Gli Italiani hanno Leonardo Da Vinci, gli Inglesi William Shakespeare, gli Irlandesi George Bernard Shaw: è stato lo stesso drammaturgo a pronunciare queste parole, con la sua solita istrionica consapevolezza, sotto i baffi della lunga barba che aveva sempre portato e che l'aveva aiutato a costruire una maschera efficace e familiare per tutti gli spettatori dei suoi lavori: a lui, nato a Dublino ma Londinese di adozione dopo aver lasciato la patria a 20 anni e aver conquistato fama e fortuna nella capitale britannica, Gabriel Byrne ha dedicato il documentario "My Astonishing Self: Gabriel Byrne on George Bernard Shaw", trasmesso dal canale irlandese RTE e dalla BBC e presentato alla Casa del cinema di Roma nell'ambito dell'Irish Film Festa, per riscoprire vita passioni e oscurità di un autore che pur godendo di facile riconoscibilità presso gli irlandesi non è riuscito ottenere la stessa popolarità di altri conterranei.
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domenica 25 marzo 2018
martedì 20 marzo 2018
Irish Film Festa 11, dal 21 marzo alla Casa del Cinema di Roma
Giunge all’11a edizione IRISH FILM FESTA, il festival interamente dedicato al cinema irlandese che quest’anno si terrà dal 21 al 25 marzo 2018, come di consueto alla Casa del Cinema di Roma; un'occasione unica per innamorarsi e riscoprire il cinema irlandese e i titoli più interessanti e promettenti che questo ha da offrire, in uno spirito unitario che guarda con interesse e soddisfazioni sia a lavori prodotti nell'Eire che nel Nord Irlanda, in una manifestazione che il direttore artistico Susanna Pellis ha sempre giustamente definito "All Ireland".
IRISH FILM FESTA dedica, come sempre, ampio spazio ai cortometraggi: alla sezione concorso nata nel 2010 e che quest’anno comprende sedici opere, si affianca Making Shorts, un panel di approfondimento sul settore del cortometraggio nell’industria cinematografica irlandese e nordirlandese al quale parteciperanno registi, distributori e professionisti del settore. Fuori concorso sarà inoltre presentato il cortometraggio d’animazione in gaelico An Béal Bocht (The Poor Mouth) di Tom Collins, tratto dall’omonimo racconto di Flann O’Brien e premiato al Galway Film Fleadh 2017.
Tra i lungometraggi in programma troviamo invece Song of Granite di Pat Collins, originale biopic dedicato al cantante irlandese Joe Heaney (1919 – 1984), e soprattutto Maze di Stephen Burke, sull’evasione di 38 detenuti repubblicani dal carcere di Long Kesh nel 1983. Saranno al festival il regista, la produttrice Jane Doolan e il protagonista Barry Ward (lo ricordiamo in Jimmy’s Hall di Ken Loach). Maze ha ottenuto un grande successo di pubblico in Irlanda (è al momento il film irlandese ad aver incassato di più nel primo fine settimana in sala, record precedentemente detenuto da Room di Lenny Abrahamson.
In anteprima italiana vedremo Kissing Candice, film d’esordio della regista di videoclip musicali Aoife McArdle appena passato al Toronto Film Festival e alla Berlinale, film adolescenziale del tutto fuori dagli schemi con l’attore nordirlandese John Lynch nel ruolo del padre del protagonista.
Altro titolo degno di nota è Handsome Devil, scritto e diretto da John Butler (The Stag – Se sopravvivo mi sposo) un delicato racconto di formazione ambientato in collegio, fra studio, rugby e importanti prese di coscienza. A fianco dei due giovani protagonisti Fionn O’Shea e Nicholas Galitzine, spiccano Andrew Scott e Moe Dunford nel ruolo degli insegnanti.
Non si interrompe il legame tra IRISH FILM FESTA e Cartoon Saloon, lo studio d’animazione con sede a Kilkenny sempre più apprezzato a livello internazionale: dopo The Secret of Kells (2009) e Song of the Sea (La canzone del mare, 2014), al festival sarà proiettato The Breadwinner di Nora Twomey. Accolto con entusiasmo nel circuito dei festival e candidato agli Oscar 2018, The Breadwinner è tratto dal romanzo omonimo della canadese Deborah Ellis (pubblicato in Italia da BUR col titolo Sotto il burqa) e vede protagonista Parvana, una ragazzina afghana che vive sotto il regime talebano. Il film che ha coinvolto nella produzione anche Angelina Jolie è un’ode al potere delle storie e dell’immaginazione, portata sullo schermo attraverso un approfondito lavoro di ricerca sulla cultura visiva e favolistica dell’Afghanistan.
Nell’ambito della nuova sezione #IFFbooks, dedicata alla letteratura irlandese, IRISH FILM FESTA presenterà infine My Astonishing Self: Gabriel Byrne on George Bernard Shaw, un documentario realizzato da Gerry Hoban per RTÉ (la televisione pubblica irlandese) e BBC in cui il celebre attore Gabriel Byrne guida gli spettatori alla scoperta della vita e delle opere di Shaw. A Gabriel Byrne, che proprio quest’anno ha ricevuto il premio IFTA alla carriera, si lega anche la scelta dell’Irish Classic, Into the West (Tir-na-nOg – È vietato portare cavalli in città, 1992): scritto da Jim Sheridan e diretto da Mike Newell, il film è una fiaba moderna ambientata nel mondo dei Traveller, l’etnia nomade irlandese. Nel cast, oltre a Byrne, anche Ellen Barkin, Colm Meaney e Brendan Gleeson.
#IFFbooks prevede poi un incontro con il pluripremiato scrittore irlandese Paul Lynch, autore di tre romanzi: Red Sky in Morning (Cielo rosso al mattino, 2013), già pubblicato in Italia dalla casa editrice 66thand2nd, The Black Snow (2014) e Grace (2017). Lo stile di Lynch, paragonato a quello di Seamus Heaney e Cormac McCarthy, ha ricevuto apprezzamenti da affermati scrittori irlandesi come Sebastian Barry e Colm Tóibín (Brooklyn).
Mi raccomando, non mancate e Slán go fóill!
lunedì 6 maggio 2013
Vikings complete season 1
Quando la nave di Ragnar Lothbrok ha preso per la prima volta il largo alla ricerca di nuove terre da scoprire e depredare, non sapevamo dove il viaggio ci avrebbe portato né se l'impresa fosse davvero degna del nostro tempo e della nostra fiducia: alla conclusione del season finale, possiamo finalmente dire con certezza che Vikings è una delle novità più promettenti e interessanti che abbiamo avuto il piacere di incontrare in quest'annata televisiva.mercoledì 3 aprile 2013
If I had a heart
This will never end
'Cause I want more
More, give me more
Give me more
This will never end
Cause I want more
More, give me more
Give me more
If I had a heart I could love you
If I had a voice I would sing
After the night when I wake up
I'll see what tomorrow brings
If I had a voice, I would sing
Dangling feet from window frame
Will I ever ever reach the floor?
More, give me more, give me more
Crushed and filled with all I found
Underneath and inside
Just to come around
More, give me more, give me more
If I had a heart
Fever Ray
(Vikings Opening Titles)
You should watch Vikings. It's a beautiful series.
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Viking 1x01: Rites of Passage

Per un canale
di reputazione come History Channel, abbandonare il sicuro terreno
documentaristico per addentrarsi in quello della finzione era un rischio
notevole, ma dopo il successo della pluripremiata miniserie Hatfield & McCoys
il network deve essersi sentito abbastanza sicuro da buttarsi nella mischia:
scritto dalla mano esperta in historical fiction di Michael Hirst ( Elizabeth, the Tudors), Vikings unisce l’amore per la
ricostruzione e l’accuratezza storica con l’esigenza di colmare le inevitabili
lacune(troppo poche e incerte le fonti relative al periodo interessato) con una
sensibilità per l’intrigo più squisitamente moderna; al primo episodio, il
risultato è un cocktail gustoso che non riesce a esplodere subito al massimo
delle sue potenzialità ma che con le sue affascinanti suggestioni promette di
dare grandi soddisfazioni lungo il percorso.
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