"Violets from Plug Street Wood,
Sweet, I send you oversea.
(It is strange they should be blue,
Blue, when his soaked blood was red,
For they grew around his head:
It is strange they should be blue.)
Think what they have meant to me -
Life and hope and Love and You
(and you did not see them grow
Where his mangled body lay
Hiding horrors from the day;
Sweetest, it was better so.)
Violets from oversea,
To your dear, far, forgetting land
These I send in memory
Knowing you will understand"
Roland Leighton, Villanelle
La Pace del Silenzio è un lusso che la Guerra non può permettersi: poco importa se il Fronte è lontano quanto basta per sentirsi al sicuro e se la primavera e l'estate soffiano insistenti sulle campagne come se nulla sia cambiato; il vuoto lasciato da chi se ne è andato è un fracasso di rumori assordanti che non vogliono saperne di smettere, un tarlo martellante nella testa e nel cuore che lascia gli occhi rossi di pianto e la voce troppo straziata per gridare, il mare che scroscia sulla riva senza lavare via nulla e il tintinnio degli addobbi natalizi, rimasti ad aspettare la celebrazione di una festa che non sarebbe mai arrivata, lo squillo del telefono che annuncia la catastrofe e il ticchettio dell'orologio, il tempo di una vita che si è fermato senza chiedergli il permesso; il primo fotogramma di Testament of Youth è ancora a nero quando i cannoni annunciano la notizia dell'Armistizio del 1918 ad una folla esultante, poco prima che il lamento della giovane Vera Brittain si consumi in uno sguardo raggelante, arrabbiato e fiero, che punta dritto in camera e a noi tutti.



