Alto, magro, zigomi taglienti e occhi sottili, un volto che sembra mischiare presunzione, riservatezza, ingenuità e tenerezza tutte britanniche: in questi giorni su Netflix nel ruolo di un giovane Principe Filippo nello splendido The Crown firmato da Peter Morgan, Matt Smith è uno di quegli attori inglesi di pregio riusciti nell'impresa di trovare la notorietà grazie a un ruolo di primo piano in una serie BBC, trampolino di lancio per spiccare il volo e fare conoscere la promessa del proprio talento senza mai timore di cimentarsi in nuovi e spigolosi progetti.
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martedì 13 dicembre 2016
Matt Smith: breve storia di un signore del tempo
Alto, magro, zigomi taglienti e occhi sottili, un volto che sembra mischiare presunzione, riservatezza, ingenuità e tenerezza tutte britanniche: in questi giorni su Netflix nel ruolo di un giovane Principe Filippo nello splendido The Crown firmato da Peter Morgan, Matt Smith è uno di quegli attori inglesi di pregio riusciti nell'impresa di trovare la notorietà grazie a un ruolo di primo piano in una serie BBC, trampolino di lancio per spiccare il volo e fare conoscere la promessa del proprio talento senza mai timore di cimentarsi in nuovi e spigolosi progetti.
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martedì 15 novembre 2016
Victoria
Riempire il vuoto lasciato da Downton Abbey, la serie di Julian Fellowes che ha chiuso i battenti l'anno scorso con un finale gioioso privandoci dell'affetto della famiglia Crawley e di tutti i suoi domestici era un'impresa difficile per il pubblico tanto quanto per il canale britannico ITV, rimasto orfano di uno dei prodotti di maggior successo della sua storia.
Per recuperare una situazione d'emergenza straordinaria occorreva allora l'aiuto di una personalità straordinaria, capace di sposare la propria fragilità e umanità ai canoni del period drama per darci l'opportunità di sognare ad occhi aperti la domenica sera fra balli di corte, intrighi e crinoline: ecco allora arrivare a prendere possesso del suo trono Victoria, la regina che nell'arco di uno dei regni più longevi vantati dalla monarchia britannica (il suo record è stato recentemente battuto dall'attuale Elisabetta II) ha battezzato un'intera Epoca e accompagnato a piccoli passi la transizione del Regno Unito verso la Modernità.
Un periodo ricco di ambivalenze e contraddizioni, che all'autrice del Serial Daisy Goodwyn interessano però relativamente e solo in funzione dei cambiamenti esercitati sulle personalità dei suoi personaggi e più che mai sulla Regina stessa: al centro del racconto regna incontrata la giovanissima Victoria di Hannover, appena diciottenne quando lo Zio William IV muore lasciandole la corona dopo un Regno poco idilliaco e rapidamente archiviato.
lunedì 14 novembre 2016
The Crown
"Uneasy lies the head that wears a crown." (Henry IV, part II, William Shakespeare)
"La corona deve vincere, deve sempre vincere": non importa quanti sacrifici vengano chiesti alle ambizioni e ai desideri del singolo, non importa quali capacità, inclinazioni o debolezze vadano a definire il carattere di chi sarà suo malgrado chiamato a raccogliere l'eredità del potere; la corona è un'istituzione radicata con secoli di storia che va preservata a qualunque costo e con qualsiasi mezzo, il prestigioso cerchio dorato dove ogni gemma incastonata deve brillare solo ed esclusivamente per servire ad uno scopo più alto.
Mentre la bufera della Brexit ci porta a interrogarci con insistenza sull'indole di un popolo che ha sempre difeso la propria indipendenza e tradizioni con orgoglio e una punta di egoismo non indifferente, Netflix si ritrova fortuitamente a cavalcare l'onda di una britannicità misteriosa e ancora tutta da scoprire con The Crown, serie tv in 10 episodi che racconta i primi anni di Regno di sua Maestà la Regina Elisabetta II: il filtro implacabile e mai indulgente verso i protagonisti è quello della penna di Peter Morgan, già sceneggiatore di The Queen di Stephen Frears e dello spettacolo teatrale The Audience, entrambi dedicati alla Sovrana e interpretati da Helen Mirren.
giovedì 10 marzo 2016
Poet's Corner No. 29
When weary with the long day's care,
And earthly change from pain to pain,
And lost, and ready to despair,
Thy kind voice calls me back again:
Oh, my true friend! I am not lone,
While then canst speak with such a tone!
So hopeless is the world without;
The world within I doubly prize;
Thy world, where guile, and hate, and doubt,
And cold suspicion never rise;
Where thou, and I, and Liberty,
Have undisputed sovereignty.
What matters it, that all around
Danger, and guilt, and darkness lie,
If but within our bosom's bound
We hold a bright, untroubled sky,
Warm with ten thousand mingled rays
Of suns that know no winter days?
Reason, indeed, may oft complain
For Nature's sad reality,
And tell the suffering heart how vain
Its cherished dreams must always be;
And Truth may rudely trample down
The flowers of Fancy, newly-blown:
But thou art ever there, to bring
The hovering vision back, and breathe
New glories o'er the blighted spring,
And call a lovelier Life from Death.
And whisper, with a voice divine,
Of real worlds, as bright as thine.
I trust not to thy phantom bliss,
Yet, still, in evening's quiet hour,
With never-failing thankfulness,
I welcome thee, Benignant Power;
Sure solacer of human cares,
And sweeter hope, when hope despairs!
To Imagination
Emily Brontë
martedì 1 dicembre 2015
Suffragette
"Never Surrender, never give up The Fight."
Mogli, figlie, madri, lavoratrici, casalinghe: sempre dietro a un'etichetta, un ruolo da interpretare nel migliore dei modi possibili, di epoca in epoca e di progresso in progresso, nella triste consapevolezza che il peso della scelta non sarà mai lieve: perchè alla donna verrà sempre chiesto di scegliere, di frammentare il proprio tempo di fronte a un bivio pronto a testarne costantemente volontà e ambizione, di provare ad avere tutto inghiottendo il boccone amaro del sacrificio o restare ben piantata su un unico e pur ripido sentiero, di pesare il peso trascorso lontano dal marito e dai figli con un lavoro degno di essere chiamato tale o dedicarsi interamente a una carriera che la veda concorrere con opportunità pari per mansioni e retribuzione a quelle di un qualsiasi uomo, di avere 2, 3, 10 figli o di non averne affatto senza doversi giustificare sul cosa significhi o non significhi essere donna; se nulla ha potuto e mai potrà la Storia contro lo strazio della scelta e le sue conseguenze, è piuttosto il diritto stesso di scegliere, la libertà di essere padrone della propria esistenza come esseri umani e non in qualità di fattrici provette o figurini ubbidienti, di essere amate e non mercificate da doti cospicue o misere fortune, ad essere la conquista più sacra e preziosa alla quale ogni donna possa aspirare.
Vecchio di neanche un secolo per la maggior parte dei paesi occidentali e ancora un'utopia per tantissime, troppe donne nel mondo, il suffragio universale è solo uno dei tanti successi strappati con le unghie e con i denti ad una piramide sociale retta da secoli e secoli di compiacente cecità e polvere, ma ingombrante quanto basta per scoperchiare il vaso di Pandora di un Femminismo per cui oggi sembra più facile riempirsi la bocca su internet piuttosto che cercare di comprendere e agire; per tornare alle origini e raccontare la lotta delle donne per la conquista del diritto di voto nell'Inghilterra del primo 900', la regista Sarah Gavron ha scelto col suo Suffragette la via della sorellanza senza quartiere, affiancando la sceneggiatura di Abi Morgan (per nulla nuova ai ritratti di donne inaffondabili dopo la serie tv The Hour, The Invisible Woman e The Iron Lady)a un team di Attrici di primo ordine pronte a incarnare volti di ogni estrazione, pronte a minare i binari delle loro tranquille esistenze in nome di un obiettivo divenuto troppo importante per poter essere messo a tacere.
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sabato 31 ottobre 2015
Poet's corner No. 27
'Tis " the witching time of night",
Orbed is the moon and bright,
And the stars they glisten, glisten,
Seeming with bright eyes to listen —
For what listen they?
For a song and for a charm,
See they glisten in alarm,
And the moon is waxing warm
To hear what I shall say.
Moon! keep wide thy golden ears —
Hearken, stars! and hearken, spheres!
Hearken, thou eternal sky!
I sing an infant's lullaby,
A pretty lullaby.
Listen, listen, listen, listen,
Glisten, glisten, glisten, glisten,
And hear my lullaby!
Though the rushes that will make
Its cradle still are in the lake;
Though the linen then that will be
Its swathe, is on the cotton tree;
Though the woollen that will keep
It warm is on the silly sheep —
Listen, stars' light, listen, listen,
Glisten, glisten, glisten, glisten,
And hear my lullaby!
Child, I see thee! Child, I've found thee
Midst of the quiet all around thee!
Child, I see thee! Child, I spy thee!
And thy mother sweet is nigh thee!
Child, I know thee! Child no more,
But a Poet evermore!
See, see, the lyre, the lyre,
In a flame of fire,
Upon the little cradle's top
Flaring, flaring, flaring,
Past the eyesight's bearing.
Awake it from its sleep,
And see if it can keep
Its eyes upon the blaze —
Amaze, amaze!
It stares, it stares, it stares,
It dares what no one dares!
It lifts its little hand into the flame
Unharmed, and on the strings
Paddles a little tune, and sings,
With dumb endeavour sweetly —
Bard art thou completely!
Little child
O' th' western wild,
Bard art thou completely!
Sweetly with dumb endeavour,
A Poet now or never,
Little child
O' the western wild,
A Poet now or never!
John Keats
'Tis the Witching Time of Night
mercoledì 28 gennaio 2015
Downton Abbey complete series 5
Dan Stevens sarà anche andato a Hollywood per fare lo sparatore super figo, ma Downton Abbey ha ormai ampiamente superato il periodo del lutto: il risultato è stata una splendida quinta stagione capace di regalare luce, riscatto e momenti di grande tenerezza e commozione a tanti personaggi(Lady Edith, Lord Grantham, Mrs Hughes e Mr Carson su tutti), pur non riuscendo ad evitare di inciampare in alcune infelici ripetizioni narrative (basta guai giudiziari per i Bates, BASTA) e sgradevoli involuzioni (nel carattere di Lady Acidità/ehmvolevodire LadyMary). Dicono che la prossima serie potrebbe essere l'ultima e la cosa non potrebbe rendermi più felice(bisogna smettere di tirare la corda prima che si spezzi), ma voglio un lieto fine scritto come dio comanda e senza vuoti in sospeso per la mia famiglia aristocratica preferita, Giuliano SEI AVVERTITO. In attesa del prossimo appuntamento con Downton a settembre 2015, ecco l'elenco con tutti gli episodi da me recensiti per la quinta serie (lo so, mancano le prime due puntate che per ragioni di tempo ho dovuto saltare, ma l'introduzione alla terza puntata contiene anche un breve riassunto delle precedenti). Buona lettura Downtoniani!
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Doctor Who complete series 8
Un nuovo Dottore è sempre una sfida per ogni fan di Doctor Who. Riuscirà il nuovo attore ad essere all'altezza della mia incarnazione preferita? Come sarà il suo personaggio? Per quanto mi riguarda, l'arrivo di Peter Capaldi ha cancellato ogni paura sin dal primo episodio: pur guardando ancora a Matt Smith come al MIO Dottore, ho trovato Capaldi assolutamente perfetto nella costruzione di un protagonista per una volta irascibile e problematico, contraddittorio e meno limpido dei suoi predecessori; la sua chimica con Jenna Louise Coleman (che nonostante l'odio del cosmo qui abbiamo imparato a conoscere e amare proprio in questa stagione) non si discute ed è innegabilmente molto più forte di quella che l'attrice aveva tentato di costruire insieme a Smith.
Vi lascio qui tutte le recensioni faticosamente raccolte per questa lunga ottava stagione, per chi scrive senza dubbio una delle migliori della nuova era. Enjoy!
8x01: Deep Breath
martedì 30 dicembre 2014
Doctor Who Christmas Special: Last Christmas
"There's a horror movie called 'Alien'? That's offensive! No wonder everyone keeps invading you!"
Perchè festeggiamo il Natale? Perchè sentiamo il bisogno di riunirci coi nostri cari e trascorrere una giornata in allegria abbuffandoci e scartando pacchettini? Perchè ogni Natale potrebbe essere l'ultimo e viverlo fino in fondo è l'unico modo per tenere sempre vicina a noi una fragilissima fetta di felicità: una riflessione malinconica, che si inserisce nel christmas special di Doctor Who Last Christmas regalando momenti di grande commozione, in un episodio per lo più brillante e dall'intreccio complesso in puro stile Moffat.
Downton Abbey Christmas Special: A Moorland Holiday
È tempo di vacanze e non solo natalizie a Downton Abbey: dopo due Christmas Special ambientati fuori dal periodo delle feste si riprende finalmente la tradizione di portare l'albero di Natale nel grande salone della magione, ma non prima di aver trascorso un breve soggiorno nella residenza di caccia( per la gioia dei potteriani più vigili, le riprese si sono svolte a Alnwick Castle)di Lord Sinderby, indisponente neo suocero di Lady Rose.
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venerdì 14 novembre 2014
Doctor Who 8x12: Death in Heaven
Ogni volta è come se fosse la prima: assisti alla rigenerazione del Dottore, non sai in che modo il personaggio cambierà e che contributo il nuovo attore scelto per interpretarlo sarà in grado di dare alla serie, ti imbarchi in un'altra avventura pronto a tuffarti in un mare di incognite e a lasciarti sorprendere; anche in occasione dell'arrivo dell'ottava serie di Doctor Who i dubbi sono stati i medesimi, ma giunti all'episodio finale possiamo dire con tranquillità che Peter Capaldi è riuscito egregiamente a entrare nei panni del Dottore e che questo ciclo di episodi ha saputo non solo trovare la sua strada ma anche correggere alcune sbavature che avevano iniziato ad appesantire la firma dello showrunner Steven Moffat.Downton Abbey 5x08
Lest we forget: anche se fra caschetti alla garçonne e abiti audaci la timeline di Downton Abbey si va sempre più allontanando dalla Prima Guerra Mondiale, la serie dimostra di non aver dimenticato il suo stesso passato e onora degnamente la ricorrenza del Remembrance Day, approfittando dell'arco di un episodio finale che in attesa del Christmas Special regala serenità e conciliazione a gran parte dei protagonisti.
venerdì 7 novembre 2014
Doctor Who 8x11: Dark Water
Che succede dopo la morte? Lo spunto è difficile e senza dubbio non a misura di bambino, ma Doctor Who risponde alla sua maniera seguendo lo schema che Steven Moffat, showrunner amato e odiato, ha progettato per un episodio che dopo la relativa calma fiabesca di In the forest of the night porta con sé rivelazioni esplosive.giovedì 6 novembre 2014
venerdì 31 ottobre 2014
Poet's corner No. 22
O what can ail thee, knight at arms,
Alone and palely loitering?
The sedge has wither'd from the lake,
And no birds sing.
O What can ail thee, knight at arms,
So haggard and so woe-begone?
The squirrel's granary is full,
And the harvest's done.
I see a lily on thy brow
With anguish moist and fever dew,
And on thy cheeks a fading rose
Fast withereth too.
I met a lady in the meads,
Full beautiful, a fairy's child;
Her hair was long, her foot was light,
And her eyes were wild.
I made a garland for her head,
And bracelets too, and fragrant zone;
She look'd at me as she did love,
And made sweet moan.
I set her on my pacing steed,
And nothing else saw all day long,
For sidelong would she bend, and sing
A fairy's song.
She found me roots of relish sweet,
And honey wild, and manna dew,
And sure in language strange she said—
I love thee true.
She took me to her elfin grot,
And there she wept, and sigh'd full sore,
And there I shut her wild wild eyes
With kisses four.
And there she lulled me asleep,
And there I dream'd—Ah! woe betide!
The latest dream I ever dream'd
On the cold hill's side.
I saw pale kings, and princes too,
Pale warriors, death pale were they all;
They cried—"La belle dame sans merci
Hath thee in thrall!"
I saw their starv'd lips in the gloam
With horrid warning gaped wide,
And I awoke and found me here
On the cold hill's side.
And this is why I sojourn here,
Alone and palely loitering,
Though the sedge is wither'd from the lake,
And no birds sing.
John Keats
La Belle Dame Sans Merci
Happy Birthday John.
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giovedì 30 ottobre 2014
Doctor Who 8x10: in The Forest of The Night
mercoledì 29 ottobre 2014
Downton Abbey 5x06
Quanto può incidere la durata di una serie sul character development di un personaggio? È giusto che uno sceneggiatore spinga sulle caratteristiche topiche delle sue creature sottraendole a un opportuno spazio di crescita? Downton Abbey si è ritrovato spesso ad affrontare il problema e nemmeno il sesto episodio di questa quinta stagione, se pur ricco di grandi svolte e bellissimi momenti, riesce a sfuggire al meccanismo.
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