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martedì 1 gennaio 2019

Top Ten 2018. Let's start again!

I miei 10 film dell'anno ormai passato (in base all'uscita italiana, che la stagione dell'uscita in sala per il pubblico è L'UNICA che conti davvero e non mi piace bluffare). Niente Roma e niente Dogman giusto perchè non li ho ancora visti, Niente Lady Bird perchè l'ho odiato come poche altre robe vendute come capolavori assoluti, poche recensioni in un anno vissuto pericolosamente ma con la speranza di tornare a scrivere di più fra una battaglia quotidiana e l'altra. Mi raccomando 2019, comportati bene.

1) First Man, Damien Chazelle

2) Phantom Thread, Paul Thomas Anderson


4) The Shape of Water, Guillermo Del Toro

5)I, Tonya, Graig Gillespie

6)The Post, Steven Spielberg

7)Sulla mia pelle, Alessio Cremonini

8)Mary Magdalene, Garth Davis

9)Bohemian Rhapsody, brian Singer/Dexter Fletcher

10)Call me by your name, Luca Guadagnino



sabato 17 febbraio 2018

Three Billboards outside Ebbing, Missouri


"Because through love comes calm, and through calm comes thought. And you need thought to detect stuff sometimes, Jason. It's kinda all you need. You don't even need a gun. And you definitely don't need hate. Hate never solved nothing, but calm did. And thought did. Try it. Try it just for a change. No one'll think you're gay. And if they do, arrest 'em for homophobia! Won't they be surprised! Good luck to you, Jason. You're a decent man, and yeah you've had a run of bad luck, but things are gonna change for you. I can feel it."

Benvenuti a Ebbing, Missouri! Se avete deciso di intraprendere un viaggio on the road per conoscere gli States senza lasciarvi distrarre dal caos brulicante delle città della costa Est, Ebbing è certamente il posto che fa per voi: come resistere a questo delizioso centro abitato dove la vita scorre sempre uguale da generazioni, le casette di legno stanno piantate nel bel mezzo del nulla e non si vede un'anima per miglia a meno che non si sia persa imbucando la statale sbagliata, un luogo ameno dove conigli, scoiattoli e cerbiatti scorrazzano felicemente finchè qualcuno non li ammazza e li trasforma in stufato o bistecca (c'è anche un fornitissimo negozio di souvenir, se volete portarvi via qualche ricordino), mentre gli abitanti si dibattono come animali in gabbia lottando ogni giorno per non impazzire, laddove abbiano avuto la sfortuna di non riuscire ad andarsene, preparandosi a convivere con la spenta desolazione e di ciò che li circonda e che sono diventati per tutto il resto delle loro vite aggrappandosi a qualunque pezzo di felicità disponibile.

Un ritratto decisamente poco idilliaco quello di Three Billboards outside Ebbing Missouri (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri), ultima fatica di Martin McDonagh dopo i fasti dell'incredibile In Bruges e Seven Psychopaths, ironico e crudele al punto da strizzare un sorriso fra i denti anche quando non sembrerebbe corretto (aiutato dai contrasti della sempre splendida colonna sonora di Carter Burwell), ma autentico fino in fondo e disposto a mettere le carte in tavola senza zuccherare una realtà che ci fa sempre bene dimenticare: è questo il volto della vera America, il paese che ha votato Trump convinto che avrebbe finalmente dato voce alle sue pretese razziste e bigotte, figlie di un isolamento agorafobico che cresce bene cullato da lande sterminate e vuoti esistenziali.

venerdì 12 gennaio 2018

10 film per il 2018

10 film per il 2018. In ordine sparso, alcuni voluti fortissimamente, altri inseriti più per casualità e curiosità che per sincero amore, mentre altri non si sa se li vedremo mai ma le vie della distribuzione sono infinite. Boni con le asce, che ancora li devo vedere tutti.












































































































































































-Mary Shelley


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