"Lord, ye gave me a rare woman, and God! I loved her well."
Non importa quanta energia e volontà i più coraggiosi viaggiatori possano investire nell'impresa: il passato non si può cambiare e i punti fissi sulla scala del tempo sono destinati a ripetersi senza pietà alcuna per chi si è suo malgrado trovato ad averli vissuti in prima persona, lottando disperatamente per sopravvivere e non disperdere la propria memoria in quella folla senza volto che ormai zittita abiterà per sempre le pagine dei nostri libri di storia fra l'annotazione di una battaglia e l'altra; Marty McFly non sarebbe troppo d'accordo, ma nella migliore tradizione del genere Outlander non poteva che attenersi alle regole e rispettarle alla lettera, in una seconda stagione che grazie a una maggiore compattezza nella narrazione (non più due tranche divise da una pausa ma un unico ciclo di episodi più breve) e a una maggiore varietà di scenari riesce a rendere giustizia alle vicende dei personaggi pur con l'assoluta certezza di ciò che accadrà.

















