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martedì 3 gennaio 2017

Sherlock 4x01: The Six Thatchers


Dopo due anni di iato e di hype alle stelle (l'apporto dato dallo speciale natalizio alla progressione della trama orizzontale non è stato irrilevante ma comunque minimale), Sherlock è finalmente tornato in onda sulla BBC e di riflesso, appena 24 ore dopo la messa in onda, reso disponibile con tempismo ammirevole sull'ormai amatissima piattaforma di Netflix: Martin Freeman e Benedict Cumberbatch hanno visto volare alto le loro carriere, la febbre scatenata dalla serie di Steven Moffat e Mark Gatiss è passata da tempo lasciando il posto a nuove e più fresche mode televisive, ma il nostro amore nei confronti del grande Detective e dell'adattamento contemporaneo e pur leale verso il Canone delle sue storie non è mai venuto meno; scritto da Mark Gatiss, incaricato ancora una volta di risvegliare i personaggi creati da Sir Arthur Conan Doyle dal loro lungo sonno, The Six Thatchers si ancora saldamente allo spunto letterario dell'avventura dei Sei Napoleoni intrecciandola a un plot originale e necessario (era difficile immaginare che gli eventi di A.G.R.A. rimanessero silenti ancora a lungo), cucito il più possibile addosso a quei personaggi che non potevano e non dovevano restare gli stessi individui conosciuti all'epoca di a Study in Pink.

domenica 3 gennaio 2016

Sherlock Christmas Special: The Abominable Bride



"We all have a past, Watson. Ghosts. They're the shadows that define our every sunny day."

"Il mio nome è Sherlock Holmes è l'indirizzo è 221B, Baker Street": l'iconica frase che ha segnato l'inizio del sodalizio immortale fra Sherlock Holmes e  JohnWatson e che abbiamo imparato ad associare con così tanta facilità ai moderni corridoi del Barts Hospital ritrova il suo naturale setting vittoriano grazie allo speciale natalizio di Sherlock, la celeberrima serie BBC creata da Steven Moffat e Mark Gatiss.

Ambientato nella Londra del 1895, The Abominable Bride apre le danze con una sigla old fashion per rivestire tutti i personaggi (dai protagonisti letterari a quelli divenuti canon nella serie) della rigida moda di fine diciannovesimo secolo: armato di pipa e deerstalker ma privo degli arruffati ricci del suo gemello contemporaneo, Sherlock ha la flemma e la compostezza di un novello Jeremy Brett (storico Holmes televisivo) mentre il fedele John racconta le avventure vissute con l'amico sullo Strand (dove venivano pubblicati i racconti di Sir Arthur Conan Doyle in persona) completo di baffi ed bombetta, condividendo con Holmes quella parte di cuore che il Grande Detective sembrerebbe voler dimenticare; persino lo Speedy Cafe, divenuto meta di pellegrinaggio in questi anni per ogni vero Sherlock fan che si ritrovi a passare per la capitale britannica, fa la sua comparsa nelle vesti di una tradizionalissima sala da tè.

mercoledì 22 gennaio 2014

Sherlock complete series 3


Appena 12 giorni e via: la terza serie di Sherlock è arrivata e si è conclusa in un lampo lasciando alcuni insoddisfatti e delusi, altri assolutamente estasiati e ansiosi come non mai di riprendere la corsa il più presto possibile.

A dividere è la stata soprattutto la scelta dei Gran Maestri Moffat e Gatiss di pressare in modo definitivo sull'umanizzazione di Sherlock Holmes, usando la Reichenbach Fall per scoperchiare il vaso di Pandora che avrebbe ucciso l'eroe infallibile e riportato in vita il semplice uomo: la grande amicizia con John Watson( e qui crediamo sul serio, ma senza pregiudizi, che solo di amicizia si tratti) ha scatenato un ribaltamento di prospettive del tutto inedito per il personaggio, diventando una luce alla fine del tunnel troppo forte da poter essere ignorata.
In gioco c'è la vulnerabilità di Sherlock, ma anche una certa tenerezza, goffaggine e incoscienza nel modo in cui tenta disperatamente di fare la cosa giusta per la felicità delle persone che ama, che si tratti di sconfiggere un nemico insidioso o di partecipare attivamente a un evento "normale" e mondanissimo come un matrimonio, diventando finalmente "not just a Great Man but a Good One," per dirla con le parole di Lestrade.

Avete sentito la mancanza delle investigazioni e pensiate che sia stato dato troppo spazio ai personaggi? è legittimo e il gusto personale non si discute, anche se ripensando agli episodi delle annate precedenti non mi sembra che la ricchezza dell'aspetto crime sia mai stata il vero punto forte della serie ( A Study in Pink, The Blind Banker, The Hounds of Baskerville rientrano tutti in questo schema) e neppure del Canone stesso, dove la maggior parte dei casi sono tutt'altro che intricatissimi.

Non vi è piaciuta l'evoluzione voluta dagli autori per il nostro Sherlock? è legittimo anche questo e nemmeno così sorprendente, considerando che Douglas Wilmer, storico interprete di Holmes in una versione firmata negli anni 60' dalla BBC, a suo tempo ricevette persino delle lettere di protesta per aver compromesso il suo personaggio concedendogli una risata: è curioso scoprire come alcuni fan di Holmes siano sempre stati legati al loro beniamino al punto da cercare di proteggerlo persino da sé stesso perchè spaventati al pensiero di non riuscire più a riconoscerlo, ma laddove la crescita e il cambiamento di Sherlock Holmes possano sembrare una battuta d'arresto io la vedo piuttosto come l'opportunità di restituire nuova vita, in un percorso ardito ma coerente, a un personaggio letterario tanto moderno da poter abbracciare senza difficoltà il mondo dei suoi attuali lettori.

Forse non saremo mai d'accordo sull'argomento e nessuno pretende il contrario ( altrimenti che gusto ci sarebbe a litigare allegramente? Let's have fun!), ma amo troppo Sherlock per non tesserne le lodi e difenderlo (per me meritatamente, se no non staremmo qui) in ogni modo possibile.

Prima di lasciarvi coi link delle singole recensioni che ho scritto per gli episodi della terza serie, chiudo il mio papiro con una sentenza abbastanza definitiva: per qualità del comparto tecnico, della scrittura e delle prove attoriali, Sherlock resta una delle cose migliori che abbia mai visto sul piccolo schermo. Potreste obiettare che non ho mai seguito Breaking Bad e che ho rimosso il ricordo di Lost, ma che ci volete fare, il mio mind palace è sempre stato molto ma molto British.

Bonus: una foto imperdibile con due Sherlock Holmes al prezzo di uno da salvare e conservare FOR POSTERITY ( no, Johnny Lee Miller is not on my list)


§


3x01: The Empty Hearse




mercoledì 15 gennaio 2014

Sherlock 3x03: His Last Vow




Certi personaggi di finzione riescono ad essere sé stessi solo rimanendo immutabili, altri trovano la forza di rischiare affidando alla clemenza del pubblico una diversa versione della storia, altrettanto degna di essere raccontata: che il cuore della terza serie di Sherlock fosse un indagine a tutto tondo sull'incredibile evoluzione del suo protagonista era ormai evidente, ma His Last Vow ha definitivamente confermato quanto il percorso dell'Uomo sia sempre stato molto più interessante e straordinario di quello del Detective.

mercoledì 8 gennaio 2014

Sherlock 3x02: The Sign of Three



Che Succede a Sherlock? Col suo tono leggero e umoristico, il secondo episodio della terza serie The Sign of Three ha senza dubbio spiazzato molti fan preoccupati dalla prospettiva di un imperdonabile crollo qualitativo in relazione allo sviluppo della trama e dei personaggi, ma noi non siamo dello stesso parere.

Sherlock Holmes è un fine osservatore e conoscitore dei segreti che si nascondono nel labirinto della mente, ma c'è una materia che è sempre stata al di là delle sue competenze: il sentimento, quel calore umano che intreccia i fili delle nostre vite a quelle degli altri e che minaccia la nostra capacità di giudizio è qualcosa che Holmes aveva sempre respinto con decisione, ma l'amicizia costruita con John Watson nel corso degli anni e sopravvissuta persino a due lunghi anni di bugie, è riuscita a realizzare l'impossibile.

venerdì 3 gennaio 2014

Sherlock 3x01: The Empty Hearse



"Oh Please, Killing me, That's so Two Years Ago."


Nel giro di 2 interminabili anni di iato, Sherlock ha attraversato la linea che separa uno show di successo da un vero e proprio fenomeno mondiale: scritto da Mark Gatiss, il primo episodio della terza serie The Empty Hearse riesce comunque a non soccombere sotto il peso delle aspettative sfruttandolo piuttosto a suo vantaggio, per chiamare in causa proprio gli stessi spettatori che hanno regalato alla serie fama e fortuna.

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