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mercoledì 14 novembre 2012

Wuthering Heights



"I am Heathcliff."

Cime Tempestose Di Emily Brontë è una creatura letteraria inquieta e sfuggente, mostro vibrante di violenza e vendetta che forse sarebbe meglio non disturbare tanto spesso: nonostante le numerose trasposizioni cinematografiche e televisive i fantasmi di Catherine e Heathcliff non riescono a trovare riposo, rievocati al momento opportuno perché la loro storia di dolore sembra sempre un dono troppo prezioso per essere lasciato alla sola pagina scritta.


Sfidare questo capolavoro richiede dunque un impegno non indifferente e non c'è da stupirsi che la regista britannica Andrea Arnold( Red Road, Fish Tank) si sia lanciata nell'impresa sconfessando del tutto la struttura complessa, stratificata e vertiginosa dell'opera originale: presentato in anteprima alla 68ma Mostra del Cinema di Venezia il suo Wuthering Heights scarnifica il racconto fino al midollo, cancellando ogni traccia delle velleità romantiche e sentimentali tanto favorite dai precedenti adattamenti, per cedere il passo a una parabola negativa dal sapore sanguigno che non si risparmia nel dipingere l'essenza, quasi animalesca, dell'attrazione fatale fra i due protagonisti.

lunedì 3 settembre 2012

Lo spazio narrante

Ogni lettore degno di questo nome è un viaggiatore coraggioso: si addentra fra le pagine con circospezione come un esploratore in una terra sconosciuta, pronto a scoprire se l'autore sfidato saprà essere un amico prezioso o un fastidioso e insopportabile avversario: appartengono senza dubbio alla prima categoria le straordinarie icone della Letteratura con cui Ginevra Bompiani ha scelto di confrontarsi ne Lo Spazio Narrante, piccolo ma ambizioso saggio che scruta con pazienza il mondo in cui Jane Austen, Emily Brontë e Sylvia Plath hanno vissuto, lo stesso che fra luci e ombre ne ha arricchito l'opera e la poetica di amore, passione e dolore.

Nel costruire questo curioso quanto vincente sodalizio femminile, la Bompiani prende per mano le tre donne dall'infanzia all'età adulta ripercorrendone le inquietudini giovanili e le prime velleità letterarie, cercando lungo il percorso gli indizi necessari a definire le trame dello spazio fra l'autore e la sua realtà e i personaggi e il loro fittizio universo; il cerchio si chiude sulle delicate dinamiche che muovono la fruizione fra lettore e narratore, chiamate a reggere il peso di un' architettura complessa quanto stratificata.

mercoledì 14 marzo 2012

Song from the Heights


Give me hope in silence
It's easier, it's kinder
Tell me not of heartbreak
It plagues my soul, it plagues my soul
And bury me beside you
I have no hope in solitude
And the world will follow
To the earth down below

But I came and I was nothing
Time will give us nothing
So why did you choose to lean on
A man you knew was falling?

-Mumford and Sons -
 The Enemy



martedì 25 ottobre 2011

the prize is alright

Good evening folks! Sono lieta di informarvi che il premio del concorso per la miglior recensione di Jane Eyre di Cary Fukunaga è arrivato a destinazione, gode di ottima salute e attende con ansia di occupare l'ambito posto del Signore degli Anelli sul comodino. 


Grazie davvero a tutti voi per avere votato il mio pezzo e averlo aiutato ad acquistare visibilità!Potete leggere la versione short per il concorso qui sotto mentre l'intera recensione si trova in questo blog nel post "Jane Eyre".

" L’immortale romanzo di Charlotte Bronte rivive ancora una volta al cinema grazie a Cary Fukunaga, che senza timore di sfidare l' eredità di Orson Welles e Franco Zeffirelli confeziona un prodotto di grande suggestione ed eleganza. La sceneggiatura di Moira Buffini, determinata a svecchiare il testo originale, trova nel flashback la chiave di volta ideale: Mia Wasikowska, pronta a lasciarsi alle spalle i suoi trascorsi da Alice Burtoniana, regge da sola buona parte della pellicola perennemente in equilibrio fra il compìto autocontrollo della rettitudine e un desiderio di indipendenza che la guida verso la più bruciante delle passioni; l’anima gemella è forse troppo affascinante nei gentili tratti di Michael Fassbender, ma il suo magnetico Mr Rochester possiede il carisma necessario a un eroe romantico che non manca mai di luce e oscurità, capace di attraversare le barriere del tempo e del sogno. Ispirato dalla freschezza di orgoglio e pregiudizio di Joe Wright, Fukunaga segue con attenzione l’esempio del regista inglese non solo in alcune soluzioni narrative ma anche nella colonna sonora, con il premio Oscar Dario Marianelli che affida al violino di Jack Liebeck il compito di cantare la voce dell’anima della protagonista. Fra stanze segrete e cupi corridoi che si stringono sui personaggi trasformando Thornield Hall in un vecchio castello sinistro e misterioso, Jane Eyre è la prova di come un classico del passato riesca con assoluta tranquillità a dialogare col presente. "

ps: un grazie particolare e necessario alla mia cara amica Jane.



mercoledì 24 agosto 2011

Jane Eyre


" I've a strange feeling with regard to you, as if I had a string somewhere under my left ribs, tightly knotted to a similar string in you. And if you were to leave, I'm afraid that cord of communion would snap. And I've a notion that I'd take to bleeding inwardly. " ( Edward Rochester )

Quando una storia è di quelle che non smetteresti mai di ascoltare e che non finiscono mai di sorprenderti nonostante tu ne conosca già ogni dettaglio, ogni nuova versione del racconto è irresistibile: Jane Eyre, romanzo nato dalla penna di Charlotte Brontë nel lontano 1847 rientra senza dubbio nell'Olimpo degli immortali, pronto a tornare sul grande schermo dopo oltre 20 trasposizioni fra cinema e televisione e persino un musical a tema; il giovane Cary Fukunaga, al suo secondo lungometraggio dopo l'acclamato "Sin Nombre" , nonostante la pesante eredità di nomi del calibro di Orson Welles e Franco Zeffirelli riesce a non farsi schiacciare dalle aspettative confezionando un prodotto di grande suggestione ed eleganza.
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