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venerdì 20 dicembre 2013

The Hunger Games: Catching Fire


"Remember who the real enemy is."

Se c'è una cosa che la Saga di Twilight ci ha insegnato è che la ricetta di un franchise di successo nel panorama young adult dipende da fattori imprevedibili: l'universo di Harry Potter aveva dalla sua scenari fantastici e ricchissimi, trame complesse che alternavano spietati colpi di scena e picchi emotivamente devastanti a uno spettacolo piacevole e divertente, personaggi sfaccettati e sempre dotati di grande umanità nel bene e nel male, ma come le creature nate dalla penna di Stephanie Meyer abbiano potuto conquistare il mondo intero rimane per molti profani che hanno tentato senza successo di trovare una qualche empatia con un prodotto tanto pallido ed insipido un vero mistero.

La fiamma della speranza è stata però nuovamente riaccesa grazie ad Hunger Games, la serie in 3 romanzi scritta da Suzanne Collins che dopo aver scalato le classifiche letterarie ha saputo far suo il Botteghino con un primo capitolo, diretto dall'ottimo Gary Ross, pronto a trascinare nel bel mezzo della soffocante spirale di violenza e ipocrisia del regime di Panem non solo i fan accaniti ma anche spettatori dal palato più disinteressato e sopraffino; diretto con mano esperta da Francis Lawrence (Constantine, I am Legend, Water for Elephants), subentrato alla regia dopo l'abbandono di Ross, pur potendo fare affidamento su un fan base ancor più consolidato il secondo episodio della serie Catching Fire( in italiano La Ragazza di Fuoco) non si adagia sugli allori sfruttando il maggiore budget a disposizione per confezionare un film di ottima fattura, in grado di camminare ben saldo sulla strada già egregiamente tracciata dal suo predecessore senza smarrirsi nelle logiche commerciali del franchise.

mercoledì 6 novembre 2013

The Fifth Estate



"If you want the truth, you should seek it out for yourself. That's what they're afraid of: you."

Dopo aver portato sul grande schermo la nascita del fenomeno Facebook(The Social Networke persino la caccia ad Osama Bin Laden(Zero Dark Thirty), il cinema tenta ancora una volta di fare un buon servizio al presente e ai suoi più audaci protagonisti, approfittando di storie contemporanee per mezzi e ambientazione ma dall'anima atemporale, pur nella consapevolezza che testimoniare un evento quasi in tempo reale non necessariamente vuol dire abbracciare il punto di vista migliore.

Il curioso caso del sito Wikileaks, blindatissima roccaforte per ribelli e avventurieri pronti a sfidare il sistema usando come scudo l'incontenibile oceano della Rete, era materiale troppo appetibile per riuscire ad evitare a lungo le attenzioni della macchina da presa: nonostante la presenza di Bill Condon alla regia e due attori europei di calibro come Benedict Cumberbatch e Daniel Bruhl rispettivamente nei panni del controverso fondatore del sito Julian Assange e del suo braccio destro Daniel Domscheit-Berg, The Fifth Estate ( in Italia Il Quinto Potere, perchè resistere al potere della citazione era evidentemente impossibile) sembrava già nato sotto una cattiva stella, a causa delle polemiche che avevano perseguitato il progetto ancor prima della sua effettiva realizzazione: valeva davvero la pena di investire nell'impresa e sfidare le ire dei sostenitori di Wikileaks realizzando un lungometraggio di finzione su eventi tanto contestati? Rivelatosi un'opera non scevra da difetti, il film merita senza dubbio qualche riserva, ma non abbastanza da compromettere una risposta positiva.

venerdì 25 maggio 2012

May the odds be ever in my favour


Annuntio vobis gaudium magnum! La sottoscritta è fra i vincitori del concorso per la migliore recensione di Hunger Games su BestMovie.it:


 Il premio? Le due guide al film arrivate sane e salve a destinazione...


 ...ma soprattutto un'altra piccola grande soddisfazione da aggiungere alla mia collezione. 
Perdonate l'intervento palesemente celebrativo, ma dato che siamo a casa mia mi sembra giusto onorare l'evento e condividerlo con voi :)
Se volete leggere la mia recensione del film (film che date le circostanze ormai qui ha acquisito valore storico, è innegabile) potete trovarla nel blog alla pagina The Hunger Games, o andare direttamente su BestMovie.it!

MAY THE ODDS BE EVER IN MY FAVOUR.

lunedì 7 maggio 2012

The Hunger Games


"May the odds be ever in your favor".

Come per altre famose saghe letterarie, anche le origini di The Hunger Games appartengono ormai alla leggenda: il mito racconta di una sera come tante altre, trascorsa facendo zapping davanti alla tv, in cui la scrittrice Suzanne Collins si sarebbe ritrovata a passare dall'ennesimo reality show alle notizie sui caduti in Afghanistan, notando improvvisamente un'inquietante somiglianza nella violenza delle due visioni.

Ecco allora lì dove oggi si estende il Nord degli Stati Uniti la nascita della Terra di Panem, figlia di un futuro distopico che ha consegnato la nazione nelle mani della privilegiata Capitol City: sfruttati e sottomessi per scongiurare ogni tentativo di ribellione, i 12 distretti del Paese sono quindi costretti a partecipare agli Hunger Games, spietato reality show in cui un ragazzo e una ragazza, estratti a sorte per sacrificarsi come tributi al mantenimento della pace, combattono all'ultimo sangue per deliziare gli abitanti della Capitol.

venerdì 17 giugno 2011

Julie & Julia


"Chocolate cream pie! You know what I love about cooking? I love that after a day when nothing is sure and when I say nothing, I mean nothing. You can come home and absolutely know that if you add egg yolks to chocolate and sugar and milk, it will get thick. That's such a comfort."(Julie Powell)

Due epoche, due cucine, due città: non era facile la ricetta che Nora Ephron, madrina d'eccezione di    romantiche commedie come "Insonnia d'amore" e "c'è posta per te"(senza dimenticare "Harry ti presento Sally" di cui era sceneggiatrice) ha  preparato con "Julie & Julia", pellicola fuori dal tempo in un mondo che sforna film commerciali e di scarsa originalità con un'impronta che rasenta ormai la serialità. 


Piani spaziali e temporali diversi, mescolati ad arte saltando con delicatezza fra un romantico passato e una frenetica contemporaneità, seguono le vite di due donne dai percorsi simili e straordinariamente vicini su binari paralleli destinati a non incontrarsi mai: Julia Child, casalinga senza figli intraprendente e vivace, arrivata con entusiasmo nella Parigi del 1948 riempie la sua esistenza con l'amore per il marito e una sincera passione per la buona tavola: prima donna ad iscriversi al prestigioso corso di cucina Cordon Bleu,  dopo il ritorno in patria e alcuni anni di difficoltà e incertezze a riuscirà a pubblicare un libro di ricette di grande successo, al quale seguirà una serie di programmi televisivi che la trasformeranno in una vera e propria pioniera dell'alta cucina negli States; cinquant'anni dopo, in un piccolo appartamento del Queens del 2002 vive la ventinovenne Julie Powell, un lavoro precario di assistenza alle assicurazioni e l'insoddisfazione di un romanzo mai finito in un cassetto, armata di una totale devozione alla cucina e con Julia Child come guida spirituale. La via per conciliare velleità letterarie e culinarie passa per il food blog "the Julie/Julia Project", dove Julie si impegnerà ad aggiornare un diario costante della sua grande impresa: preparare nell'arco di un anno tutte le 524 ricette contenute nel mitico e voluminoso ricettario della Child " imparare l'arte della cucina francese".
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