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giovedì 3 aprile 2014

Al via L'ÉCU, Il Festival Europeo del Cinema Indipendente




Mancano poche ore all'apertura ufficiale dell' ÉCU, Il Festival Europeo del Cinema Indipendente che si terrà a Parigi  presso Les 7 Parnassiens, nel quartiere di Montparnasse, nei giorni 4, 5 e 6 aprile 2014: il Festival, che a livello internazionale è considerato l'alternativa europea al Sundance Film Festival, metterà in mostra il meglio del cinema indipendente mondiale, con 85 film provenienti da 32 paesi tra europei e non, pronti a competere per 24 premi in 15 differenti categorie.
“Non vediamo l’ora di dare a questi grandi film indipendenti il riconoscimento che meritano” ha detto Scott Hillier, regista e fondatore di ÉCU. “Alla sua nona edizione, ÉCU continua la sua tradizione di festival fatto appositamente per i registi, nel quale i cineasti sviluppano i loro propri stili in un ambiente creativo e stimolante.”

Tra i lavori più attesi al Festival ci sono DAMN GIRL, cortometraggio Danese che narra la storia di una dodicenne maschiaccio alle prese con le sfide imposte dal contesto in cui cresce;
NOT ANYMORE: A STORY OF REVOLUTION, un’investigazione personale e provocatoria realizzata da Matthew Van Dyke sul conflitto Siriano;
VIRTUOSO VIRTUAL, un'affascinante sperimentazione visiva proveniente dalle Germania curata da Maja Oschmann e Thomas Stellmach;
WE WILL RIOT, lungometraggio lituano diretto da Romas Zabarauskas che alterna un montaggio serrato da videoclip al duro a attualissimo tema della protesta politica.

Anche l'Italia sarà presente con ben 4 titoli: 
La paura più grande di Nicola Di Vico, dedicato al delicato tema del pregiudizio e del capovolgimento della realtà operato dai Media, con protagonisti Alessandro Haber e l'esordiente Irene Splendorini;
A Scatola Chiusa, di Riccardo Salvetti e Gianfranco Boattini, è ispirato a una storia vera e racconta la routine apparentemente normale di un tranquillo impiegato benestante, in realtà oppresso da un'esistenza fatta di apparenze e deciso a non lasciare andare via i propri sogni come la voglia di inseguire i propri sogni;
Italia Italia di Daniele Riccioni, cortometraggio che racconta un’allegoria del Belpaese, partendo dalle vicende di due sessantenni in crisi coniugale assecondando atmosfere antonioniane in cui l’impossibilità del confronto con l’altro è il principale ostacolo da superare;
God Got his Head in the Clouds di Gianluca Sodaro, cortometraggio che mette in scena il dialogo tra un prete ed una bambina intenzionata a ‘denunciare’ Dio, accompagnato dalle musiche del ‘lynchano’ Angelo Badalamenti.

I vincitori riceveranno visibilità in varie parti del mondo e si porteranno a casa premi da associazioni quali London Film Academy, Red Giant, Dixit, Cyberlink, Golla e altre che supportano la comunità dei cineasti indipendenti.

Chi avrà l'opportunità di accedere al Festival potrà inoltre partecipare a workshop su diversi argomenti d'interesse quali la produzione, il montaggio e la regia, oltre a prendere parte durante il weekend ai dibattiti coi registi in concorso. 

Per ulteriori informazioni potete visitare il sito internet ufficiale www.ecufilmfestival.com o seguire le diverse iniziative sui social media.



sabato 9 febbraio 2013

Les Misérables


"Do you hear the people sing?"

La strada del ritorno è quieta e silenziosa, ma tu puoi riuscire ancora a sentirlo: è il fracasso di tavoli e sedie che volano giù dalle finestre, il vento delle bandiere issate sulle barricate per benedire il grido della rivoluzione, il fragore dei cannoni che si abbatte sul sogno di una generazione nata troppo tardi, o forse troppo presto; il cuore di Les Misérables di Tom Hooper continua a battere a lungo dopo la visione, un tamburo che risuona incessante nella testa e ti lascia dentro l'eco delle tantissime voci che animano l'appassionata storia firmata da Victor Hugo.

Storicamente prolifico anche se poco favorito in tempi recenti, per non perdere l'amore del grande schermo il Musical ha lottato strenuamente contro sé stesso fino a dividere i suoi sostenitori, costretti a scegliere fra l'opportunità di abbandonare la grammatica classica per l'ebbrezza della sperimentazione ( Moulin Rouge, Across The Universe) o supportare la forza del canone grazie a una confezione visivamente compiacente ( The Phantom of the Opera, Chicago, Mamma mia!): privo della gioiosa frenesia di Lurhmann come dello sfarzo dorato di Schumacher il lavoro di adattamento fatto sull'amatissimo musical di Claude-Michel Schönberg, familiarmente conosciuto come Les Mis e da quasi trent'anni in cartellone nel West End, cerca il punto d'incontro definitivo fra le due vie in un prodotto che vuole guardarsi allo specchio con fierezza e difendere la propria identità, trovando un registro che un' estremizzazione eccessiva avrebbe rischiato di soffocare.

mercoledì 21 marzo 2012

Vincent and the Doctor

 “…to me, Van Gogh is the finest painter of them all. Certainly, the most popular, great painter of all time, the most beloved. His command of color the most magnificent. He transformed the pain of his tormented life into ecstatic beauty. Pain is easy to portray, but to use your passion and pain to portray the ecstasy and joy and magnificence of our world…no one had ever done it before. Perhaps, no one ever will again. To my mind, that strange, wild man who roamed the fields of Provence was not only the world’s greatest artist, but also one of the greatest men who ever lived.”



lunedì 12 marzo 2012

Hugo Cabret



"I'd imagine the whole world was one big machine. Machines never come with any extra parts, you know. They always come with the exact amount they need. So I figured, if the entire world was one big machine, I couldn't be an extra part. I had to be here for some reason."(Hugo)

La nostalgia è una forza pericolosa: mentre il presente ci spinge a cercare familiarità con ritmi sempre più frenetici e avanzatissime tecnologie, la purezza e la semplicità dei valori del passato finisce per diventare, oltre che un comodo e accogliente rifugio, lo strumento ideale per capire se stiamo davvero andando nella direzione giusta.

Pluripremiata e lodata dalla critica, la nostalgia delle origini sarà anche diventata il costante leitmotiv della stagione cinematografica 2011-2012, ma nell'entusiasmo della rievocazione il rischio di smarrirsi si rivela spesso inevitabile: Hugo Cabret(Hugo), diretto dalla mano del grande Martin Scorsese, non fa eccezione.

Collocare questa prima vera incursione nel cinema per ragazzi all'interno della vastissima e poliedrica produzione del regista di Taxi Driver non è facile impresa, ma basta poco per capire come per Scorsese la trasposizione del romanzo illustrato di Brian Selznick sia soltanto un pretesto, necessario per la costruzione di un meccanismo ben più profondo e ambizioso.

lunedì 3 ottobre 2011

Midnight in Paris


"That Paris exists and anyone could choose to live anywhere else in the world will always be a mystery to me."

Dopo aver omaggiato gli inquietanti misteri di Londra e la freschezza di una Barcellona che non dorme mai, per Woody Allen l'incontro con la regina di cuori delle capitali europee era ormai inevitabile:  magnetica prima donna, Parigi è sempre stata amica del grande cinema sebbene, causa la sua indiscussa bellezza, spesso condannata alla legge dello stereotipo(il sofisticato ma freddo "le divorce" di James Ivory ne è un classico esempio); è stato un sollievo scoprire come "Midnight in Paris", ultima tappa del Grand Tour del regista americano, sia non solo un piacevolissimo divertissement ma anche un'occasione per guardare con sincerità alla vera magia della Ville Lumière, cuore pulsante di cultura e passione dove ogni cosa sembra possibile.

mercoledì 28 settembre 2011

Just a chat with Hemingway

"All men fear death. It's a natural fear that consumes us all. We fear death because we feel that we haven't loved well enough or loved at all, which ultimately are one and the same. However, when you make love with a truly great woman, one that deserves the utmost respect in this world and one that makes you feel truly powerful, that fear of death completely disappears. Because when you are sharing your body and heart with a great woman the world fades away. You two are the only ones in the entire universe. You conquer what most lesser men have never conquered before, you have conquered a great woman's heart, the most vulnerable thing she can offer to another. Death no longer lingers in the mind. Fear no longer clouds your heart. Only passion for living, and for loving, become your sole reality. This is no easy task for it takes insurmountable courage. But remember this, for that moment when you are making love with a woman of true greatness you will feel immortal." (Ernest Hemingway)



venerdì 17 giugno 2011

Julie & Julia


"Chocolate cream pie! You know what I love about cooking? I love that after a day when nothing is sure and when I say nothing, I mean nothing. You can come home and absolutely know that if you add egg yolks to chocolate and sugar and milk, it will get thick. That's such a comfort."(Julie Powell)

Due epoche, due cucine, due città: non era facile la ricetta che Nora Ephron, madrina d'eccezione di    romantiche commedie come "Insonnia d'amore" e "c'è posta per te"(senza dimenticare "Harry ti presento Sally" di cui era sceneggiatrice) ha  preparato con "Julie & Julia", pellicola fuori dal tempo in un mondo che sforna film commerciali e di scarsa originalità con un'impronta che rasenta ormai la serialità. 


Piani spaziali e temporali diversi, mescolati ad arte saltando con delicatezza fra un romantico passato e una frenetica contemporaneità, seguono le vite di due donne dai percorsi simili e straordinariamente vicini su binari paralleli destinati a non incontrarsi mai: Julia Child, casalinga senza figli intraprendente e vivace, arrivata con entusiasmo nella Parigi del 1948 riempie la sua esistenza con l'amore per il marito e una sincera passione per la buona tavola: prima donna ad iscriversi al prestigioso corso di cucina Cordon Bleu,  dopo il ritorno in patria e alcuni anni di difficoltà e incertezze a riuscirà a pubblicare un libro di ricette di grande successo, al quale seguirà una serie di programmi televisivi che la trasformeranno in una vera e propria pioniera dell'alta cucina negli States; cinquant'anni dopo, in un piccolo appartamento del Queens del 2002 vive la ventinovenne Julie Powell, un lavoro precario di assistenza alle assicurazioni e l'insoddisfazione di un romanzo mai finito in un cassetto, armata di una totale devozione alla cucina e con Julia Child come guida spirituale. La via per conciliare velleità letterarie e culinarie passa per il food blog "the Julie/Julia Project", dove Julie si impegnerà ad aggiornare un diario costante della sua grande impresa: preparare nell'arco di un anno tutte le 524 ricette contenute nel mitico e voluminoso ricettario della Child " imparare l'arte della cucina francese".

giovedì 19 maggio 2011

Le concert


« L'orchestra è un mondo. Ognuno contribuisce con il proprio strumento, con il proprio talento. Per il tempo di un concerto siamo tutti uniti, e suoniamo insieme, nella speranza di arrivare ad un suono magico: l'armonia. Questo è il vero comunismo. Per il tempo di un concerto. »

Paese che vai, usanze che trovi: ogni popolo intreccia la propria esistenza con la propria terra portandosi dietro un cospicuo bagaglio di costumi e tradizioni, tratti talmente caratteristici che più o meno felicemente finiscono nel colorato e picaresco ventaglio dello stereotipo, il filtro attraverso il quale gli stranieri guardano e giudicano: laddove il cinema potrebbe essere uno strumento per smentire gli schemi, spesso preferisce invece sottolinearli, estremizzandoli fino alla caricatura, alla ricerca di una risata gustosa ma anche di amara riflessione. Ne" il concerto" ( le concert ) del regista rumeno francese Radu Mihăileanu si osserva al microscopio un popolo russo smarrito e disorientato dopo la fine del comunismo, figlio di una libertà formalmente restituita ma di fatto non ancora riconquistata.

sabato 31 luglio 2010

ou revour

halo!!!comunicazione di servizio per tutti i lettori di questo spazio...chiedo venia per non essere stata particolarmente presente negli ultimi tempi ma d'estate la lista dei film interessanti si affievolisce miseramente e così anche i contenuti da postare...in ogni caso l'assenza si prolungherà a lungo perchè sto per partire per Paris e londraaaaaaa(a dirle di seguito mi sembra impossibile che si reale)e prenderò una lunga pausa dalla tecnologia...i wish you happy summer holidays...see you on 18 august!!!
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