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giovedì 13 aprile 2017

Beauty and The Beast




Oltre i confini del sequel e del prequel, del remake e del revival, un'altra inquietante creatura figlia del nostro tempo ha trovato terreno fertile e battuto cassa come non mai fra le braccia di Mamma Disney: l'adattamento live action dei classici dell'animazione del passato, la resurrezione delle opere che tutti conosciamo pressoché a memoria dopo anni di rewatch in cassetta e in dvd, con qualche piccolo splash di revisione e ampliamento narrativo e un'imponente apparato di scenografie e costumi che non badi a spese, per vedere realizzata la fantasia di avere attori in carne e ossa che abbiano le caratteristiche giuste per dare vita ai personaggi che hanno popolato la nostra infanzia.

Non che nella nostalgia ci sia qualcosa di sbagliato: il mito dell'età dell'oro è la ricerca di un rifugio dall'oppressione quotidiana che ci piace sempre tanto e che da qualche anno a questa parte è stato pompato come non mai(come se ormai si fosse raggiunto un limite alle cose che possano essere create, scoperte, esplorate), ma quando la riscoperta si traduce in un copycat senz'anima del tutto dipendente dal ricordo di ciò che è stato e in grado di contribuire poco o niente a un arricchimento della storia, qual dovrebbe essere l'utilità ha l'intera operazione?

mercoledì 6 novembre 2013

The Fifth Estate



"If you want the truth, you should seek it out for yourself. That's what they're afraid of: you."

Dopo aver portato sul grande schermo la nascita del fenomeno Facebook(The Social Network) e persino la caccia ad Osama Bin Laden(Zero Dark Thirty), il cinema tenta ancora una volta di fare un buon servizio al presente e ai suoi più audaci protagonisti, approfittando di storie contemporanee per mezzi e ambientazione ma dall'anima atemporale, pur nella consapevolezza che testimoniare un evento quasi in tempo reale non necessariamente vuol dire abbracciare il punto di vista migliore.

Il curioso caso del sito Wikileaks, blindatissima roccaforte per ribelli e avventurieri pronti a sfidare il sistema usando come scudo l'incontenibile oceano della Rete, era materiale troppo appetibile per riuscire ad evitare a lungo le attenzioni della macchina da presa: nonostante la presenza di Bill Condon alla regia e due attori europei di calibro come Benedict Cumberbatch e Daniel Bruhl rispettivamente nei panni del controverso fondatore del sito Julian Assange e del suo braccio destro Daniel Domscheit-Berg, The Fifth Estate ( in Italia Il Quinto Potere, perchè resistere al potere della citazione era evidentemente impossibile) sembrava già nato sotto una cattiva stella, a causa delle polemiche che avevano perseguitato il progetto ancor prima della sua effettiva realizzazione: valeva davvero la pena di investire nell'impresa e sfidare le ire dei sostenitori di Wikileaks realizzando un lungometraggio di finzione su eventi tanto contestati? Rivelatosi un'opera non scevra da difetti, il film merita senza dubbio qualche riserva, ma non abbastanza da compromettere una risposta positiva.

lunedì 21 ottobre 2013

Il Quinto Potere: l’inafferrabile storia di Julian Assange al cinema




Dopo The Social Network di David Fincher, il meraviglioso e inquietante mondo della rete cattura di nuovo l’attenzione del grande schermo con Wikileaks - il Quinto Potere ( The Fifth Estate), pellicola diretta da Bill Condon in arrivo nelle sale italiane il 28 ottobre 2013: il film, dedicato alla genesi del famigerato sito divenuto nel giro di pochi anni un vero e proprio portale per la divulgazione di scottante materiale classificato e un inno alla libertà di informazione, racconterà gli eventi che più hanno contraddistinto l’attività del sito( le violazioni dei diritti umani perpetrate dal governo Kenyota, il crack della banca islandese Kaupthing e soprattutto l'incontenibile fuga di documenti classificati dell'esercito americano grazie alla talpa Bradley Manning) attraverso gli occhi del suo carismatico fondatore Julian Assange e di Daniel Domsheit-Berg, suo braccio destro e amico dal 2007 al 2010.

mercoledì 16 gennaio 2013

Downton Abbey complete series 3



Dovevano essere anni di serenità e rinascita, destinati a spazzare via il dolore del Primo Conflitto Mondiale per aprire le porte ad un nuovo e radioso futuro: invece, il biennio seguente alla fine della Guerra ha finito per far vivere agli abitanti di Downton Abbey il periodo peggiore della loro esistenza. Per fortuna il teorema non è stato comunque applicato a tutti i personaggi, la maggior parte dei quali sono in fine maturati e diventati decisamente più belli e sfaccettati di quanto non fossero quando li abbiamo conosciuti. 
Molte cose dovranno cambiare nella quarta stagione, ma mentre ci prepariamo ai soliti moderati mesi di attesa prima di riabbracciare la nostra famiglia aristocratica preferita, consoliamoci con un bel post contenente tutti i link alle recensioni per gli episodi della terza serie incluso l'ultimo ( infame) Christmas Special; ma soprattutto, ringraziamo il cosmo perché Maggie Smith fresca di Golden Globe ha finalmente ufficializzato il rinnovo del suo contratto. Grazie Golden Globe, GRAZIE.







sabato 29 dicembre 2012

Downton Abbey Christmas Special: A Journey to The Highlands




"We've done our duty: Downton is safe."

La legge dello spoiler per molti è sacra e inviolabile: rivelare senza preavviso allo spettatore un dettaglio chiave della puntata della sua serie più amata prima della visione può diventare un tradimento difficile da perdonare, condannando colui che l'ha commesso più o meno consapevolmente alla messa al bando perchè colpevole di aver rovinato un appuntamento tanto atteso.

Non potendoci esimere dal raccontare alcuni scioccanti colpi di scena presenti del Christmas Special di Downton Abbey vi raccomandiamo dunque di NON proseguire oltre nella lettura finchè non avrete visto l'episodio, perché la portata degli eventi in questione è talmente devastante da rischiare di mettere in discussione non solo l'episodio in sé ma persino il vostro amore per l'intera serie.

giovedì 22 novembre 2012

Downton Abbey 3x08


“Every man or woman who marries into this house, every child born into it, has to put their gifts at the family’s disposal.”

I ruggenti anni 20′ sono appena agli inizi ma è già arrivato il momento di salutare Downton Abbey e tutti i suoi protagonisti, nella speranza che salvo l’imminente speciale natalizio quest’ottavo episodio non sia un addio ma soltanto un arrivederci.

Dopo quanto avvenuto l’ultima volta il finale di stagione non poteva che essere in gran parte dedicato alle disavventure di Thomas(Rob James Collier), colpevole di aver rivelato i propri scandalosi sentimenti per Jimmy(Ed Speleers) e per questo praticamente costretto a lasciare il proprio posto a Bates(Brendan Coyle), ormai pronto a lasciarsi alle spalle la triste parentesi carceraria che ha occupato anche troppo spazio nel corso della serie: nonostante tutto, il Signor Carson(Jim Carter) è comunque ben disposto a lasciare andare via Thomas con delle ottime referenze, ma grazie alla sua influenza O’ Brien riesce a convincere Jimmy a minacciare un pubblico scandalo se il valet non verrà umiliato per il suo squallido comportamento. Piegato dalla minaccia di uno scandalo, Carson è allora costretto a cedere e a rifiutare a Thomas ogni referenza, distruggendo ogni sua prospettiva e lasciandolo del tutto incapace di reagire e di difendersi.

Downton Abbey 3x07


“Oh, well, that is an easy caveat to accept because I’m never wrong”(Lady Violet)

Il dolore della perdita è giusto e inevitabile, ma col tempo la ferita può forse tentare di rimarginarsi grazie l'amore per chi si è appena affacciato alla vita: il tempo di lasciare il lutto e  andare avanti è alla fine arrivato a Downton Abbey, con un settimo episodio che in vista della conclusione non sembra ancora pronto a chiudere i giochi e preferisce piuttosto seminare  ulteriori interrogativi e spunti interessanti, per storyline non ancora concluse o sul punto di ricominciare da zero in una veste completamente nuova.

sabato 3 novembre 2012

Downton Abbey 3x06


La quiete dopo la tempesta: superata la prova del difficile e dolorosissimo quinto episodio, il sesto appuntamento con la terza serie di Downton Abbey domandava una calma necessaria quanto dovuta, con i personaggi scottati dagli eventi che tentano di iniziare gradualmente a guarire per ritrovare la propria direzione narrativa, in un equilibrio decisamente insolito e in principio estraneo ma che riuscirà presto a stabilizzarsi.

sabato 27 ottobre 2012

Downton Abbey 3x05


“We've seen some troubles you and I; Nothing worse than this.”

Sin dalla seconda stagione, il quinto episodio è un momento atteso e temuto per gli spettatori di Downton Abbey, quando giunti a un punto cruciale della narrazione Julian Fellowes ha l’abitudine di stravolgere gran parte degli equilibri faticosamente raggiunti senza timore di incontrare il disappunto del pubblico: purtroppo, anche in questa terza stagione la tradizione non è venuta meno e l'emotività degli spettatori è stata messa a dura prova da un colpo di scena che nel piccolo universo di Downton ha la portata e le dimensioni della catastrofe.

mercoledì 17 ottobre 2012

Downton Abbey 3X04


Nonostante il vasto parco e gli splendidi giardini, Downton Abbey non può certo definirsi una serie di spazi aperti: il Castello è una forza centripeta che attira e custodisce i suoi abitanti per tutta la durata della loro permanenza, intrecciandone le numerosissime storyline e seguendone il percorso, senza riuscire a riservare altrettanta dedizione a coloro che invece scelgono di allontanarsene; il destino di questi personaggi, finiti a gravitare lontano dalla Casa e quindi per questo a rischio di estinzione, è ritornare sui propri passi per riabbracciare la perduta dimora o rimanere lì, in quella sorta di limbo stagnante dove i loro drammi personali rischiano di assorbire quanto ancora d' interessante avevano da dirci.

Non c'è allora da stupirsi che Julian Fellowes abbia scelto di concentrare il quarto episodio della serie su Sybil(Jessica Brown-Finlay) e il marito Tom Branson(Allen Leech), coinvolti nelle vicende dell'indipendenza irlandese solo per dover abbandonare in fretta e furia un mondo che, per quanto promettente e ricco di spunti d’interesse, risulta troppo lontano dal centro dell’azione per poter essere coltivato a dovere: piombato a Downton nel bel mezzo di una notte piovosa, Tom è sconvolto dopo aver visto bruciare il Castello di un grosso proprietario terriero e aver lasciato indietro Sybil, incinta e sola in un paese straniero, nel tentativo di seminare la polizia.

venerdì 12 ottobre 2012

Downton Abbey 3x03

“All of us married, all of us happy.”


Going to One Wedding Brings on Another. Idealmente concluse col matrimonio le tribolazioni sentimentali di Mary(Michelle Dockery) e Matthew(Dan Stevens), sembrava che anche per la sempre trascurata e poco amata Lady Edith(Laura Carmichael) fosse giunto il momento di avviarsi all'altare e iniziare una nuova vita: purtroppo, Julian Fellowes ha ritenuto opportuno che i guai della sorella mezzana non dovessero ancora avere fine e invece di realizzare il suo sogno ha preferito infliggerle una ferita troppo pesante persino per lei, ormai avvezza alla condizione di semplice ed eterna spettatrice della felicità altrui.

Il terzo episodio della terza serie di Downton Abbey punta subito i riflettori su una Edith raggiante e finalmente protagonista della scena, impegnata a sovrintendere i preparativi per del suo matrimonio con Sir Anthony Strallan( Robert Balthurst), dopo un corteggiamento che aveva visto la ragazza molto più sicura dell'amato riguardo ai suoi sentimenti: nonostante tutto sia ormai pronto per il grande giorno, Lord Grantham(Hugh Bonneville) e Lady Violet(Maggie Smith) non riescono a placare i loro dubbi su un'unione che ritengono del tutto male assortita, a causa della notevole differenza d'età fra i futuri sposi, non mancando mai di far notare quanto i presupposti di questo matrimonio siano sbagliati.

martedì 9 ottobre 2012

Downton Abbey 3x02



Dopo essere convolati finalmente a nozze per la gioia di tutti i loro fan, Matthew(Dan Stevens) e Mary(Michelle Dockery) tornano a casa dalla luna di miele francese a bordo di una nuova auto fiammante, guidata dallo stesso Matthew perché un autista non è più necessario: leitmotiv di questo secondo episodio, il bisogno di guardare al futuro accettando di evolversi secondo i ritmi e i tempi richiesti dal 1920("Some animals adapt to new surroundings. It seems a better choice than extinction")continua a farsi strada nella terza serie di Downton Abbey, senza disdegnare un velo di malinconia per l''estinzione della raffinata etichetta e dei riti mondani che tanto a lungo hanno abitato le vite dei personaggi e che ci hanno sempre affascinato.

La preoccupante situazione economica in cui versa Downton non è cambiata, con Matthew che rifiuta ancora di accettare la cospicua eredità del padre di Lavinia: convinta che l'ultima speranza per evitare il disastro sia la generosità della nonna Martha Levinson(Shirley MacLaine), Mary si unisce a Lady Violet(Maggie Smith) per organizzare una cena spettacolare e clamorosamente eccessiva che dimostri alla ricca americana quanto sia importante preservare la Tenuta.

venerdì 5 ottobre 2012

Downton Abbey 3x01


Dopo aver attraversato gli ultimi sfarzi del periodo edoardiano e la Prima Guerra Mondiale Downton Abbey si prepara ad accogliere i ruggenti anni ’20, con una terza serie decisa a risolvere subito molti degli snodi narrativi trascinati nei capitoli precedenti.
Dopo aver impiegato ben 9 anni prima di dichiararsi nello splendido Christmas Special, Mary (Michelle Dockery) e Matthew (Dan Stevens) sembrano finalmente pronti a fare il grande passo, ma una pesante ombra grava sulla famiglia in festa: a causa di investimenti sbagliati Lord Grantham (Hugh Bonneville) ha perso gran parte del suo patrimonio mettendo a rischio la stessa Tenuta e la salvezza potrebbe arrivare proprio grazie a Matthew, divenuto uno degli eredi della fortuna lasciata dal padre della sua precedente fidanzata Lavinia Swire( Zoe Boyle), morta di spagnola nel 1918.
Fedele al suo onore e ai suoi principi Matthew rifiuta però di accettare il denaro destinato da Reggie Swire a colui che credeva sarebbe presto diventato suo genero, finendo per litigare pesantemente con Mary: preoccupata per le prospettive sue e della sua nuova famiglia, la ragazza è determinata a fare qualsiasi cosa pur di salvare il mondo in cui è cresciuta, non essendo ancora disposta ad abbandonare quella parata di titoli e tradizioni che però ha già iniziato a sgretolarsi.

mercoledì 3 ottobre 2012

Downton Abbey complete series 2



"I very much regret to announce that we are now at war with Germany": nelle parole preoccupate di Lord Grantham(Hugh  Bonneville) la prima serie di Downton Abbey si era conclusa con un cliffhanger inevitabile quanto efficace, lasciando alla Prima Guerra Mondiale il compito di minacciare gli equilibri che per secoli avevano saldamente sostenuto l'aristocrazia inglese.

La seconda stagione non poteva allora che aprirsi nel bel mezzo del Conflitto, con Matthew( Dan Stevens) e Thomas(Rob James-Collier) pronti a combattere nella stessa trincea, luogo dove le differenze di classe sono rese inutili dal freddo e dal fango: il Fronte della Somme è lontanissimo dalla serena campagna inglese, ma i venti di Guerra del 1916 alla fine arrivano persino a Downton, con la dimora dei Crawley che apre le porte ai feriti per trasformarsi in un vero e proprio ospedale.

Mentre la Storia fa il suo corso, i numerosi personaggi continuano ad attraversare gli  splendidi saloni a noi ormai tanto familiari alla ricerca del proprio destino, uniti più che mai dalla tragedia collettiva del Conflitto, per affrontare ostacoli che nel gusto dello sceneggiatore Julian Fellowes sembrano sempre più insormontabili: peccato che una volta vinta la Guerra e superata così la commovente prima parte della serie, l'elemento sentimentale tanto importante e sempre trattato con delicatezza dallo script abbia finito per sovraccaricare la storia oltremisura, introducendo soluzioni patinate e colpi di scena tanto improbabili quanto non particolarmente ispirati.

martedì 20 dicembre 2011

Did I make the most of loving you?



Did I make the most of loving you?
So many things we didn’t do.
Did I give you all my heart could give?
Two unlived lives with lives to live.
When these endless, lonely days are through,
I’ll make the most of loving you.
I’ll make the most of loving you.

Did we make the most of all we had?
Not seeing you makes my heart sad.
Did we make the most of summer days?
We still have time to change our ways.
When these endless, lonely days are through,
I’ll make the most of loving you.
I’ll make the most of loving you.
I’ll make the most of loving you.
I’ll make the most of loving you.

Did those tender words stay in my head?
So many things were left unsaid.
Did I give you all my heart could give?
Two unlived lives with lives to live.
When these endless, lonely days are through,
I’ll make the most of loving you.
I’ll make the most of loving you.
I’ll make the most of loving you.
I’ll make the most of loving you.



domenica 11 dicembre 2011

Downton Abbey: il grande romanzo inglese arriva in Italia



è una gelida notte d’Aprile del 1912 quando il Titanic si inabissa nell’Atlantico spezzando le vite di oltre 1500 persone: la notizia corre attraverso i fili del telegrafo e arriva in fretta persino nello Yorkshire, dove la vita di una ricca famiglia di antico lignaggio sta per cambiare per sempre.
Downton Abbey, splendida dimora immersa nella campagna inglese appartiene ai conti di Grantham da generazioni, al punto da spingere Robert Crawley, l’ultimo Conte, a sposare  per salvarla dalla rovina la ricca ereditiera americana Cora: il destino vuole però che dal matrimonio, rivelatosi una felice unione nonostante le fredde premesse, nascano solo tre figlie femmine e che Patrick Crawley, il cugino destinato ad ereditare tenuta e titolo e a sposare una delle ragazze per mantenere intatto il patrimonio, muoia insieme al padre proprio nel naufragio del Titanic.
Date le infauste circostanze, i Crawley sono così costretti ad accettare come nuovo erede un lontanissimo quanto inadeguato cugino: Matthew, giovane avvocato dalla tranquilla esistenza borghese, entrerà nel microcosmo di Downton con un certo disagio verso le abitudini e i lussi della nobiltà e diventerà subito un interessante partito per Mary, primogenita e figlia favorita del conte, con la quale inizierà una lunga e sofferta altalena amorosa.

sabato 19 novembre 2011

In Flanders Fields



In Flanders fields the poppies blow
Between the crosses, row on row,
That mark our place; and in the sky
The larks, still bravely singing, fly
Scarce heard amid the guns below.

We are the Dead. Short days ago
We lived, felt dawn, saw sunset glow,
Loved and were loved, and now we lie
In Flanders fields.

Take up our quarrel with the foe:
To you from failing hands we throw
The torch; be yours to hold it high.
If ye break faith with us who die
We shall not sleep, though poppies grow.
In Flanders fields.


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