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mercoledì 6 gennaio 2016

The stage is set, the curtain rises: Welcome 2016

Hello, caro 2016! Sarai un buon anno? Ti comporterai bene e farai andare tutto come deve andare come nella canzone di MaxPezzaliana memoria? Dato che hai appena aperto le danze è un po' presto per fare bilanci, ma sul piano cinematografico non c'è dubbio che il carnet di film che intendi proporci è davvero notevole. Usciranno tutti in Italia? Come spesso succede dalle nostre parti non ne abbiamo la certezza, ma nel frattempo godiamoci l'attesa per i 10 titoli (più 7 titoli bonus) che potrebbero essere le perle di quest'annata:

-Carol, Todd Haynes



















Dal romanzo di Patricia Highsmith, una storia d'amore fra due donne nell'America degli anni '50. Rooney Mara, Cate Blanchett, la grazia del Todd Haynes di Far From Heaven. Data di uscita: 5 gennaio.

-The Danish Girl, Tom Hooper



















Un Eddie Redmayne più disperato che mai, una meravigliosa Alicia Vikander, le musiche belle in modo assurdo di Alexandre Desplat. Data di uscita: 18 febbraio.

-Macbeth, Justin Kurzel



















HAIL MACBETH, HAIL SHAKESPEARE, HAIL FASSBENDER (e Marion Cotillard)! Data di uscita: 5 gennaio.

-Suffragette, Sarah Gavron



















Un film bellissimo, tosto e fiero come le sue protagoniste(l'ho già visto mentre ero in UK e potete leggere la mia recensione qui) . Data di uscita: 3 marzo.

-Anomalisa, Charlie Kaufman



















Anime perse in stop motion, dirette da Charlie Kauffman (Eternal Sunshine of the Spotless Mind). Data di uscita: 25 febbraio.

-Brooklyn, John Crowley


Mentre noi abbiamo finalmente imparato a pronunciare il suo nome impronunciabile, Saoirse Ronan è cresciuta, pronta a emigrare negli States dall'Irlanda degli Anni 50' in una sceneggiatura scritta da Nick Hornby. Data di uscita: 4 febbraio.

-The Revenant, Alejandro G. Iñárritu



















DATE.A.LEO.IL.SUO.BENEDETTO.OSCAR. Data di uscita: 14 gennaio.

-High Rise, Ben Wheatley



















Tom Hiddleston. Un Condominio non esattamente cristallino. Ho già detto Tom Hiddleston? Data di uscita: non pervenuta, ma c'è sempre speranza.

-I Saw The Light, Mark Abraham


.











Tom Hiddleston! Di nuovo! Niente condomini stavolta, solo la musica country di Hank Williams: se ci va bene, potrebbe essere un nuovo Walk The Line. Data di uscita: non pervenuta, ma c'è sempre speranza.

-The BFG, Steven Spielberg












IL Grande gigante gentile di Roald Dahl diretto da Zio STEVEN SPIELBERG (che torna a fare film per ragazzi dopo un'eternità, CUORICINI). Plus, il gigante sarà quel gigante d'attore di Mark Rylance (Bridge of Spies, Wolf Hall). Data di uscita: ancora non pervenuta, ma Zio Steven arriva sempre.

Un po' meno attesi ma attesi comunque:

-Jobs, Danny Boyle
-The Hateful Eight, Quentin Tarantino
-Spotlight, Tom McCarthy
-The Little Prince, Mark Osborne
-Snowden, Oliver Stone
-Doctor Strange, Scott Derrickson
-Captain America: Civil War, Anthony and Joe Russo


Well, The stage is set, the curtain rises, we are ready to begin...welcome 2016!

giovedì 29 maggio 2014

Only Lovers Left Alive



"On solid ground, I feel myself sinking fast
I grab a hold but I don't think it's gonna last
I'm slowly losing my ground, slowly sinking down
Trapped by this thing called love"

Bellissimi, permanentemente giovani, irresistibili e parecchio letali: Edward e Bella ce l'hanno messa davvero tutta per riuscire a compromettere per sempre il mito del vampiro che il Conte Dracula e i suoi illustri parenti avevano limato e costruito, ma il cinema sembra non voler neppure considerare la possibilità di lasciar riposare in pace suoi predatori più insonni e affascinanti.

Come prevedibile, anche se trascinato dall'onda del successo che i succhiasangue hanno conosciuto negli ultimi anni, l'approccio di Jim Jarmusch alla figura del vampiro è quanto di più lontano ci possa essere dai languidi incubi adolescenziali di Stephenie Meyer e compagni: presentato al Festival di Cannes 2013, Only Lovers Left Alive ( in Italia "solo gli amanti sopravvivono") restituisce dignità al genere grazie a un approccio sofisticato, che elegge le creature dai canini ben nascosti e la pelle d'alabastro a testimoni degli ultimi bagliori di una civiltà condannatasi all'autodistruzione.

martedì 6 maggio 2014

Esperando a Robert Capa



Quando succede fa quasi paura: ti imbatti in un libro per caso, qualcuno te l'ha consigliato e il soggetto sembra promettente ma non hai la più pallida idea se alla fine riuscirà a conquistarti o se lo pianterai alla prima occasione; lo metti da parte, perché hai troppe letture arretrate e non vuoi che il volumone che da mesi staziona sul comodino se la prenda troppo a male, prosegui per la tua strada fissando un appuntamento indefinito nella tua testa che potrebbe non concretizzarsi mai perché tanto c'è sempre tempo.

Poi, un giorno vai a rispolverare il tuo caro vecchio archivio e te lo ritrovi lì, deciso a conquistare la tua attenzione costi quel che costi, stanco di aspettare che uno dei due faccia la prima mossa; decidi di buttarti e finisci per caderci dentro senza riuscire più a uscirne, cerchi di riprenderlo in ogni momento libero e non trovi più la forza di lasciarlo, ti preoccupi per i personaggi come se fossero dei vecchi amici e osservi ossessivamente le lancette dell'orologio perché attendi e temi il momento dell'addio: ti innamori, lasci che accada, finisci l'ultima pagina con la faccia tutta bagnata e il cuore scottato malamente.

Per alcuni sarà ordinaria amministrazione, ma pur amando tantissimo la lettura da queste parti capita raramente di vivere la pagina scritta al punto di smarrirsi; il responsabile del quadro clinico di cui sopra è Esperando Robert Capa (in italiano Istantanea di un amore), romanzo breve della scrittrice spagnola Susana Fortes che mischia realtà e finzione per raccontare l'amore fra Robert Capa, celeberrimo fotoreporter di Guerra nonché icona del Ventesimo Secolo e Gerda Taro, fotografa di altrettanto talento la cui stella è stata inevitabilmente offuscata dalla fama dell'amante.

sabato 5 aprile 2014

Coriolanus, Donmar Warehouse



Alcuni dei personaggi che popolano l'universo Shakespeariano sono destinati ad accompagnarci per sempre: conosciamo bene lo stupore sul volto di Amleto alla vista dello spirito del Padre e lo sguardo sognante di Giulietta mentre invoca sul balcone il nome di Romeo, ma altri protagonisti non sono riusciti a trovare la loro strada nella memoria collettiva complice un non elevato numero di rappresentazioni e un tono meno vibrante e politicamente orientato.

Un esempio è Coriolanus, che pur favorito da interpreti illustri non ha mai goduto della stessa popolarità di Giulio Cesare o Enrico V: la missione di restituire al pubblico la sua storia leggendaria(al cinema l’8 aprile grazie al progetto del National Theatre Live) è recentemente ricaduta su Josie Rourke, che nel limitato spazio del Donmar Warehouse ha trovato in un ottimo cast la chiave per raggiungere la giusta intensità emotiva.

domenica 28 aprile 2013

I have sprayed you into my eyes




Indochina, Capa jumps Jeep, two feet creep up the road 
To photo, to record meat lumps and war, 
They advance as does his chance – very yellow white flash. 
A violent wrench grips mass, rips light, tears limbs like rags, 
Burst so high finally Capa lands, 
Mine is a watery pit. Painless with immense distance 
From medic from colleague, friend, enemy, foe, 
him five yards from his leg,
 From you Taro. 
Do not spray into eyes – I have sprayed you into my eyes. 

3:10 pm, Capa pends death, quivers, last rattles, last chokes 
All colours and cares glaze to grey, shrivelled and stricken to dots, 
Left hand grasps what the body grasps not – le photographe est mort. 
3.1415, alive no longer my amour, faded for home May of ‘54 
Doors open like arms my love, Painless with a great closeness 
To Capa, to Capa Capa dark after nothing, 
re-united with his leg and with you, Taro. 
Do not spray into eyes – I have sprayed you into my eyes. 
Hey Taro!

Taro
Alt-J (∆) 



Tom Hiddleston and Hayley Atwell are going to play Robert Capa and Gerda Taro and it just seems so right to me. I'm preparing myself for a beautiful movie, and a lot of tears of course.

giovedì 25 ottobre 2012

Happy Saint Crispin's Day!



WESTMORELAND. O that we now had here 
    But one ten thousand of those men in England 
    That do no work to-day! 
  
KING. What's he that wishes so? 
    My cousin Westmoreland? No, my fair cousin; 
    If we are mark'd to die, we are enow 
    To do our country loss; and if to live, 
    The fewer men, the greater share of honour. 
    God's will! I pray thee, wish not one man more. 
    By Jove, I am not covetous for gold, 
    Nor care I who doth feed upon my cost; 
    It yearns me not if men my garments wear; 
    Such outward things dwell not in my desires. 
    But if it be a sin to covet honour, 
    I am the most offending soul alive. 
    No, faith, my coz, wish not a man from England. 
    God's peace! I would not lose so great an honour 
    As one man more methinks would share from me 
    For the best hope I have. O, do not wish one more! 
    Rather proclaim it, Westmoreland, through my host, 
    That he which hath no stomach to this fight, 
    Let him depart; his passport shall be made, 
    And crowns for convoy put into his purse; 
    We would not die in that man's company 
    That fears his fellowship to die with us. 
    This day is call'd the feast of Crispian. 
    He that outlives this day, and comes safe home, 
    Will stand a tip-toe when this day is nam'd, 
    And rouse him at the name of Crispian. 
    He that shall live this day, and see old age, 
    Will yearly on the vigil feast his neighbours, 
    And say 'To-morrow is Saint Crispian.' 
    Then will he strip his sleeve and show his scars, 
    And say 'These wounds I had on Crispian's day.' 
    Old men forget; yet all shall be forgot, 
    But he'll remember, with advantages, 
    What feats he did that day. Then shall our names, 
    Familiar in his mouth as household words- 
    Harry the King, Bedford and Exeter, 
    Warwick and Talbot, Salisbury and Gloucester- 
    Be in their flowing cups freshly rememb'red. 
    This story shall the good man teach his son; 
    And Crispin Crispian shall ne'er go by, 
    From this day to the ending of the world, 
    But we in it shall be remembered- 
    We few, we happy few, we band of brothers; 
    For he to-day that sheds his blood with me 
    Shall be my brother; be he ne'er so vile, 
    This day shall gentle his condition; 
    And gentlemen in England now-a-bed 
    Shall think themselves accurs'd they were not here, 
    And hold their manhoods cheap whiles any speaks 
    That fought with us upon Saint Crispin's day.



 Agincourt, 25 October 1415

Happy Saint Crispin's Day!

lunedì 30 luglio 2012

The Hollow Crown complete series 1


Passare il weekend a vedere drammi Shakesperiani in TV invece di andare fuori a divertirsi: no, non è stata la punizione inflittami da un'insegnante di letteratura crudele, ma il modo migliore per gustarmi a pieno The Hollow Crown, la miniserie della BBC giusta da poco alla conclusione che mi ha tenuto compagnia nelle ultime settimane con ben 4 drammi storici del Bardo in modo strabiliante come solo la rete ammiraglia britannica sa fare. 

Ormai chi mi sta intorno non ne può davvero più di sentirmi parlare della grandezza della BBC e di quanto sia eccelsa la qualità delle sue produzioni rispetto alle nostre, ma la classe è classe e smetterla di esaltarla sarebbe ipocrita oltre che ingiusto: nessun altra rete avrebbe potuto imbarcarsi nell'impresa di accogliere le Olimpiadi con un progetto di questa portata, trascinando con gioia la sottoscritta e molti altri nella lettura e rilettura di opere che non sono esattamente fra le più popolari( non l'ennesimo Romeo e Giulietta insomma)e soprattutto nella visione SENZA sottotitoli prima con sottotitoli poi di episodi in inglese arcaico della durata media di almeno 120 minuti.

Questa è la magia della BBC: ok, è stata aiutata un tantino dalle performance straordinarie di Tom Hiddleston, Jeremy Irons, David Suchet, Ben Whishaw, Patrick Stewart, John Hurt e un sacco di altri Brits che definire bravi è riduttivo, ma l'architettura è tutta sua. 
Bisognerebbe piuttosto spendere 2 paroline sul fatto che la serie sia stata posizionata il sabato e mandata senza troppa cura in coda a un torneo importante come Wimbledon, ma forse in UK godere di prodotti di pregio è diventato tanto normale che non ci si fa nemmeno più troppo caso: loro, a differenza di noi, il sabato sera sono andati davvero a divertirsi.

Comunque, dato che di Shakespeare qui non se ne ha e non se dovrebbe mai avere abbastanza, ecco tutti i link con le recensioni per Riccardo II, Enrico IV parte 1 e 2, ed Enrico V.

Ps: recensire un dramma storico di William Shakespeare a settimana è stato una faticaccia notevole, però quanta soddisfazione. QUANTA SODDISFAZIONE.





venerdì 27 luglio 2012

The Hollow Crown 1x04: Henry V


"For, though
 I speak it to you, I think the king is but a man, as I
am: the violet smells to him as it doth to me: the
element shows to him as it doth to me; all his
senses have but human conditions: his ceremonies
laid by, in his nakedness he appears but a man; and
though his affections are higher mounted than ours,
yet, when they stoop, they stoop with the like
wing. Therefore when he sees reason of fears, as we
do, his fears, out of doubt, be of the same relish
as ours are. “(Henry V)

Un bambino corre in gran fretta per le vie di Londra: con in mano un fiore appena raccolto attraversa le strade silenti e addormentate, fino ad arrivare all'ingresso della cattedrale dove lascia il suo piccolo omaggio al passaggio della Regina.

L'occasione è la più triste e nefasta che un regno debba affrontare: il popolo è chiamato di nuovo a dire addio al suo re, ma invece di un sovrano vecchio e stanco della vita Dio stavolta ha chiamato a sé un condottiero giovane e forte, l'eroe che aveva guidato la Croce di San Giorgio in Francia donandole una vittoria impossibile e che col suo coraggio aveva fatto tremare il campo di battaglia di Agincourt.

è con inizio amaro e ineluttabile, funereo traguardo destinato a spegnere la stella dell'uomo ma non quella del mito che Thea Sharrock alza il sipario sull'Enrico V, quarto e ultimo appuntamento con la tetralogia dell’Enrieide adattata dalla BBC nella miniserie The Hollow Crown.

Mentre la bandiera che unisce Francia e Inghilterra scopre il corpo del re, è il Coro(nella voce e nelle sembianze di John Hurt) a riportarci indietro al tempo dell'azione: messe da parte le intemperanze giovanili, Enrico(Tom Hiddleston) è diventato un sovrano rispettato e amato, ma altrettanto determinato ed ambizioso: certo dei diritti su alcuni ducati ereditati dal nonno Edoardo III, egli chiede infatti l'abdicazione del re di Francia Carlo di Valois(Lambert Wilson) e ne reclama la corona: in seguito al rifiuto del sovrano e all'insulto del Delfino(Edward Akrout), che gli invia delle palle da tennis solo per il gusto di denigrarlo, Enrico è deciso a scendere nel continente e a invadere la Francia, insieme ad un esercito di uomini che da tutto il Regno sono pronti a combattere nella febbre della conquista.

giovedì 26 luglio 2012

For Harry, England, and Saint George!


"Once more unto the breach, dear friends, once more;
Or close the wall up with our English dead!
In peace there's nothing so becomes a man
As modest stillness and humility:
But when the blast of war blows in our ears,
Then imitate the action of the tiger;
Stiffen the sinews, summon up the blood,
Disguise fair nature with hard-favour'd rage;

Now set the teeth and stretch the nostril wide,
Hold hard the breath and bend up every spirit
To his full height. On, on, you noblest English.

Dishonour not your mothers; now attest
That those whom you call'd fathers did beget you.
Be copy now to men of grosser blood,
And teach them how to war. And you, good yeoman,
Whose limbs were made in England, show us here
The mettle of your pasture; let us swear
That you are worth your breeding; which I doubt not;
For there is none of you so mean and base,
That hath not noble lustre in your eyes.
I see you stand like greyhounds in the slips,
Straining upon the start. The game's afoot:
Follow your spirit, and upon this charge
Cry 'God for Harry, England, and Saint George!"




Sorry, I can't choose between two great Kings. I must love them both.

domenica 22 luglio 2012

The Hollow Crown 1x03: Henry IV part 2

“Uneasy lies the head that wears the crown.”

Il corpo del ribelle Henry Percy(Joe Armstrong) giace freddo sul campo di battaglia di Shrewsbury, ma nonostante la vittoria il tormento del Re d'Inghilterra sembra destinato a non avere fine: Enrico IV parte 2(Henry IV Part 2) prosegue l'opera dedicata al regno di Henry Bolingbroke(Jeremy Irons) per cantare il lungo addio dello stanco sovrano, ormai avviatosi verso il crepuscolo della vita.

In preda alla malattia, Enrico volge ancora una volta le sue preoccupazioni all'irresponsabile condotta del figlio Hal(Tom Hiddleston), che quasi dimentico di aver lottato con valore al suo fianco è già tornato alla sua vecchia vita di bagordi e leggerezza, lasciando le questioni più delicate del regno all'assennato fratello John di Lancaster(Henry Faber).
Pur continuando a frequentare i sobborghi di Londra, il Principe di Galles non ha però dimenticato la lezione ricevuta: Sir John Falstaff(Simon Russell Beale), suo grande amico e compagno di bevute, inizia infatti a rivelarsi ai suoi occhi come una creatura infedele e superficiale, pronta a voltargli le spalle e a trattarlo con disprezzo quando l'occasione lo richieda per poi rinnegare ogni cosa.

Mentre le strade di Hal e Falstaff iniziano ad allontanarsi, la pace del regno rischia di essere compromessa dall'ennesima ribellione: appena informato della morte del figlio, il Duca di Northumberland (Alun Armstrong) decide di offrire il proprio supporto all'Arcivescovo di York(Nicholas Jones) e a Lord Mowbray(Pip Torrens) per guidare un'altra sommossa contro il sovrano, ma le suppliche e le lacrime di Lady Percy(Michelle Dockery), disperata vedova di Hotpsur, lo convincono a riparare in Scozia e ad intervenire solo a patto che la spedizione dei due abbia successo.
Una scelta saggia, considerando che il piano dei ribelli viene scoperto ancor prima di acquisire consistenza: fingendo una promessa di pace il Principe John riesce infatti a attirare i Capi e a farli giustiziare, evitando così lo scontro in campo aperto e salvando il Regno dalla catastrofe.

Nemmeno una così lieta notizia può però salvare il Re dalla morte: oppresso dallo spettro della successione e dal torto recato al suo predecessore Riccardo, Enrico IV cade vittima di un nuovo attacco riuscendo a malapena a sopravvivere; richiamato a corte dalle terribili notizie sulla salute del padre Hal si precipita al suo capezzale, ma scambiato il sonno profondo del re per morte imminente commette l'errore di sottrargli la corona, per indossarla nella sala del trono e cercare di immaginarsi nelle vesti di nuovo sovrano.

mercoledì 18 luglio 2012

The Hollow Crown 1x02: Henry IV Part 1

“Two stars keep not their motion in one sphere”

Uno dei motivi per cui l'Enrico IV(Henry IV) era decisamente più atteso rispetto al "cugino" Riccardo II è presto detto: in ognuno dei suoi 4 episodi The Hollow Crown può contare su un cast di attori di grande prestigio, ma intere schiere di ammiratici da tutto il mondo non vedevano l'ora di sfidare il difficile inglese del Bardo solo per vedere e sentire la performance di Tom Hiddleston, uno degli attori britannici più amati del momento, che dopo aver raggiunto la notorietà con la parte di Loki nel Blockbuster "the Avengers" non sembra intenzionato a dimenticare il proprio solido background shakespeariano.

Spaccato in due per volontà del suo stesso Shakespeare data la mole dell'opera, Enrico IV parte 1 inizia alcuni anni dopo la deposizione di Riccardo II(nel precedente episodio, Ben Whishaw) per portarci alla corte dell'usurpatore e nuovo sovrano Henry Bolingbroke(Jeremy Irons): in un regno in tumulto, dove Enrico paga ogni giorno le circostanze fortuite che lo hanno condotto alla corona fronteggiando ribellioni in tutto il paese, alle preoccupazioni del re si aggiunge anche lo sconsiderato comportamento di Henry "Hal"(Tom Hiddleston), suo primogenito e Principe di Galles, che invece di prendere seriamente i suoi doveri trascorre le giornate alla taverna, per accompagnarsi ad amici di bevute rozzi e bizzarri ma soprattutto a Sir John Falstaff(Simon Russell Beale), un grasso cavaliere affabile e divertente ma anche vigliacco, bugiardo e ladro all'occorrenza.

Proprio sulla taverna si alza il ripario della rappresentazione, col Principe Hal intento ad attraversare gli affollati ambienti del sobborgo medievale vibrante dei colori caldi della quotidianità e in netto contrasto con le grigie e fredde pareti di palazzo: una finestra aperta sull'umanità e le sue storie, che il Principe ha voluto aprire con coscienza e in piena libertà pur consapevole che un giorno, quando la legge del sangue lo chiamerà alla corona, tutto ciò che ha conosciuto dovrà svanire per sempre dietro la barriera invisibile che fa da scudo ad ogni re(So, when this loose behavior I throw off And pay the debt I never promised, by how much better than my word I am, By so much shall I falsify men's hopes; And like bright metal on a sullen ground, My reformation, glittering o'er my fault, Shall show more goodly and attract more eyes Than that which hath no foil to set it off. I'll so offend, to make offence a skill; Redeeming time when men think least I will.).

sabato 2 giugno 2012

Within The Hollow Crown


"Let's talk of graves, of worms, and epitaphs;
Write sorrow on the bosom of the earth,
 let us sit upon the ground
And tell sad stories of the death of kings;
How some have been deposed; some slain in war,
Some haunted by the ghosts they have deposed;
Some poison'd by their wives: some sleeping kill'd;
All murder'd: for within the hollow crown
That rounds the mortal temples of a king
Keeps Death his court and there the antic sits,
Scoffing his state and grinning at his pomp,
Allowing him a breath, a little scene,
To monarchize, be fear'd and kill with looks."

Richard II
Act 3, Scene 2 


Game of Thrones BBC version. It seems AMAZING.

venerdì 11 maggio 2012

Poet's corner No. 2


"...Let us roll all our strength and all
Our sweetness up into one ball,
And tear our pleasures with rough strife
Through the iron gates of life:
Thus, though we cannot make our sun
Stand still, yet we will make him run."

 Andrew Marvell
To His Coy Mistress



Il buongiorno secondo Tom Hiddleston. I have no more to say.

martedì 1 maggio 2012

The Avengers


"you were meant to be ruled".

Inutile girarci intorno: non sono mai stata una grande appassionata di fumetti e la mia esperienza in materia è alquanto limitata; ovviamente la cosa non mi ha impedito di seguire la vera e propria serializzazione che la Marvel ha operato sulle sue creature, costruendo anno dopo anno una immane macchina produttiva destinata a culminare nel più ambizioso dei crossover.

Il tentativo di coordinare in modo credibile così tanti supereroi dalle ingombranti personalità, unito alla necessità di bilanciare le performances di un cast stellare abituato a primeggiare nelle rispettive saghe, sembrava un azzardo per qualsiasi regista: sarebbe quindi bastato poco a Joss Whedon, creatore di serie televisive di culto come "Buffy l'ammazzavampiri", "Firefly" e "Dollshouse" ma con pochissima esperienza sul grande schermo, per far degenerare il progetto Avengers in un confuso e caotico pasticcio; per fortuna, le poco rassicuranti premesse sono state totalmente smentite dalla rivelazione di un blockbuster straordinario, spettacolare e piacevole come pochi.

mercoledì 22 febbraio 2012

War Horse


"Can you imagine flying over a war and you know you can never look down? You have to look forward, or you'll never get home. ...What could be braver than that?"

La guerra è guerra sempre e comunque, ma la preferenza del grande schermo è inequivocabile: se il Secondo Conflitto Mondiale ha portato con sé tanti e tali orrori che i film sull'argomento non sembrano mai abbastanza, l'interesse ad affrontare la Grande Guerra non può certo dirsi altrettanto.
Il perché di questa strana mancanza non è facile da comprendere, ma nel confrontarsi con una memoria che ancora oggi, soprattutto nei paesi anglosassoni, continua a tenere viva la fiamma del ricordo(la fine delle ostilità l'11 novembre 1918 è a tutt'oggi celebrata in pompa magna con l'Armistice Day), il cinema non  dovrebbe imporsi barriere.

A rendere il periodo più spinoso di altri è però senza dubbio il suo essere un drammatico e definitivo momento di cesura, salto nel vuoto di un mondo pronto a combattere una guerra antica e che invece seppellirà la sua innocenza in trincea, svegliandosi all'alba di un'era nuova e aspra dove niente sarà più come prima.
Che a raccontare una pagina di storia tanto europea sia un regista americano potrebbe sembrare ingiusto, ma non se quel regista si chiama Steven Spielberg: suo infatti l'onore di trasformare "War Horse", tratto da un famosissimo romanzo per ragazzi di Michael Morpurgo e già spettacolo teatrale di successo, in un esempio di  grande cinema. 

lunedì 3 ottobre 2011

Midnight in Paris


"That Paris exists and anyone could choose to live anywhere else in the world will always be a mystery to me."

Dopo aver omaggiato gli inquietanti misteri di Londra e la freschezza di una Barcellona che non dorme mai, per Woody Allen l'incontro con la regina di cuori delle capitali europee era ormai inevitabile:  magnetica prima donna, Parigi è sempre stata amica del grande cinema sebbene, causa la sua indiscussa bellezza, spesso condannata alla legge dello stereotipo(il sofisticato ma freddo "le divorce" di James Ivory ne è un classico esempio); è stato un sollievo scoprire come "Midnight in Paris", ultima tappa del Grand Tour del regista americano, sia non solo un piacevolissimo divertissement ma anche un'occasione per guardare con sincerità alla vera magia della Ville Lumière, cuore pulsante di cultura e passione dove ogni cosa sembra possibile.
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