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giovedì 13 ottobre 2016

Cafè Society


"Dreams are … dreams."

"Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita". Prospero chiude La Tempesta di William Shakespeare lasciandoci una malinconica verità che nessun essere umano sarebbe in grado di smentire: la mortalità è un sogno ad occhi aperti che stordisce e incanta, la promessa di una rosa infinita di alternative, possibilità ed incontri in cui la gioventù si tuffa a capofitto ansiosa di assaporare l'ebbrezza di un quotidiano incerto e di un futuro ancora tutto da scoprire, la stessa che ti lascia credere di poter avere il mondo nel palmo di una mano e che le limitazioni e le responsabilità siano pagliuzze fastidiose destinate a ostacolare la visuale di qualcun altro. 
A rallentare la giostra arrivano le scelte e il loro urgente e assoluto bisogno di certezze, il definirsi del quadro che costringe a lasciare indietro ciò che non può entrare nella cornice senza compromettere per sempre l'equilibrio della composizione, la lista di tutte le opportunità abbandonate o perdute che si trasforma prima in rimorso e in fine in nostalgia, per tenere a bada il tormento dei fantasmi delle vite che abbiamo dovuto scegliere di non vivere.

Che dilemma, quest'umanità condannata per sua stessa natura a non poter godere della felicità completa e a dover portare sempre con sé il fardello delle proprie decisioni, di quelli che a farci un film con la giusta quantità di gravitas e drama ne verrebbe fuori un prodotto da Oscar multipli e giù di lacrimoni: coerente coi lietmotiv che attraversano alcuni dei suoi lavori più riusciti (e più amati da chi scrive) Woody Allen preferisce però infondere nel suo ultimo Cafè Society tutta l'amara ironia, la nevrosi e la delicata tenerezza con cui i suoi personaggi, novecenteschi fino al midollo, finiscono spesso per accompagnarsi: protagonisti della storia di un amore e di un mondo che è già un ricordo nelle sfumature ocra della fotografia di Vittorio Storaro, Bobby e Vonnie si incontrano e si innamorano nel posto sbagliato al momento sbagliato e finiscono invischiati nella più classica rete di complicazioni ed equivoci che governa la Commedia della vita, diretta da quel sadico autore anonimo che si diverte a giocare coi nostri sentimenti e a burlarsi delle nostre speranze con un pessimo tempismo; tocca rimboccarsi le maniche ed essere forti, provarci e riprovarci confidando che un giorno finalmente ci azzeccheremo, chiudere gli occhi per un attimo e ritrovare i colori caldi di un semplice ristorante messicano o di un piatto di spaghetti con le polpette, le cartoline di un passato rimasto incompiuto che con mite rassegnazione torniamo a osservare per riempire i vuoti di una vita che non potrà mai bastare a sé stessa.

venerdì 24 maggio 2013

The Great Gatsby



"Gatsby believed in the green light, the orgastic future that year by year recedes before us. It eluded us then, but that's no matter - tomorrow we will run faster, stretch out our arms farther... And one fine morning - So we beat on, boats against the current, borne back ceaselessly into the past."

La firma di Baz Lurhmann si iscrive nel panorama cinematografico con tratti caratteristici e inequivocabili, ma per quanto possiamo pensare di aver appreso le regole del gioco e di essere pronti a goderci lo spettacolo, ogni nuovo appuntamento in sala finisce per smentirci clamorosamente: parliamo dell'uomo che ha dato a Romeo Montecchi una camicia hawaiana e portato le musiche dei Nirvana sul palcoscenico del Moulin Rouge, eppure nonostante non possa dirsi particolarmente prolifico(5 film in 20 anni di carriera) la vertigine che accompagna i suoi lavori lascia puntualmente il suo pubblico spiazzato fra sconcerto e meraviglia, costretto a scegliere se lasciarsi travolgere dalla giostra di una messa in scena barocca e sovraccarica o pretendere di scendere immediatamente; chi sarà ben disposto a partecipare alle sue costose parate potrà però godere della compagnia di un regista tanto anticonvenzionale quanto profondamente classico, deciso a sfruttare la contaminatio di generi, musiche e ambientazioni per riportare in vita con gusto contemporaneo un cinema melodrammatico e colossale, bagliore di una Hollywood che non esiste più se non nei ricordi di vecchi cinema dalla poltrone di velluto minacciati dall'avanzare dei multisala.

"He gives large parties, and I like large parties - they're so intimate. Small parties, there isn't any privacy."

Nella sua costante predilezione per love affairs tragici e impossibili che iniziano a sbocciare veramente solo se messi alle strette da un pubblico che sappia essere giudice e testimone( Romeo e Giulietta che si scoprono innamorati nel caos della festa dei Capuleti, Satin e Christian che si giurano amore eterno sul palco del Moulin Rouge e persino Sarah e Drover, che danno scandalo mostrandosi insieme a un party in Australia), era solo questione di tempo prima che Luhrmann scegliesse di rivolgere le sue attenzioni al Grande Gatsby di F.Scott Fitzgerald, fiore all'occhiello della letteratura americana che trova nell'ostinata convinzione di dover rendere "rispettabile" la purezza di un amore solo dopo aver ottenuto una palese benedizione sociale una delle sue immagini più ricorrenti.

martedì 21 maggio 2013

He’s my sun, he makes me shine, like diamonds



I’ve seen the world
Done it all
Had my cake now
Diamonds, brilliant
In bel air now
Hot summer nights, mid july
When you and I were forever wild
The crazy days, city lights
The way you’d play with me like a child

Will you still love me
When i’m no longer young and beautiful?
Will you still love me
When i’ve got nothing but my aching soul?
I know you will, I know you will
I know that you will
Will you still love me when i’m no longer beautiful?

I’ve seen the world, lit it up
As my stage now
Changeling angels in a new age now
Hot summer days, rock n roll
The way you play for me at your show
And all the ways I got to know
Your pretty face and electric soul

Will you still love me
When i’m no longer young and beautiful?
Will you still love me
When i’ve got nothing but my aching soul?
I know you will, I know you will
I know that you will
Will you still love me when i’m no longer beautiful?

Dear lord, when I get to heaven
Please let me bring my man
When he comes tell me that you’ll let him
Father tell me if you can
All that grace, all that body
All that face, makes me wanna party
He’s my sun, he makes me shine like diamonds

And will you still love me
When i’m no longer young and beautiful?
Will you still love me
When i’ve got nothing but my aching soul?
I know you will, I know you will
I know that you will
Will you still love me when i’m no longer beautiful?
Will you still love me when i’m no longer beautiful?
Will you still love me when i’m not young and beautiful?


Lana Del Rey
Young And Beautiful


mercoledì 15 maggio 2013

There's no place like London...GATSBY STYLE

Gatsby? What Gatsby? Quello di Baz Luhrmann of course: dopo mesi e mesi di attesa finalmente Il Grande Gatsby è arrivato oggi a Cannes, prima di fare il suo debutto ufficiale nelle sale a partire da domani. Come prevedibile il film ha spaccato senza appello e molte recensioni dalla Croisette sono state piuttosto impietose, ma dato che parlando di Luhrmann non ci sono mai mezze misure e una trasposizione non dovrebbe mai farsi intimorire dalla paura di ferire un testo sacro( lo stesso Gatsby con Robert Redford, con tutto il rispetto per Coppola, non era comunque riuscito al 100%), io non voglio arrendermi, credo che il film meriti fiducia e ci crederò fino alla fine. Ovviamente, potrò dire di più solo dopo la visione. Intanto, giusto perchè non si deve far mancare niente, Londra ci ha messo lo zampino con le splendide vetrine di Harrods a tema Roaring Twenties. London, you're not helping, you see.





domenica 21 aprile 2013

Now there's green light in my eyes



Ever since I was a child
I’ve turned it all in my mind
I sang by the piano,
tore my yellow dress and
Cried and cried and cried
I don’t wanna see what I’ve seen,
To undo what has been done
Turn off all the lights, let the morning come, come

Now there's green light in my eyes,
And my lover of my mind,
And I sing from the Piano,
Tear my yellow dress and,
Cry and cry, cry,
Over the love of youth

All this champagne drunken home
Against the current of old.
Everybody see I love him
Cause it’s a feeling that you get
When the afternoon is set on the bridge into the city
I don’t wanna see what I’ve seen,
To undo what has been done
Turn off all the lights, let the morning come

Now there's green light in my eyes,
And my lover of my mind,
And I sing from the Piano,
Tear my yellow dress and,
Cry and cry, cry

'Cause you’re a hard soul to save, with an ocean in the way
But I’ll get around it
I’ll get around it
'Cause you’re a hard soul to save, with an ocean in the way
But I’ll get around it

Now there's green light in my eyes,
And my lover of my mind,
And I sing from the Piano,
Tear my yellow dress and,
Cry and cry, cry,
Over the love of youth.

Cry and cry, cry,
Over the love you,
Cry and cry , cry,
Over the love of youth,
Cry and cry , cry,
Over the love of youth,

I can see the green light,
I can see it in Your eyes
I can see the green light,
I can See it in your eyes
I can see the green light,
I can See it in your eyes
I can see the green light,
I can See it in your eyes.


Over The Love
Florence + The Machine 





"Gatsby?What Gatsby?"
I have a feeling that Luhrmann's Gatsby is going to be AMAZING.

lunedì 3 ottobre 2011

Midnight in Paris


"That Paris exists and anyone could choose to live anywhere else in the world will always be a mystery to me."

Dopo aver omaggiato gli inquietanti misteri di Londra e la freschezza di una Barcellona che non dorme mai, per Woody Allen l'incontro con la regina di cuori delle capitali europee era ormai inevitabile:  magnetica prima donna, Parigi è sempre stata amica del grande cinema sebbene, causa la sua indiscussa bellezza, spesso condannata alla legge dello stereotipo(il sofisticato ma freddo "le divorce" di James Ivory ne è un classico esempio); è stato un sollievo scoprire come "Midnight in Paris", ultima tappa del Grand Tour del regista americano, sia non solo un piacevolissimo divertissement ma anche un'occasione per guardare con sincerità alla vera magia della Ville Lumière, cuore pulsante di cultura e passione dove ogni cosa sembra possibile.
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