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venerdì 6 aprile 2018

Mary Magdalene




Quando cresci in Italia ci fai l'abitudine, più che altrove: i film a sfondo religioso te li somministrano sempre, a scuola o al catechismo, nelle giornate di festa che naturalmente li richiamano, perché le immagini facciano la loro parte nel dare corpo a una fede trasparente che i più fortunati riescono a preservare nonostante le domande bussino sempre alla porta, impertinenti.
Un pentolone ingombro e curioso dove puoi trovare fiction anni 90' e grandi produzioni d'autore, il classicismo dorato e la pompa magna della vecchia Hollywood, profanazioni pop e scandalosi spunti da best seller agitati e mescolati a quel po' di anarchia che la santità richiede in tutta la sua anomalia; questa volta, a risorgere nel racconto cinematografico è la bistrattata ma sempre ben monetizzata figura di Maria Maddalena, riabilitata pienamente da Papa Francesco solo nel 2016 e ora assolta anche dal grande  schermo grazie al film diretto da Garth Davis con protagonista Rooney Mara.

lunedì 7 aprile 2014

Her


"I think anybody who falls in love is a freak. It's a crazy thing to do. It's kind of like a form of socially acceptable insanity."

Camminiamo a passo svelto senza voltarci indietro, gli auricolari nelle orecchie e gli occhi ben piantati sullo smartphone, sperando di non essere interrotti da nessuno mentre un amico dall'altra parte dell'incrocio si sbraccia insistente sperando di attirare la nostra attenzione: possiamo fingere che non stia succedendo e che si tratti solo di una futuristica previsione, ma la tecnologia si è intrecciata alle nostre vite al tal punto da aver reso quasi impossibile concepire un mondo in grado di vivere al di fuori della sua costante invadenza; abbiamo lasciato che accadesse, noi bravi figli dei nuovi Anni Dieci abituati a dare per scontate le straordinarie opportunità di comunicazione che i tempi ci hanno concesso, inglobati in relazioni che inseguono l'immediatezza ma rifuggono il contatto fisico per praticità o  per moda, o magari perché pur permettendoci di osare molto e di rischiare altrettanto ci danno la sicurezza che per quanto profonda possa essere la delusione tutto sarà reso più facile dalla distanza impostaci da uno schermo; ciononostante, quando la connessione si disattiva lasciandoci scoperti di fronte a un mondo che non sa più vedere e sentire senza filtri, arriva sempre quel momento in cui dobbiamo chiederci, anche solo per pochi minuti, se ne valga davvero la pena.

Charlie Brooker, padre della spietatissima serie britannica di Channel 4 Black Mirror, ci risponderebbe confezionando una distopia degna dei nostri incubi peggiori, ma a Spike Jonze non interessa una riflessione terrorizzante e grottesca per mostrarci ciò che siamo davvero diventati: il suo Her vive in un mondo futuribile i cui meccanismi non hanno bisogno di troppe spiegazioni, ovvia amplificazione di un presente con cui condivide profonda malinconia e grandi speranze, dove il modo di ascoltarsi e di avvicinarsi gli uni agli altri è radicalmente cambiato lasciando immutato il bisogno di amare ed essere amati.

mercoledì 16 gennaio 2013

Brother Bear



Poco prima che iniziasse l'era di John Lasseter, la Disney di Michael Eissner si reggeva pericolosamente in piedi e giocava le sue ultime carte nella speranza di poter salvare sé stessa e la propria integrità: uno dei più apprezzabili tentativi, percorso sulla via dell'animazione tradizionale che tanta gloria aveva dato in passato alla Casa di Topolino è avvenuto nel 2003 con Koda, fratello orso, ultima fatica degli Studios della Florida che avevano realizzato Mulan e Lilo e Stitch( e che chiusero proprio dopo questo film).

Immerso negli splendidi paesaggi del Nord America, il film di Aaron Blaise e Robert Walker racconta la storia di Kenai, giovane impaziente di diventare adulto e di prendere il posto che gli spetta nella tribù a cui appartiene proprio come i due fratelli : deluso dal fatto di aver ricevuto come totem guida dalla saggia del villaggio il poco interessante "orso dell'amore", Kenai si lascia prendere dalla rabbia e dall'incoscienza finendo per perdere il fratello maggiore Sitka e per uccidere il suo stesso animale guida, suscitando il disappunto degli spiriti; trasformato proprio in orso per volere dello spirito di Sitka e inseguito dalla vendetta dell'altro fratello Denahi, convinto che Kenai sia morto proprio per mano dell'animale il giovane dovrà intraprendere un viaggio lungo e faticoso per espiare la sua colpa e riconciliarsi col passato, ma l'incontro lungo il cammino con un cucciolo d'orso di nome Koda cambierà per sempre la sua vita e la sua percezione delle cose.
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