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lunedì 8 aprile 2013

The Perks of being a Wallflower


"We accept the love we think we deserve."

Sulla carta, The Perks of being a Wallflower non prometteva di regalare particolari soddisfazioni: lasciare che  Stephen Chbosky, autore dell'omonimo romanzo tradotto in Italia col titolo "Ragazzo da Parete", sceneggiasse e addirittura dirigesse la trasposizione cinematografica della sua creatura non sembrava una scelta particolarmente oculata data l'inevitabile influenza esercitata dal testo e il fallimentare risultato registrato da altri colleghi ( David Nicholls e il suo One Day il più recente), per non parlare del tentativo di proporre il puro e semplice racconto di un'adolescenza travagliata ad un pubblico di giovani che distratto dalle tantissime saghe young adult affermatesi negli ultimi anni non sembra troppo ben disposto a leggere Salinger o a recuperare i lavori di John Hughes; Noi Siamo Infinito( questo il tremendo titolo italiano, con buona pace della citazione da cui è tratto) riesce però a mescolare il sapore nostalgico per un tipo di cinema che sembrava aver fatto il suo tempo coi colori di una storia triste e amara, ma che gestita con delicatezza e grazia è  pronta a entrarti nel cuore e crescerti dentro scrutandoti come uno specchio, in cerca di memorie e sentimenti che pensavi di aver chiuso per sempre in un cassetto e che invece nel bene e nel male non ti lasceranno mai.
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