"You always Hurt the Ones You Love" è il titolo del primo episodio di Manhattan, serie tv a sfondo storico e secondo prodotto originale del canale americano WGN: la certezza di ferire le persone amate suona come un comandamento ineluttabile e necessario, nel Deserto di Los Alamos dove in piena Seconda Guerra Mondiale alcune fra le menti più brillanti degli States e non solo vennero reclutate in gran segreto per lavorare ad un "gadget" in grado di decidere l'esito del Conflitto e il destino del mondo intero.
Visualizzazione post con etichetta olivia williams. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta olivia williams. Mostra tutti i post
martedì 29 luglio 2014
lunedì 18 marzo 2013
Anna Karenina
"You Can't Ask Why About Love"
La grande letteratura è sempre terreno fertile per nuovi adattamenti cinematografici, ma data la notorietà del materiale di partenza l'esigenza di creare qualcosa di nuovo che possa parlare alle nuove generazioni senza tradire lo spirito dell'opera originale è più pressante che mai: a Joe Wright, che ci piace ricordare come il regista di Orgoglio e Pregiudizio(Pride and Prejudice) ed Espiazione(Atonement) piuttosto che di Hanna e The Soloist, la sfida deve essere sembrata ordinaria amministrazione quando dopo una non riuscitissima parentesi nella modernità ha finalmente deciso di tornare alla filmografia in costume che gli aveva regalato tante soddisfazioni con l'Anna Karenina di Tolstoj.
Non contento di doversi già misurare con la complessità di un'opera iconica, Wright ha scelto di portare allo stremo la ricerca della forma perfetta trascinando la sceneggiatura di Tom Stoppard (Rosencrantz e Guilderstern sono morti, Shakespeare in love, Parade's End), ab origine concepita per un più canonico adattamento, dentro a un vecchio teatro di posa eletto a simbolo dell'ipocrisia e della falsità della buona società moscovita; a guidare i protagonisti nella gabbia dorata in cui vivono costantemente rinchiusi troviamo ancora una volta Keira Knightley, scesa dal treno della non proprio memorabile Sabina Spielrein di A Dangerous Method per salire su quello dell'infelice e sventurata eroina russa.
Etichette:
Aaron Johnson,
alicia vikander,
anna karenina,
domhnall gleeson,
jude law,
kelly mcdonald,
Knightley,
marianelli,
matthew macfadyen,
michelle dockery,
olivia williams,
recensionis,
russia,
ruth wilson,
wright
giovedì 5 aprile 2012
Peter Pan
"I do believe in fairies, I do! I do!"
Tutti i bambini, salvo uno, crescono: la storia di Peter Pan, primo e forse vero unico mito del ventesimo secolo, ha conosciuto fra grande e piccolo schermo un'infinità di trasposizioni, ma solo poche possono davvero vantare la giusta fedeltà all'opera originale; una di queste, l'ultima realizzata finora, è senza dubbio la versione firmata nel 2003 da P. J. Hogan(il matrimonio del mio migliore amico), che raccoglie senza esitazione l'eredità del personaggio creato dalla magica penna di James Matthew Barrie.
Senza dimenticare il passato ma egualmente determinato a perseguire una propria e indipendente visione, Hogan riesce nell'impresa di raccontare le arcinote avventure del bambino che non voleva crescere come se le stessimo vedendo per la prima volta, complice una straordinaria resa visiva e una caratterizzazione dei personaggi che non ha timore di scavare in profondità, restituendo alla più incantevole delle fiabe la metafora dell'arduo e difficile cammino verso l'età adulta.
Iscriviti a:
Post (Atom)






