"They'll either want to kill you, kiss you, or be you."
Chiudi il franchise, sdoppia il franchise: il mantra partito dai film di Harry Potter che ha contagiato a catena tutte le saghe per ragazzi e non solo ha colpito come previsto anche l'ultimo libro della serie di Hunger Games, diviso in due capitoli destinati l'uno a distanza di un anno dall'altro, con buona pace dell'attesa degli spettatori non lettori e degli stessi fan più accaniti dei romanzi: una serializzazione su larga scala che ormai domina il cinema contemporaneo e che abbiamo imparato ad accettare, mostrando un sorriso amaro addolcito solo dalla prospettiva di poter ritrovare in sala storie e personaggi in grado di accompagnarci a lungo e dai quali abbiamo grosse difficoltà a separarci, ma che mette a dura prova il valore intrinseco di una pellicola nata per contenere solo la prima metà del racconto che si appresta a portare sul grande schermo.
Non facendo il minimo sforzo per guarire la deriva della sua naturale incompiutezza, "The Mockingjay - Part 1"(Il Canto della Rivolta - Parte I) cade in pieno nella trappola consegnandoci uno spettacolo che nel proiettarsi con slancio sicuro verso il suo atteso prosieguo non riesce a caricarsi della giusta verve narrativa, ma il pugno allo stomaco procuratoci dalla distopia di Suzanne Collins resta forte abbastanza da sostenere il film e a tenere alta l'attenzione del suo pubblico senza invidiare poco o nulla alle stoccate più dolorose dei precedenti capitoli.








