mercoledì 30 marzo 2016
Vikings 4x06: What Might Have Been
lunedì 21 marzo 2016
Vikings 4x05: Promised
La notizia del rinnovo di Vikings per una quinta stagione da 20 episodi non ci coglie certo di sorpresa: la serie scritta da Michael Hirst ha successo e continua ad essere molto amata, prima serie originale di History Channel e indiscusso successo di un canale che ha avuto la forza di rischiare con un prodotto in grado di mixare col giusto equilibrio intrigo, avventura e ricostruzione storica: giunti al quinto episodio della quarta stagione non possiamo però evitare di domandarci se la scelta di raddoppiare l'arco della serie sia stata effettivamente saggia, considerando quanto questo stia costando a una lenta progressione degli eventi e del percorso personalissimo dei singoli personaggi.
domenica 13 marzo 2016
Vikings 4x04: Yol
Resistere al cambiamento e al sincretismo fra culture, incoraggiare le tradizioni degli antenati e non smarrire mai la propria via verso un destino di grandezza già scritto: con lo spettacolare rituale per il Solstizio D'inverno, il quarto episodio di Vikings continua a giocare con lo scontro fra culture ma in modo meno marcato che in passato, quasi consapevole che prima o poi, che Ragnar sopravviva o meno, la sacralità di quella civiltà vichinga che tanto abbiamo imparato ad amare finirà per lentamente svanire e collassare sotto il peso del cristianesimo e delle brame di conquista di altri uomini.giovedì 10 marzo 2016
Poet's Corner No. 29
When weary with the long day's care,
And earthly change from pain to pain,
And lost, and ready to despair,
Thy kind voice calls me back again:
Oh, my true friend! I am not lone,
While then canst speak with such a tone!
So hopeless is the world without;
The world within I doubly prize;
Thy world, where guile, and hate, and doubt,
And cold suspicion never rise;
Where thou, and I, and Liberty,
Have undisputed sovereignty.
What matters it, that all around
Danger, and guilt, and darkness lie,
If but within our bosom's bound
We hold a bright, untroubled sky,
Warm with ten thousand mingled rays
Of suns that know no winter days?
Reason, indeed, may oft complain
For Nature's sad reality,
And tell the suffering heart how vain
Its cherished dreams must always be;
And Truth may rudely trample down
The flowers of Fancy, newly-blown:
But thou art ever there, to bring
The hovering vision back, and breathe
New glories o'er the blighted spring,
And call a lovelier Life from Death.
And whisper, with a voice divine,
Of real worlds, as bright as thine.
I trust not to thy phantom bliss,
Yet, still, in evening's quiet hour,
With never-failing thankfulness,
I welcome thee, Benignant Power;
Sure solacer of human cares,
And sweeter hope, when hope despairs!
To Imagination
Emily Brontë
martedì 8 marzo 2016
Vikings 4x03: Mercy
Pietà, pietà, pietà: un'invocazione semplice, conosciuta al cristianesimo ma difficilmente comprensibile per uomini pagani e abituati ad affermare con la forza la propria supremazia, senza lasciarsi sopraffare da sentimenti che potrebbero rallentare la capacità di un grande guerriero di dimostrare il suo valore: il terzo episodio della quarta stagione di Vikings intitolato Mercy ricollega il destino di Ragnar a quello di Re Ecbert sotto la luce di un ricordo la cui fiamma è ancora viva nella memoria di entrambi, sovrani ambiziosi e spesso crudeli ma incredibilmente affascinati dall'energia positiva della conoscenza incarnata dal personaggio di Athelstan.
mercoledì 2 marzo 2016
Brie Larson, una nuova stella per il sogno americano
La magica notte di Leonardo DiCaprio, ma anche quella di Brie Larson: avvolta in un semplice e leggiadro abito blu navy impreziosito da una cintura di preziosi e da un'acconciatura sobria ma elegante, la radiosa protagonista di Room ha ritirato il suo primo Oscar da attrice protagonista, un riconoscimento giunto alla sua sua prima nomination e sin dall'inizio dato per scontato, ma non per questo meno meritato grazie alla straordinaria performance dell'attrice nei panni della giovane madre Joy Newsone.
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domenica 28 febbraio 2016
The Revenant vs Steve Jobs: fra fiumi di parole e sovrumani silenzi, nel bel mezzo di un gelido inverno
"Qualsiasi racconto tradizionale di argomento religioso o eroico, nel quale i fatti e i personaggi, sia immaginari sia desunti dalla storia (ma soggetti in questo caso a un’amplificazione fantastica che altera il dato storico), sono in genere collegati con luoghi e tempi determinati": dritta dritta dalla Treccani, questa definizione di leggenda si mette ben volentieri a servizio del mezzo cinematografico e dei suoi snodabili strumenti per consacrare il racconto di due uomini le cui vite sono state unite sotto la corona d'alloro del mito anche se per ragioni completamente differenti; Hugh Glass, guida delle montagne il cui spirito è rimasto intrappolato fra i ghiacci di un America dimenticata da Dio e dall'umanità stessa, e Steve Jobs, stella del ventesimo secolo strappata via alla vita troppo presto per non diventare un'icona assoluta da venerare, pronto ad ispirare tanti giovani col suo stay hungry stay foolish e a tenere viva la fiamma del proprio estro con tutta l'energia e ostinazione di chi è certo di avere sempre la vittoria in tasca.
Interpretati sul grande schermo rispettivamente da Leonardo Di Caprio in The Revenant e da Michael Fassbender in Steve Jobs, i nostri due protagonisti sono talmente distanti e polari che accostarli sembrerebbe un azzardo troppo grande e insostenibile: eppure, lasciando da parte la corsa all'Oscar e il duello che vedrà probabilmente trionfare DiCaprio dopo anni di prese in giro e cocenti delusioni (nessuno degli altri candidati, Fassbender a parte, è davvero in grado di contrastarlo quest'anno nella corsa alla statuetta) è la stessa leggenda e la sua capacità di vivere attraverso il potere del racconto, orale e scritto prima, cinematografico poi, a trasfigurare le loro vite e a prestarle al grande schermo per una trasposizione che sappia rendere loro la giustizia che meritano, consegnando il proprio lascito alla clemenza della nostra memoria e alla naturale deformazione che l' immaginazione non può fare a meno di produrre.
venerdì 19 febbraio 2016
Vikings 4x01: A Good Treason
Amore coniugale, amore filiale, amore fra amici e amore fra fratelli: ogni possibile declinazione del sentimento sembra destinata a soccombere miseramente nella premiere della quarta stagione di Vikings, che col suo titolo A Good Treason guarda alle spregevoli intenzioni dei personaggi con l'indulgenza con cui ogni traditore, avendo a cuore il proprio interesse e la necessità di sacrificare tutto alla sua ultima giustizia, prova a salvare sè stesso.mercoledì 17 febbraio 2016
Poet's Corner No. 28
Dans le vieux parc solitaire et glacé
Deux formes ont tout à l'heure passé.
Leurs yeux sont morts et leurs lèvres sont molles,
Et l'on entend à peine leurs paroles.
Dans le vieux parc solitaire et glacé
Deux spectres ont évoqué le passé.
- Te souvient-il de notre extase ancienne ?
- Pourquoi voulez-vous donc qu'il m'en souvienne ?
- Ton coeur bat-il toujours à mon seul nom ?
Toujours vois-tu mon âme en rêve? - Non.
Ah ! les beaux jours de bonheur indicible
Où nous joignions nos bouches ! - C'est possible.
- Qu'il était bleu, le ciel, et grand, l'espoir !
- L'espoir a fui, vaincu, vers le ciel noir.
Tels ils marchaient dans les avoines folles,
Et la nuit seule entendit leurs paroles.
§§§
Nel vecchio parco solitario e ghiacciato
due figure poco fa sono passate.
Spenti hanno gli occhi, le labbra senza lena
e le loro parole s'odono appena.
Nel vecchio parco solitario e ghiacciato
due fantasmi hanno evocato il passato.
- Ricordi la nostra estasi d'un tempo?
- Perché mai volete che mi torni in mente?
- Ti batte ancora il cuore al solo mio nome?
Vedi ancora in sogno la mia anima? - No.
Ah! i bei giorni di felicità indicibile
che univamo le nostre bocche! - È possibile.
- Che cielo azzurro, che speranza infinita!
- Sconfitta, verso il cielo nero è fuggita.
Così andavano per le avene incolte,
le loro parole udì solo la notte.
Paul Verlaine
Colloque sentimental
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