Dire che a un'opera come Romeo e Giulietta dovrebbe essere negata una nuova trasposizione cinematografica è un'affermazione dolorosa: è vero, stiamo parlando della tragedia shakespeariana più conosciuta e rappresentata al mondo, ma per quanto familiare possa sembrarci la voce che da secoli incanta generazioni di lettori e spettatori ogni nuovo ascolto è un'altra opportunità per ritrovare la magia sempiterna di una storia che in qualche modo ci ha sempre accompagnato.
Dopo l'indimenticabile affresco di Franco Zeffirelli, la psichedelica versione postmoderna di Baz Luhrmann e il fantabackstage dello Shakespeare in Love di John Madden, proporre la sfortunata vicenda dei due giovani amanti di Verona in una confezione degna di nota è comunque una sfida impegnativa, complicata dall'avanzare di presuntuosi concorrenti che vorrebbero indegnamente prendere il posto dei nostri beniamini nel cuore delle nuove generazioni.








