Lui, lei, l'altro: per quanto irregolare e imprevedibile possa essere la sua forma, il triangolo schiera i suoi vertici sullo scacchiere sentimentale esattamente nel modo in cui ci saremmo aspettati, senza lasciare nulla al caso e riempiendo attese e speranze disilluse di lacrime e sospiri. A divenire più interessante delle storia stessa e del chi e del quando è allora l'involucro che la avvolge, il ricamo di colori e sfumature che a ragione di un particolare contesto storico, ideologico e sociale complica e arricchisce l'apparentemente semplice vicenda dei nostri innamorati rendendola il più prezioso dei pezzi unici, un oggetto da maneggiare con cura e da vedere e rivedere, per ammirarne al meglio ogni singolo dettaglio: è questa l'operazione di accurata cesellatura che Patrice Leconte compie per Una Promessa(A Promise, o Une Promesse volendo tener fede alla nazionalità del suo regista), presentato al Festival di Venezia 2013 e giunto nelle nostre sale con "appena" un anno di ritardo.
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