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sabato 6 gennaio 2018

Wonder Wheel


"When it comes to love we all turn out to be our own worst enemy."

La vita è una tragicommedia dal finale irrisolto in cui siamo attori e spettatori, prigionieri di ruoli troppo ben interpretati e unici veri responsabili della nostra infelicità e caduta: Dio, le Parche e il Fato potranno anche metterci lo zampino e fare rimbalzare gli anelli sulla balaustra giusta al momento giusto, ma la macchina non si metterebbe mai in moto se ogni nostra azione non avesse una conseguenza e ogni sincera volontà di cambiare non fosse sciacquata via con grande facilità, vinta da una marea di nevrosi e tormenti nella quale forse non sguazziamo poi così male.

Nonostante l'età avanzata e una produttività inarrestabile quanto pericolosa per la qualità stessa del lavoro (un film all'anno sarebbe uno standard difficile da mantenere per qualunque regista più fresco) Woody Allen sa bene quale storia vuole raccontare e come raccontarla, trovando ancora una volta un modo stimolante di rappresentare il dramma in più atti che l'umanità non smette di recitare dalla notte dei tempi e che con l'età sembra occupare con sempre maggiore insistenza i suoi pensieri: assecondando il monito del protagonista del suo precedente Cafè Society che con un sorriso di rassegnazione si riferiva alla vita come a una commedia scritta da un sadico autore, a dare cuore e anima a Wonder Wheel( in Italia, La Ruota delle Meraviglie) è il teatro coi suoi trucchi e meccanismi più amati e familiari, sotto le luci del palcoscenico vintage di giostre sgangherate e vestiti sgargianti della Coney Island degli anni 50', per mettere in scena il fallimento di una donna che per nevrosi e mal di testa non può che rivaleggiare coi personaggi alleniani migliori.

mercoledì 3 settembre 2014

My Summer of No Discontent: Richard III, Trafalgar Studios

My Kingdom for a Ticket
Il 22 agosto 1485 la battaglia di Bosworth Field segnava la fine della Guerra delle due Rose e l'inizio della dinastia Tudor: la vittoria ha comprato la pace consegnando l'ultimo sovrano degli York Riccardo III alla memoria di un ritratto infedele e artefatto, ingiustamente eppur magnificamente pennellato da Shakespeare come il prototipo di una malvagità mascherata, machiavellica e codarda all'occorrenza.

Biasimare il Bardo per l'increscioso equivoco non sarebbe corretto: la leggenda dell'indole e della fisicità mostruose di Riccardo (beffato fino alla fine da un'indecorosa sepoltura sotto un parcheggio a Leicester) erano già parte del folclore molto prima che Shakespeare nascesse e la cara Regina Elisabetta I, diretta discendente dell'ultimo Erede dei Lancaster, non avrebbe potuto godere di una versione della storia più gradita alla sua Casata.

Ciononostante, fare pace con un ritratto propagandistico come quello offertoci dal Richard III e proteggere le mie simpatie per il personaggio storico dalla devastante villania del suo gemello letterario è stato più difficile del previsto. Quale miglior occasione per fare ammenda di un'esperienza unica in teatro con uno dei miei attori preferiti?

MY SUMMER OF NO DISCONTENT

My Summer of No Discontent: Richard III, Trafalgar Studios

My Kingdom for a Ticket
Il 22 agosto 1485 la battaglia di Bosworth Field segnava la fine della Guerra delle due Rose e l'inizio della dinastia Tudor: la vittoria ha comprato la pace consegnando l'ultimo sovrano degli York Riccardo III alla memoria di un ritratto infedele e artefatto, ingiustamente eppur magnificamente pennellato da Shakespeare come il prototipo di una malvagità mascherata, machiavellica e codarda all'occorrenza.

Biasimare il Bardo per l'increscioso equivoco non sarebbe corretto: la leggenda dell'indole e della fisicità mostruose di Riccardo (beffato fino alla fine da un'indecorosa sepoltura sotto un parcheggio a Leicester) erano già parte del folclore molto prima che Shakespeare nascesse e la cara Regina Elisabetta I, diretta discendente dell'ultimo Erede dei Lancaster, non avrebbe potuto godere di una versione della storia più gradita alla sua Casata.

Ciononostante, fare pace con un ritratto propagandistico come quello offertoci dal Richard III e proteggere le mie simpatie per il personaggio storico dalla devastante villania del suo gemello letterario è stato più difficile del previsto. Quale miglior occasione per fare ammenda di un'esperienza unica in teatro con uno dei miei attori preferiti?

MY SUMMER OF NO DISCONTENT

mercoledì 30 luglio 2014

Made glorious summer by this sun of York

"Now is the winter of our discontent
Made glorious summer by this sun of York;
And all the clouds that lour'd upon our house
In the deep bosom of the ocean buried.
Now are our brows bound with victorious wreaths;
Our bruised arms hung up for monuments;
Our stern alarums changed to merry meetings,
Our dreadful marches to delightful measures.
Grim-visaged war hath smooth'd his wrinkled front;
And now, instead of mounting barded steeds
To fright the souls of fearful adversaries,
He capers nimbly in a lady's chamber
To the lascivious pleasing of a lute.
But I, that am not shaped for sportive tricks,
Nor made to court an amorous looking-glass;
I, that am rudely stamp'd, and want love's majesty
To strut before a wanton ambling nymph;
I, that am curtail'd of this fair proportion,
Cheated of feature by dissembling nature,
Deformed, unfinish'd, sent before my time
Into this breathing world, scarce half made up,
And that so lamely and unfashionable
That dogs bark at me as I halt by them;
Why, I, in this weak piping time of peace,
Have no delight to pass away the time,
Unless to spy my shadow in the sun
And descant on mine own deformity:
And therefore, since I cannot prove a lover,
To entertain these fair well-spoken days,
I am determined to prove a villain
And hate the idle pleasures of these days.
Plots have I laid, inductions dangerous,
By drunken prophecies, libels and dreams,
To set my brother Clarence and the king
In deadly hate the one against the other:
And if King Edward be as true and just
As I am subtle, false and treacherous,
This day should Clarence closely be mew'd up,
About a prophecy, which says that 'G'
Of Edward's heirs the murderer shall be."

William Shakespeare
Richard III, Act I. Scene I.


Well...I'M GOING ON AN ADVENTURE! Wish me luck :)

sabato 17 maggio 2014

War Horse, National Theatre


Il cavallo non è un'animale come gli altri: c'è qualcosa nel suo sguardo, un'umanità latente illuminata da sprazzi di sensibilità e fierezza, capace di creare una connessione coi nostri pensieri più profondi rivelando uno spirito misterioso e inquieto.

La scelta dello scrittore Michael Morburgo di raccontare la Grande Guerra abbracciando il punto di vista di un cavallo sembra perciò coerente e appropriata: conosciuto in Italia soprattutto grazie all'omonimo film di Steven Spielberg, War Horse calca le scene di Broadway e del West End sin dal 2007, assecondando i sentimenti universali e pur zuccherini dell'opera originale nella potente visione dell'adattamento di Nick Stafford.

sabato 5 aprile 2014

Coriolanus, Donmar Warehouse



Alcuni dei personaggi che popolano l'universo Shakespeariano sono destinati ad accompagnarci per sempre: conosciamo bene lo stupore sul volto di Amleto alla vista dello spirito del Padre e lo sguardo sognante di Giulietta mentre invoca sul balcone il nome di Romeo, ma altri protagonisti non sono riusciti a trovare la loro strada nella memoria collettiva complice un non elevato numero di rappresentazioni e un tono meno vibrante e politicamente orientato.

Un esempio è Coriolanus, che pur favorito da interpreti illustri non ha mai goduto della stessa popolarità di Giulio Cesare o Enrico V: la missione di restituire al pubblico la sua storia leggendaria(al cinema l’8 aprile grazie al progetto del National Theatre Live) è recentemente ricaduta su Josie Rourke, che nel limitato spazio del Donmar Warehouse ha trovato in un ottimo cast la chiave per raggiungere la giusta intensità emotiva.

giovedì 20 febbraio 2014

Hamlet, National Theatre




Essere o non essere Amleto? La rosa degli attori pronti a mettersi alla prova nel ruolo del Principe di Danimarca continua ad allargarsi regalando al suo pubblico, ormai familiare col capolavoro Shakespeariano e per questo ancora più esigente, interpretazioni diversissime l'una dall'altra.

Hamlet ha sempre assorbito senza difficoltà i dubbi dell'uomo contemporaneo, spinto sull'orlo del baratro dalle sue scelte e dalle ambizioni di un mondo lentamente destinato a sgretolarsi: l'allestimento che Nicholas Hytner ha diretto per il National Theatre nel 2010 e che abbiamo avuto l'opportunità di vedere in sala lo scorso 28 gennaio è comunque riuscito a restituire nuova freschezza all'Opera come al suo protagonista, un Rory Kinnear(TheHollow Crown, Skyfall) ancora troppo poco conosciuto fuori dal Regno Unito rivelatosi un interprete fine e versatile senza nulla da invidiare ai suoi predecessori.

giovedì 21 novembre 2013

Macbeth




La grande stagione della Nexo Digital, in prima linea per portare finalmente nelle sale italiane l'eccellenza delle produzioni teatrali britanniche, prosegue al meglio grazie all'attesissimo allestimento del Macbeth andato in scena la scorsa estate durante il Manchester International Festival e codiretto da Rob Ashford e Kenneth Branagh, tornato in scena per l'occasione nelle vesti di assoluto protagonista dopo più di dieci anni di lontananza dalle opere del Bardo.

martedì 30 ottobre 2012

Frankenstein



"I did not ask to be born, but once born, I will fight to live. All life is precious - even mine."

Ogni attore sogna di poter assaporare il gusto del palcoscenico: la presenza del pubblico e il fragore degli applausi sono qualcosa che la macchina da presa non è in grado di riprodurre e la stessa proiezione del lavoro teatrale sul grande schermo potrebbe sembrare quasi un tradimento, all'unicità e alla naturalezza di una performance sempre sottilmente diversa: fermo restando che il filtro della sala cinematografica non potrà mai bissare le emozioni di una visione dal vivo, concedere la fruizione dell'opera anche ai tanti spettatori che non hanno potuto goderne in altro modo è un'opportunità che merita il sacrificio, più che mai nel caso del Frankenstein diretto da Danny Boyle.

Dopo il grande successo al National Theatre di Londra nel 2011, la versione del mito creato da Mary Shelley secondo Nick Dear(scrittore di teatro ma anche sceneggiatore dei film per la tv Byron e Persuasion), con Benedict Cumberbatch e Johnny Lee Miller a interpretare alternativamente il ruolo del Dottore e della sua creatura ha visitato moltissime sale cinematografiche in Europa e nel mondo, ma solo quando ormai si erano perse le speranze la Nexo Digital ha finalmente reso possibile una distribuzione italiana.
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