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venerdì 3 novembre 2017

The Beguiled


Non è poi tanto difficile capire cosa passi per la testa di John McBurney, caporale dell'esercito nordista scampato per caso alla fine grazie al soccorso di un sparuto gruppo di donne, insegnanti ed educande dimenticate in un collegio del Sud nel bel mezzo della Guerra Civile: quale fantasia avrebbe potuto essere più eccitante per un soldato, ferito e braccato dal nemico e da un conflitto che ha già sottratto tanti uomini al calore di una donna, dell'avere intorno tante vergini carine e indifese pronte a guardare con curiosità e interesse all'affamato avventuriero a cui hanno fatto salva la vita, ancelle di un tempio pagano protette dal mondo in subbuglio unicamente dal fitto del bosco e dalla monotonia delle giornate. 

In The Beguiled(L'Inganno) di Sofia Coppola, secondo adattamento dell'omonimo romanzo dopo l'epocale film di Don Siegel con Clint Eastwood (in Italiano La notte brava del soldato Jonathan), le differenze fra i sessi imposte da convenzioni sociali e culturali vecchie quanto l'umanità stessa si abbattono ineluttabili sulle signorine dell''800 quanto sui nostri occhi di spettatori moderni e allenati; mentre l'uomo è libero di arginare convenzioni e buone maniere e dare libero sfogo a quegli stessi impulsi che il gentil sesso è costretto a reprimere entro i lacci di camiciole e corsetti, sulle Donne ricade il dovere di proteggere la propria virtù in attesa che un marito rispettabile acquisti il diritto unilaterale di goderne: sempre sotto una campana di vetro, sempre tenute in piedi da stecche di disciplina e autocontrollo, finché la pressione non diventa insopportabile al punto da voler strappare via a morsi perle e bottoni.

venerdì 28 dicembre 2012

On the Road




“Our battered suitcases were were piled on the sidewalk again; we had longer ways to go. But no matter, the road is life.”

Partire per partire, mollare tutto e andare via lontano per vivere un'esistenza senza radici, né meta né fine, viaggiare per viaggiare: una fantasia difficile da soffocare quando la routine quotidiana si fa beffe di noi a colpi di stanchezza e monotonia, con le giornate pronte a ripetersi sempre uguali fino a trasformare le pareti della stanza in vere e proprie sbarre a cui sembra impossibile sfuggire; per quanto l'idea possa essere allettante ogni viaggio che si rispetti merita però di avere un punto di arrivo, lasciando finalmente a chi lo intraprende la libertà di scoprire quel qualcosa unico e prezioso che stava cercando e che l'aveva spinto a seguire il cammino.

è proprio il continuo girare in tondo senza mai arrivare il principale problema di On The Road, ultima fatica di Walter Salles tratta dal romanzo culto di Jack Kerouac e pronta a ereditare pregi ma sopratutto difetti dell'opera originale, gli stessi che avevano condannato a morte certa fino ad oggi ogni possibile tentativo di trasposizione cinematografica ( persino Marlon Brando aveva tentato senza successo di adattarlo per il grande schermo).
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