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domenica 5 marzo 2017

Arrival


"Despite knowing the journey and where it leads... I embrace it. And I welcome every moment of it."


Una finestra di pace che guarda sul mare, incorniciata su un tramonto azzurro con l'acqua che tutto lava e tutto ritorna, una bambina che nasce e che cresce imparando ad amare il mondo e la vita che ha ricevuto, sotto gli occhi felici della mamma che non l'avrebbe mai lasciata: più che ai classici della fantascienza, le prime immagini di Arrival di Denis Villeneuve sembrano guardare a La Sottile Linea Rossa e The Tree of Life di Terrence Malick, decodificandone la struggente bellezza visiva in un film che ne raccoglie il messaggio con straordinaria sincerità e candore, ma senza inciampare nella trappola di autocompiacimento di cui soffrono meccanismi autoriali ormai consolidati.

domenica 2 agosto 2015

Ex Machina



"I am become death, The Destroyer of Worlds."

Uomo contro macchina, carne contro circuiti, intelligenza contro intelligenza: può una creazione artificiale pensare e sentire come un essere umano al punto di farci dimenticare la sua fallibilità? L'argomento è tutt'altro che nuovo e strizzando l'occhio alla grande letteratura di fantascienza del Novecento il cinema l'ha sempre portato avanti con la giusta ironia, malinconia e tragicità, ma l'abilità nel mescolare gli ingredienti della formula in modo da dialogare col presente senza portare in sala pezzi vecchi e arrugginiti è l'unico metro davvero degno di nota, per valutare il lavoro di chi desideri andare ben oltre una calligrafica esposizione delle tre leggi della robotica di Asimov.

Nel caso di Ex Machina, debutto alla regia dello sceneggiatore veterano di Danny Boyle Alex Garland (28 giorni dopo, Sunshine, il bistrattatissimo The Beach), c'erano ben pochi dubbi che il risultato sarebbe stato degno di attenzione: stiamo parlando dell'uomo che ha adattato per il grande schermo quel capolavoro dimenticato che è Never Let Me Go di Mark Romanek, esempio eccellente di come la fantascienza "normale" possa colpire al cuore e straziarlo con una violenza ben maggiore di quella scatenata da un esercito di chiassose astronavi inferocite.

mercoledì 14 agosto 2013

Welcome Back!


Dear Ladies and Gentlemen, 
come state passando questo lunga estate caldissima? Siete fuggiti a Grande Inverno per evitare le torride temperature o avete preferito il caro vecchio mare? Io sono scappata in Olanda, paese così meraviglioso che a pochi giorni dal rientro in patria mi sembra che tutto sia stato davvero nient'altro che un bellissimo sogno.

Nell'attesa di raccontarvi di più su alcune meravigliose sorprese cinefile in cui mi sono per puro caso imbattuta nella Terra delle Biciclette ( una sola parola..PIXAR!) volevo dirvi che un estratto della mia recensione su Star Trek into Darkness è stato pubblicato su Best Movie di Agosto! Quindi mi raccomando, portate con voi sotto l'ombrellone le vostre riviste di cinema preferite e ricordatevi che a pagina 100 di Best Movie potrete trovare la sottoscritta ( il cognome è stato battuto erroneamente, ma sono sempre io, la sola e unica!).

Buon Ferragosto a tutti e che il cinema sia con voi! 

mercoledì 3 luglio 2013

Star Trek Into Darkness




"Is there anything you would not do for your family?"

Accostarsi a un universo dal culto tanto radicato come Star Trek passando esclusivamente per i Reboot di J.J. Abrams sembrerà un sacrilegio ai tanti Trekker che da tempo immemore coltivano la passione per le avventure dei personaggi nati dalla serie tv di Gene Roddenberry: solo i profondi conoscitori dell'opera originale saranno effettivamente in grado di individuare ogni omaggio e citazione, infedeltà e tradimento, luminosa trovata o cocente delusione, avendo ben chiaro nella memoria il ricordo di un fenomeno che, per il tempo in cui venne concepito, funzionava già alla perfezione.

Se però l'amore per ciò che è stato rischia in certi casi di trasformarsi nello scudo che pretende di respingere persino i pregi di un buon lavoro di attualizzazione, il cinema è uno strumento dalla fruibilità tanto immediata da aprire le porte delle sale a ogni spettatore senza discriminazioni e pregiudizi, lasciando che anche i neofiti possano iniziare il viaggio e tuffarsi in una galassia sconosciuta: chi scrive è approdato alla visione di Star Trek Into Darkness, sequel del fortunato e riuscito reboot del franchise datato 2009,  per motivi poco utili alla causa spaziale e sapendone piuttosto poco della serie madre ( va dove ti porta il bisogno di vedere la performance di un attore potrebbe diventare il mio nuovo motto di vita), ma ciò non toglie che visto con occhi meramente cinematografici e non come il riflesso di un lontano passato l'ultima fatica di J.J. Abrams sia una giostra divertente e mozzafiato dalla quale non vorresti più scendere, capace di mixare senza forzature l'elevatissima domanda di azione con un'attenta e mai scontata crescita dei personaggi regalandoci quello che a buon diritto può definirsi uno dei blockbuster più belli e riusciti della stagione.

venerdì 22 luglio 2011

the adjustment bureau


"Most people live life on the path we set for them. Too afraid to explore any other. But once in a while people like you come along and knock down all the obstacles we put in your way. People who realize free will is a gift, you'll never know how to use until you fight for it. I think that's The Chairman's real plan. And maybe, one day, we won't write the plan. You will."


Siamo davvero padroni del nostro destino?è possibile che le scelte che crediamo di aver tracciato con indipendenza in realtà stiano solo seguendo la mappatura di un piano già scritto e immodificabile? Domande senza risposta che non suonano affatto nuove e che abbiamo già sentito tante volte, ma che in quel grande mistero che è l'esistenza, fatta di strane coincidenze e meccanismi indecifrabili, difficilmente passeranno mai di moda. 


Ispirato dal sempreverde Philip Dick, uno degli scrittori di fantascienza più saccheggiato della storia del cinema(Blade Runner, Minority Report per citarne alcuni),con "i guardiani del destino"(the adjustement bureau) l'esordiente George Nolfi omaggia e rievoca una delle più affascinanti e inquietanti soluzioni proposta dalla Sci-fi: un'umanità incapace di gestirsi e camminare con le proprie gambe, che ha approfittato dell'unico momento di libertà concessole dal fato ( straordinario il monologo di Terence Stamp nel ruolo di Thompson) poco prima del conflitto mondiale per devastare sé stessa; inevitabile quindi il ritorno al passato, di nuovo costantemente guidata da quel "Presidente" che attraverso schiere di eminenze grigie armate di agenda e cappello dirige ogni singola nostra azione, dal momento giusto per prendere un autobus a quello per versare un caffè, perché anche il più piccolo dettaglio se diverso da ciò che è stato scritto può cambiare la storia in modo irreparabile.
Scoperta la verità per una semplice disattenzione (voluta?) da parte del team, in realtà poco interessa delle dinamiche e delle ragioni del processo in sé stesso ai protagonisti David ed Elise: l'unica cosa veramente importante è stare insieme, vivere un amore capace di sfidare ogni variabile  che si rivela così forte da non accettare mai la resa nemmeno davanti al tempo, a Dio e ai progetti del cosmo.

è in questo struggente e romantico sentimento, culminante in una fuga mozzafiato per le strade di una New York sospesa e surreale attraverso passaggi dimensionali celati dietro porte inosservate, che la pellicola trova tutta la sua freschezza: in stato di grazia, Matt Damon tiene forte la mano di Emily Blunt correndo verso la libertà, finchè finalmente non verrà concesso il sopravvento al libero arbitrio e il piano finirà per cambiare: forse esiste davvero un disegno incomprensibile e non ci rendiamo conto di essere troppo deboli per avere la forza di modificarlo, ma una semplice scelta d'amore può essere  un'arma vincente. E non solo al cinema.

Free will

"David Norris: Whatever happened to free will?
Thompson: We actually tried free will before. After taking you from hunting and gathering to the height of the Roman empire, we stepped back to see how you'd do on your own. You gave us the dark ages for five centuries until finally we decided we should come back in. The Chairman thought that maybe we just needed to do a better job with teaching you how to ride a bike before taking the training wheels off again. So we gave you raised hopes, enlightment, scientific revolution. For six hundred years we taught you to control your impulses with reason. Then in nineteen ten, we stepped back. Within fifty years you'd brought us world war one, the depression, fascism, the holocaust and capped it off by bringing the entire planet to the brink of destruction in the Cuba missile crisis. At that point the decision was taken to step back in again before you did something that even we couldn't fix."



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