, nemmeno il grande Peter Pan: già presente sulla carta ma mai esplicitamente urlato, nello screenplay scritto a quattro mani dal regista insieme a Michael Goldenberg il legame fra Peter e Wendy si nutre di sguardi intensi e baci castissimi, trasformandosi in un sentimento tenero e potente come solo il primo amore può essere.

In un cast di giovani attori praticamente esordienti, Jeremy Sumpter e Rachel Hurd-Wood(le cui carriere in futuro sarebbero continuate in modo altalenante) sembrano di fatto nati per la parte, pronti a volare alto sulla scena e a dimostrare di essere davvero gli interpreti ideali di Peter e Wendy: il primo, biondo quattordicenne la cui "americanità" contribuisce non poco a marcare l'arroganza e l'incoscienza che rendono Pan diverso da ogni altro bimbo sperduto, dà vita a un eroe reale e autentico, che pur consapevole di non potere né volere affrontare le paure di un mondo destinato a invecchiare e morire, nasconde una solitudine che nessuna grande avventura potrà mai colmare. 
Rachel Hurd-Wood, nel ruolo di una Wendy spaventata dal futuro ma allo stesso tempo assai più matura e consapevole del peso delle proprie scelte, è invece la ragazzina che tutti almeno una volta siamo stati, desiderosa di inseguire le fantasie dell'infanzia ma cosciente del fatto che, per riuscire a vivere davvero, alcuni sogni vanno messi in un cassetto, pronti a saltare fuori nei momenti più bui per darci la forza di andare avanti.

Fra i pochi adulti, Jason Isaacs è indimenticabile nell'incarnare(com'era nella prima versione teatrale dell'opera) sia il mite Signor Darling, padre affettuoso ma troppo debole secondo Wendy, che lo spietato Capitan Uncino, riflesso oscuro della paura del tempo e della morte che inquieta la sua nemesi Peter Pan e decisamente più attraente agli occhi della ragazzina; bellissima, anche se visibile solo per poche scene è invece la Signora Darling di Olivia Williams, dolce proprietaria del bacio nascosto che la figlia non riesce mai a vedere, moglie amorevole e madre devota ma sempre pronta a credere nelle fate.


L'Isola che non c'è, luogo dove trovano rifugio tutti i sogni dei bambini e che vive della presenza di Peter Pan, è dipinta con luminose tinte pastello e intensissime sfumature dalla fotografia di Donald McAlpine, dove a dominare sono il rosa del cielo nel mattino(identico a quello dipinto sul soffitto della stanza di Wendy, John e Michael)e il blu della notte, reso brillante dalle luci delle stelle e delle fate.

Prodotta da Mohammed Al-Fayed e dedicata allo scomparso figlio Dodi(proprio al film è stata dedicata l'esposizione natalizia del 2010 di Harrods), la pellicola di P. J. Hogan è un sogno ad occhi aperti, per tutti   i bambini che continuano a scrutare il cielo sperando che Peter venga a prenderli per portarli sull'Isola ma anche per gli adulti, che fermi per caso davanti a una finestra in segreto lo stanno ancora aspettando.


leggi su Cinefilos.it: Peter Pan

10 commenti:

  1. Non l'ho visto...sono ferma a quello di Disney...ah, no...un milione di anni fa ho visto"Hook"...

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  2. Lo vidi anni fa, ma ricordo che rimasi piacevolmente colpita: mi aspettavo un film per bambini, leggero e disimpegnato, invece la storia e i personaggi sono ben approfonditi e assolutamente convincenti.

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  3. Visto quando era uscito al cinema, l'avevo trovato davvero molto bello e affascinante.
    Ovviamente, voto 15 all'Uncino del meraviglioso Jason Isaacs: che indossi la parrucca bionda o nera, quest'uomo rimane uno splendore *__*

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  4. Mi fermo molto volentieri a Hook :)

    E.

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    1. hook è stato il mio primo Peter Pan e lo amo, ma questa versione è molto più fedele all'opera originale ed è visivamente ed emotivamente stupenda...dovresti darle una possibilità!^^

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    2. Le ho dato una possibilità :) Anche due mi pare. Ma la magia di Hook, o del cartone disney, è imbattibile.

      E.

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    3. non sono d'accordo ma ogni opinione discordante è bene accetta!:)

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  5. Io adoro questo film! E adoro ancora di più il libro, che consiglio davvero a tutti: è magico!! :)

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  6. mi manca, ma decisamente mi hai fatto venire voglia di vederlo.

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  7. ma il regista cosa usa per far sembrare che volano veramente i personaggi?
    perfavore vorrei saperlo se riuscite a sapere ditemelo qui sotto

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