"I do believe in fairies, I do! I do!"
Tutti i bambini, salvo uno, crescono: la storia di Peter Pan, primo e forse vero unico mito del ventesimo secolo, ha conosciuto fra grande e piccolo schermo un'infinità di trasposizioni, ma solo poche possono davvero vantare la giusta fedeltà all'opera originale; una di queste, l'ultima realizzata finora, è senza dubbio la versione firmata nel 2003 da P. J. Hogan(il matrimonio del mio migliore amico), che raccoglie senza esitazione l'eredità del personaggio creato dalla magica penna di James Matthew Barrie.
Senza dimenticare il passato ma egualmente determinato a perseguire una propria e indipendente visione, Hogan riesce nell'impresa di raccontare le arcinote avventure del bambino che non voleva crescere come se le stessimo vedendo per la prima volta, complice una straordinaria resa visiva e una caratterizzazione dei personaggi che non ha timore di scavare in profondità, restituendo alla più incantevole delle fiabe la metafora dell'arduo e difficile cammino verso l'età adulta.



