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mercoledì 6 gennaio 2016

The stage is set, the curtain rises: Welcome 2016

Hello, caro 2016! Sarai un buon anno? Ti comporterai bene e farai andare tutto come deve andare come nella canzone di MaxPezzaliana memoria? Dato che hai appena aperto le danze è un po' presto per fare bilanci, ma sul piano cinematografico non c'è dubbio che il carnet di film che intendi proporci è davvero notevole. Usciranno tutti in Italia? Come spesso succede dalle nostre parti non ne abbiamo la certezza, ma nel frattempo godiamoci l'attesa per i 10 titoli (più 7 titoli bonus) che potrebbero essere le perle di quest'annata:

-Carol, Todd Haynes



















Dal romanzo di Patricia Highsmith, una storia d'amore fra due donne nell'America degli anni '50. Rooney Mara, Cate Blanchett, la grazia del Todd Haynes di Far From Heaven. Data di uscita: 5 gennaio.

-The Danish Girl, Tom Hooper



















Un Eddie Redmayne più disperato che mai, una meravigliosa Alicia Vikander, le musiche belle in modo assurdo di Alexandre Desplat. Data di uscita: 18 febbraio.

-Macbeth, Justin Kurzel



















HAIL MACBETH, HAIL SHAKESPEARE, HAIL FASSBENDER (e Marion Cotillard)! Data di uscita: 5 gennaio.

-Suffragette, Sarah Gavron



















Un film bellissimo, tosto e fiero come le sue protagoniste(l'ho già visto mentre ero in UK e potete leggere la mia recensione qui) . Data di uscita: 3 marzo.

-Anomalisa, Charlie Kaufman



















Anime perse in stop motion, dirette da Charlie Kauffman (Eternal Sunshine of the Spotless Mind). Data di uscita: 25 febbraio.

-Brooklyn, John Crowley


Mentre noi abbiamo finalmente imparato a pronunciare il suo nome impronunciabile, Saoirse Ronan è cresciuta, pronta a emigrare negli States dall'Irlanda degli Anni 50' in una sceneggiatura scritta da Nick Hornby. Data di uscita: 4 febbraio.

-The Revenant, Alejandro G. Iñárritu



















DATE.A.LEO.IL.SUO.BENEDETTO.OSCAR. Data di uscita: 14 gennaio.

-High Rise, Ben Wheatley



















Tom Hiddleston. Un Condominio non esattamente cristallino. Ho già detto Tom Hiddleston? Data di uscita: non pervenuta, ma c'è sempre speranza.

-I Saw The Light, Mark Abraham


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Tom Hiddleston! Di nuovo! Niente condomini stavolta, solo la musica country di Hank Williams: se ci va bene, potrebbe essere un nuovo Walk The Line. Data di uscita: non pervenuta, ma c'è sempre speranza.

-The BFG, Steven Spielberg












IL Grande gigante gentile di Roald Dahl diretto da Zio STEVEN SPIELBERG (che torna a fare film per ragazzi dopo un'eternità, CUORICINI). Plus, il gigante sarà quel gigante d'attore di Mark Rylance (Bridge of Spies, Wolf Hall). Data di uscita: ancora non pervenuta, ma Zio Steven arriva sempre.

Un po' meno attesi ma attesi comunque:

-Jobs, Danny Boyle
-The Hateful Eight, Quentin Tarantino
-Spotlight, Tom McCarthy
-The Little Prince, Mark Osborne
-Snowden, Oliver Stone
-Doctor Strange, Scott Derrickson
-Captain America: Civil War, Anthony and Joe Russo


Well, The stage is set, the curtain rises, we are ready to begin...welcome 2016!

domenica 27 dicembre 2015

Bridge of Spies



"We have to have the conversations our governments can't."

Diffidenti, spaventati, bloccati in un mondo che alza barriere per proteggersi e respinge a calci chi prova a cercare la salvezza scavalcandole, gli occhi pieni delle immagini di guerra che potrebbero bussare da un momento all'altro alla nostra porta e dell'impotenza di non potere fare nulla per scongiurare l'inevitabile: il legame crudele che congiunge il nostro presente alla Guerra Fredda attraversa il Ponte delle Spie (Bridge of Spies) di Steven Spielberg e punta il dito contro la giostra della storia, decisa a continuare implacabile il suo giro solo per ripetere sé stessa e non imparare mai del tutto la lezione.

sabato 17 maggio 2014

War Horse, National Theatre


Il cavallo non è un'animale come gli altri: c'è qualcosa nel suo sguardo, un'umanità latente illuminata da sprazzi di sensibilità e fierezza, capace di creare una connessione coi nostri pensieri più profondi rivelando uno spirito misterioso e inquieto.

La scelta dello scrittore Michael Morburgo di raccontare la Grande Guerra abbracciando il punto di vista di un cavallo sembra perciò coerente e appropriata: conosciuto in Italia soprattutto grazie all'omonimo film di Steven Spielberg, War Horse calca le scene di Broadway e del West End sin dal 2007, assecondando i sentimenti universali e pur zuccherini dell'opera originale nella potente visione dell'adattamento di Nick Stafford.

giovedì 21 marzo 2013

Lincoln


"Many forms of Government have been tried, and will be tried in this world of sin and woe. No one pretends that democracy is perfect or all-wise. Indeed, it has been said that democracy is the worst form of Government except all those other forms that have been tried from time to time."
(Winston Churchill)


La memoria degli uomini che hanno fatto la storia è scolpita nella pietra: eterna e immutabile viaggia attraverso il tempo finendo spesso per sfiorare la leggenda, adombrare le ragioni degli sconfitti ed esaltare quelle dei vincitori, nel bene e nel male gli unici chiamati a decidere ciò che il mondo dovrà ricordare; anche Abraham Lincoln, uno dei presidenti più amati e celebrati della storia degli Stati Uniti D'America, se ne sta lì a osservarci dall'alto del Monte Rushmore e dalla sua sacra postazione al Lincoln Memorial pesante come un macigno, conscio con certezza granitica di quanto il posto occupato nel cuore del suo popolo renda difficile impresa ogni tentativo di confronto.

Dopo La Leggenda del Cacciatore di Vampiri da una sceneggiatura di Seth Grahame Smith, piacevole baracconata che gioca senza paura con la vita del Presidente ma che è anche contro le sue stesse ambizioni uno dei film più spaventosamente propagandistico degli ultimi anni, il 2012 è ancora l'anno di Lincoln grazie alla firma di Steven Spielberg: pronto a far finalmente i conti a modo suo con l'ingombrante figura presidenziale a distanza di anni dall'avvio del progetto, il regista realizza un film dal sapore antico e didattico, ma che pur omaggiando spudoratamente la sua opera politica non rinuncia all'opportunità di sfumare i contorni del mito e rivelarne le crepe.

mercoledì 22 febbraio 2012

War Horse


"Can you imagine flying over a war and you know you can never look down? You have to look forward, or you'll never get home. ...What could be braver than that?"

La guerra è guerra sempre e comunque, ma la preferenza del grande schermo è inequivocabile: se il Secondo Conflitto Mondiale ha portato con sé tanti e tali orrori che i film sull'argomento non sembrano mai abbastanza, l'interesse ad affrontare la Grande Guerra non può certo dirsi altrettanto.
Il perché di questa strana mancanza non è facile da comprendere, ma nel confrontarsi con una memoria che ancora oggi, soprattutto nei paesi anglosassoni, continua a tenere viva la fiamma del ricordo(la fine delle ostilità l'11 novembre 1918 è a tutt'oggi celebrata in pompa magna con l'Armistice Day), il cinema non  dovrebbe imporsi barriere.

A rendere il periodo più spinoso di altri è però senza dubbio il suo essere un drammatico e definitivo momento di cesura, salto nel vuoto di un mondo pronto a combattere una guerra antica e che invece seppellirà la sua innocenza in trincea, svegliandosi all'alba di un'era nuova e aspra dove niente sarà più come prima.
Che a raccontare una pagina di storia tanto europea sia un regista americano potrebbe sembrare ingiusto, ma non se quel regista si chiama Steven Spielberg: suo infatti l'onore di trasformare "War Horse", tratto da un famosissimo romanzo per ragazzi di Michael Morpurgo e già spettacolo teatrale di successo, in un esempio di  grande cinema. 

mercoledì 2 novembre 2011

The Adventures of Tintin: The Secret of The Unicorn


"We can't go back, not now!... Not now." (Tintin)

Il grande cinema d'avventura rivive ancora con "Tintin: il segreto dell'Unicorno", piccolo gioiello d'animazione sognato e desiderato per più di vent'anni da Steven Spielberg e finalmente realizzato grazie una straordinaria e affollata collaborazione: il regista di E.T. e Peter Jackson(qui in veste di produttore e se andrà tutto bene dirigerà il prossimo capitolo) si uniscono così a Joe Cornish, Steven Moffat ed Edgar Wright, brillanti sceneggiatori inglesi che mettono a segno una scrittura spassosa e intelligente, impeccabile nell' incastrare una trovata dopo l'altra senza mai perdere di vista l'equilibrio generale(proprio Wright aveva lavorato in modo magistrale nel costruire un nuovo dialogo fra fumetto e grande schermo nel dimenticato "Scott Pilgrim vs the World").
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