martedì 24 dicembre 2013

Frozen


"Born of cold and winter air
And mountain rain combining
This icy force both foul and fair
Has a frozen heart worth mining

Cut through the heart, cold and clear
Strike for love and strike for fear
There's beauty and there's danger here
Split the ice apart
Beware the frozen heart."

Non è facile essere una principessa Disney nel ventunesimo secolo: il ricordo dell'Età dell'Oro, sinonimo di una qualità perduta nel tempo eppure incapace di dialogare col presente abbandonando la cornice del classico è un'eredità pesante come un macigno, minacciosa e diffidente nei confronti di un approccio che tenti di proporsi come nuovo e fresco.

La Frizzante Rapunzel di Tangled e la rossa ribelle Merida di Brave( tecnicamente figlia della Pixar ma di fatto "adottata" dalla Disney in virtù del comune tramite rappresentato da John Lasseter)avevano già dimostrato che assecondare il più smaliziato gusto contemporaneo senza eclissare la propria dignità e identità è ancora possibile, grazie a un'idea di amore universale che sappia guardare al di là del cavallo bianco del Principe consacrando definitivamente un agognato e sacrosanto desiderio di emancipazione.

Appena approdate in sala, le principesse sorelle Elsa ed Anna riescono persino a fare di meglio delle due precedenti colleghe: diretto  da Chris Buck e Jennifer Lee, prima donna alla regia di un lungometraggio d'animazione, grazie al ponte ghiacciato costruito con cautela fra passato e futuro Frozen riesce a restituire al Canone vitalità ed energia, imparando dagli errori di ciò che è stato e raggiungendo vette (innevate) decisamente inaspettate.

Ispirato alla poco nota fiaba di Andersen La Regina delle Nevi Frozen ci conduce nel delizioso Regno Nordico di Arendelle, immaginaria ambientazione modellata su vere location norvegesi, per raccontarci la triste storia di Elsa, introversa primogenita del Re dotata del potere sovrannaturale di creare la neve e congelare qualsiasi cosa e della sorella minore Anna, sempre allegra, spontanea e impaziente di innamorarsi; la storia disneyana racconta di crudeli matrigne e spietate sorellastre, ma il film continua il trend del riscatto della famiglia mostrandoci un sincero legame fra sorelle e dei genitori affettuosi e premurosi, anche se purtroppo fallibili come molti altri e tristemente in errore sul modo più giusto di aiutare e sostenere la figlia maggiore.

Laddove l'origine del potere della ragazza non è per nulla rilevante ai fini della narrazione, il nemico da combattere non è una perfida strega o un malvagio antagonista ( anche se nel film si nasconde un colpo di scena a dir poco magistrale che vi farà saltare dalla poltrona a suon di applausi) ma l'oscurità della solitudine, pretesa dai genitori di Elsa per proteggere lei e gli altri dagli effetti devastanti delle sue capacità: il taglio netto di ogni contatto col mondo, la repressione assoluta della propria personalità e di un dono che viene visto solo come pericoloso e inaccettabile, alzano una barriera di silenti incomprensioni congelando il cuore della Principessa e rendendolo impenetrabile al calore sincero e disinteressato della sorellina.

Realizzare una sottile inversione dell'intento educativo mettendo al centro del racconto una battaglia per l'affermazione di sé stessi che trovi per la prima volta nel trionfo della sorellanza il suo unico motore ( il Principe, bello affascinante e dai occhi buoni e gentili qui ha ben altro a cui pensare) è già una preziosa conquista, ma le sorprese e i meriti di Frozen non sono finiti: se Enchanted(Come d'Incanto), deliziosa pellicola del 2007 con Amy Adams che mischiava sprazzi di animazione tradizionale a un soggetto live action, aveva già preso ampiamente in giro il marchio di fabbrica che vede la Principessa di turno trovare subito l'uomo perfetto e se possibile farsi condurre all'altare anche in meno di 24 ore, qui tocca alla dolce Anna mettere insieme i pezzi del crollo del mito, diventando piuttosto la protagonista di una mini commedia romantica pronta a farci ridere con simpatia dell'assurdità di certi schemi; device comico che farà la gioia dei bambini è invece il pupazzo di neve Olaf, goffa spalla e saggio consigliere che sotto Sketch di semplice fattura nasconde tutta la poesia di un personaggio il cui sogno nel cassetto, un'estate illuminata da un sole caldissimo, è purtroppo destinato senza l'intervento provvidenziale di incantesimi di sorta a rimanere una malinconica chimera.

Gli Studios avranno anche appeso la matita al chiodo, ma le meraviglie visive rese possibili dalle tecniche d'animazione digitale non finiscono mai di stupirci: ricreati con un software messo a punto appositamente per l'occasione, neve e ghiaccio illuminano la scena con delicatissimi giochi di luce tali da rendere quasi palpabile il tocco gelido dell'inverno perenne di Arendelle così come è una vera gioia per gli occhi e per il cuore la totale devozione riservata ai dettagli delle scenografie e dei costumi, che si tratti di un elaborato ricamo floreale su un abito o di un mantello carico di cristalli; da sempre cavallo di battaglia della migliore tradizione del genere, i numeri musicali non possiedono tutti stessa incisività ed energia, ma il pezzo di apertura Frozen Heart(Cuore di Ghiaccio), il liberatorio assolo di Elsa Let It Go (All'alba sorgerò) e la vivacissima For The First Time in Forever( Oggi per la prima volta) di Anna valgono già da sole il prezzo del biglietto.

Una ricetta a base di comprensione, amore e affetto potrebbe risultare indigesta ai palati più aspri e meno zuccherini, ma chi saprà stare al gioco troverà in Frozen un incantevole e delicatissimo gioiello pronto a comunicare con le nuove generazioni senza sciogliere mai la sua magia visiva ed emotiva.



4 commenti:

  1. che bella la tua recensione!

    veramente un bel film

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    1. thank you! :)
      yesyes, Disney is back in Style! ;)

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  2. Vero Alessia un gioiellino!!! Sono d'accordo su tutta la linea. Solo posso dire che a me Ribelle non è piaciuto e mi sto ancora riprendendo per l'Oscar??? Perdonami se puoi. ^_^ Bellissima analisi comunque. ;-)

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    1. Ma si ti perdono...sono clemente giusto perchè sei tu! (ahahaha scherzo) ;) a me era piaciuto molto ma sul fronte Oscar ti dò ragione perchè facevo il tifo sfegatato per Paranorman :D Thank you for your kind words, really :)

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