sabato 13 ottobre 2012

I dreamed a dream

I dreamed a dream in time gone by
When hope was high
And life worth living
I dreamed that love would never die
I dreamed that God would be forgiving

But the tigers come at night
With their voices soft as thunder

I had a dream my life would be
So different from this hell I'm living
So different now from what it seemed
Now life has killed the dream I dreamed.




venerdì 12 ottobre 2012

Downton Abbey 3x03

“All of us married, all of us happy.”


Going to One Wedding Brings on Another. Idealmente concluse col matrimonio le tribolazioni sentimentali di Mary(Michelle Dockery) e Matthew(Dan Stevens), sembrava che anche per la sempre trascurata e poco amata Lady Edith(Laura Carmichael) fosse giunto il momento di avviarsi all'altare e iniziare una nuova vita: purtroppo, Julian Fellowes ha ritenuto opportuno che i guai della sorella mezzana non dovessero ancora avere fine e invece di realizzare il suo sogno ha preferito infliggerle una ferita troppo pesante persino per lei, ormai avvezza alla condizione di semplice ed eterna spettatrice della felicità altrui.

Il terzo episodio della terza serie di Downton Abbey punta subito i riflettori su una Edith raggiante e finalmente protagonista della scena, impegnata a sovrintendere i preparativi per del suo matrimonio con Sir Anthony Strallan( Robert Balthurst), dopo un corteggiamento che aveva visto la ragazza molto più sicura dell'amato riguardo ai suoi sentimenti: nonostante tutto sia ormai pronto per il grande giorno, Lord Grantham(Hugh Bonneville) e Lady Violet(Maggie Smith) non riescono a placare i loro dubbi su un'unione che ritengono del tutto male assortita, a causa della notevole differenza d'età fra i futuri sposi, non mancando mai di far notare quanto i presupposti di questo matrimonio siano sbagliati.

martedì 9 ottobre 2012

Downton Abbey 3x02



Dopo essere convolati finalmente a nozze per la gioia di tutti i loro fan, Matthew(Dan Stevens) e Mary(Michelle Dockery) tornano a casa dalla luna di miele francese a bordo di una nuova auto fiammante, guidata dallo stesso Matthew perché un autista non è più necessario: leitmotiv di questo secondo episodio, il bisogno di guardare al futuro accettando di evolversi secondo i ritmi e i tempi richiesti dal 1920("Some animals adapt to new surroundings. It seems a better choice than extinction")continua a farsi strada nella terza serie di Downton Abbey, senza disdegnare un velo di malinconia per l''estinzione della raffinata etichetta e dei riti mondani che tanto a lungo hanno abitato le vite dei personaggi e che ci hanno sempre affascinato.

La preoccupante situazione economica in cui versa Downton non è cambiata, con Matthew che rifiuta ancora di accettare la cospicua eredità del padre di Lavinia: convinta che l'ultima speranza per evitare il disastro sia la generosità della nonna Martha Levinson(Shirley MacLaine), Mary si unisce a Lady Violet(Maggie Smith) per organizzare una cena spettacolare e clamorosamente eccessiva che dimostri alla ricca americana quanto sia importante preservare la Tenuta.

sabato 6 ottobre 2012

Sherlock complete series 2


"What one man can invent another can discover.”(Arthur Conan Doyle)

Diciamoci la verità: la paternità di Sherlock Holmes è e rimarrà per sempre di Sir Arthur Conan Doyle, ma né il caro Sir Arthur né tutte le numerose variazioni sul personaggio mi avevano mai dato l'input necessario per iniziare a leggere le Avventure del Detective: i film di Guy Ritchie sono divertenti e ben fatti al punto giusto, Piramide di Paura è uno dei miei cult più cult di sempre e l'elenco delle trasposizioni potrebbe continuare all'infinito, ma nessuno era mai riuscito a convincermi a rimediare alla mia grave lacuna.

Insomma qui si viveva una vita tranquilla prima che, una sera di Dicembre dello scorso anno, mi ritrovassi a seguire Sherlock della BBC trasformandomi in una perfetta Sherlockiana in fieri: il lavoro di recupero è iniziato con profitto ed è proseguito fino all'estate scorsa( le Avventure e le Memorie di S.H. mi hanno accompagnato fino a Barcellona), ma prima che la terza stagione di questa serie capolavoro debutti sulla BBC il prossimo autunno, il piano è di completare la lettura di tutto il Canone al più presto.

Perché proprio questa serie? I motivi potete leggerli nelle recensioni che ho scritto per ciascuno dei tre episodi della seconda stagione( più un'anteprima per la prima stagione): anche se sto amando tuffarmi a capofitto nelle avventure cartacee di Sherlock Holmes, nel mio caso il merito di avermi fatto scoprire e amare quest' immortale personaggio è tutto di Steven Moffat, Mark Gatiss e Steven Thompson, sceneggiatori formidabili e chiaramente veri fanboy di Holmes e delle interpretazioni straordinarie di Benedict Cumberbatch e Martin Freeman come Sherlock e John.

Potrei scrivere un lunghissimo capitolo a parte su come Sherlock mi abbia fatto riscoprire(l'avevo già visto in varie occasioni, ma non mi aveva ancora folgorata)le incredibili qualità recitative- ed estetiche- di Benedict Cumberbatch, di cui sono diventata una seguace accanita e molto protettiva, ma nel frattempo ecco a voi le recensioni dei tre episodi che giusto stasera partono su Joi in prima visione per l'Italia(sempre in ritardo rispetto al globo qui eh?!): coprire la profondissima voce di Ben con il doppiaggio è un grave crimine contro l'umanità, ma chi prende Joi e non ha ancora visto la serie è pregato di recuperarla e di NON staccarsi dallo schermo finché non è finito A Scandal in Belgravia. CHIARO?!




venerdì 5 ottobre 2012

Downton Abbey 3x01


Dopo aver attraversato gli ultimi sfarzi del periodo edoardiano e la Prima Guerra Mondiale Downton Abbey si prepara ad accogliere i ruggenti anni ’20, con una terza serie decisa a risolvere subito molti degli snodi narrativi trascinati nei capitoli precedenti.
Dopo aver impiegato ben 9 anni prima di dichiararsi nello splendido Christmas Special, Mary (Michelle Dockery) e Matthew (Dan Stevens) sembrano finalmente pronti a fare il grande passo, ma una pesante ombra grava sulla famiglia in festa: a causa di investimenti sbagliati Lord Grantham (Hugh Bonneville) ha perso gran parte del suo patrimonio mettendo a rischio la stessa Tenuta e la salvezza potrebbe arrivare proprio grazie a Matthew, divenuto uno degli eredi della fortuna lasciata dal padre della sua precedente fidanzata Lavinia Swire( Zoe Boyle), morta di spagnola nel 1918.
Fedele al suo onore e ai suoi principi Matthew rifiuta però di accettare il denaro destinato da Reggie Swire a colui che credeva sarebbe presto diventato suo genero, finendo per litigare pesantemente con Mary: preoccupata per le prospettive sue e della sua nuova famiglia, la ragazza è determinata a fare qualsiasi cosa pur di salvare il mondo in cui è cresciuta, non essendo ancora disposta ad abbandonare quella parata di titoli e tradizioni che però ha già iniziato a sgretolarsi.

mercoledì 3 ottobre 2012

Downton Abbey complete series 2



"I very much regret to announce that we are now at war with Germany": nelle parole preoccupate di Lord Grantham(Hugh  Bonneville) la prima serie di Downton Abbey si era conclusa con un cliffhanger inevitabile quanto efficace, lasciando alla Prima Guerra Mondiale il compito di minacciare gli equilibri che per secoli avevano saldamente sostenuto l'aristocrazia inglese.

La seconda stagione non poteva allora che aprirsi nel bel mezzo del Conflitto, con Matthew( Dan Stevens) e Thomas(Rob James-Collier) pronti a combattere nella stessa trincea, luogo dove le differenze di classe sono rese inutili dal freddo e dal fango: il Fronte della Somme è lontanissimo dalla serena campagna inglese, ma i venti di Guerra del 1916 alla fine arrivano persino a Downton, con la dimora dei Crawley che apre le porte ai feriti per trasformarsi in un vero e proprio ospedale.

Mentre la Storia fa il suo corso, i numerosi personaggi continuano ad attraversare gli  splendidi saloni a noi ormai tanto familiari alla ricerca del proprio destino, uniti più che mai dalla tragedia collettiva del Conflitto, per affrontare ostacoli che nel gusto dello sceneggiatore Julian Fellowes sembrano sempre più insormontabili: peccato che una volta vinta la Guerra e superata così la commovente prima parte della serie, l'elemento sentimentale tanto importante e sempre trattato con delicatezza dallo script abbia finito per sovraccaricare la storia oltremisura, introducendo soluzioni patinate e colpi di scena tanto improbabili quanto non particolarmente ispirati.

domenica 30 settembre 2012

The Power of Goodbye

"Hello old friend, and here we are. You and me, on the last page. By the time you read these words, Rory and I will be long gone. So know that we lived well, and we’re very happy. And above all else, know that we will love you, always. Sometimes I do worry about you, though. I think, once we’re gone, you won’t be coming back here for a while, and you might be alone, which you should never be. Don’t be alone, Doctor. And do one more thing for me. There’s a little girl waiting in a garden. She’s going to wait a long while, so she’s going to need a lot of hope. Go to her. Tell her a story. Tell her that if she’s patient, the days are coming that she’ll never forget. Tell her she’ll go to sea and fight pirates. She’ll fall in love with a man who’ll wait two thousand years to keep her safe. Tell her she’ll give hope to the greatest painter who ever lived, and save a whale in outer space. Tell her, this is the story of Amelia Pond. And this is how it ends."

  

Goodbye, my beloved Ponds.
I will miss you terribly.
Because you were the first. The first companions this face saw. And you were seared into my heart. You always will be.

domenica 23 settembre 2012

Sherlock 2x03: The Reichenbach Fall


"is the Napoleon of crime, Watson. He is the organizer of half that is evil and of nearly all that is undetected in this great city. He is a genius, a philosopher, an abstract thinker. He has a brain of the first order. He sits motionless, like a spider in the center of its web, but that web has a thousand radiations, and he knows well every quiver of each of them.” ( Sherlock Holmes, The Final Problem, Arthur Conan Doyle)

Il Professor James Moriarty non è un avversario comune: l'iconica nemesi di Sherlock Holmes, assoldata da Sir Arthur Conan Doyle allo scopo di eliminare un protagonista talmente famoso e amato da essere divenuto scomodo e ingombrante, ha sempre affascinato la cultura popolare ben oltre i limiti imposti dalla pagina scritta, colpevole di aver esaurito la figura del villain nelle poche pagine del racconto "The Final Problem"(presente nella raccolta Le Memorie di S. H. ); difficile trovare un adattamento che abbia resistito alla tentazione di ampliare il più possibile la storia del Napoleone del Crimine, per regalare ad Holmes uno scontro degno di questo nome  e portare sotto i riflettori le leggendarie Cascate di Reichenbach, iconico luogo dove il Detective sembra perire insieme al suo nemico e che fa venire i brividi a tutti gli appassionati del Canone.

Col terrorizzante nome di Moriarty pronto a far capolino sin dal primo episodio, sapevamo che anche per lo Sherlock della BBC il momento della resa dei conti sarebbe presto arrivato: ciò che ignoravamo era che Steven Thompson, terzo sceneggiatore della serie spesso considerato la penna più debole del team(per alcune ingenuità in The Blind Banker, suo precedente episodio), sarebbe stato in grado di costruire la complessa architettura di un finale tanto splendido ed efficace, pronto a sorprendere e commuovere come mai prima.

venerdì 21 settembre 2012

Poet's corner No.7



"...Fain would I fly the haunts of men-
I seek to shun, not hate mankind;
My breast requires the sullen glen,
Whose gloom may suit a darken'd mind.
Oh! that to me the wings were given
Which bear the turtle to her nest!
Then would I cleave the vault of heaven,
To flee away and be at rest."

I Would I Were a Careless Child
Lord Byron

lunedì 3 settembre 2012

Lo spazio narrante

Ogni lettore degno di questo nome è un viaggiatore coraggioso: si addentra fra le pagine con circospezione come un esploratore in una terra sconosciuta, pronto a scoprire se l'autore sfidato saprà essere un amico prezioso o un fastidioso e insopportabile avversario: appartengono senza dubbio alla prima categoria le straordinarie icone della Letteratura con cui Ginevra Bompiani ha scelto di confrontarsi ne Lo Spazio Narrante, piccolo ma ambizioso saggio che scruta con pazienza il mondo in cui Jane Austen, Emily Brontë e Sylvia Plath hanno vissuto, lo stesso che fra luci e ombre ne ha arricchito l'opera e la poetica di amore, passione e dolore.

Nel costruire questo curioso quanto vincente sodalizio femminile, la Bompiani prende per mano le tre donne dall'infanzia all'età adulta ripercorrendone le inquietudini giovanili e le prime velleità letterarie, cercando lungo il percorso gli indizi necessari a definire le trame dello spazio fra l'autore e la sua realtà e i personaggi e il loro fittizio universo; il cerchio si chiude sulle delicate dinamiche che muovono la fruizione fra lettore e narratore, chiamate a reggere il peso di un' architettura complessa quanto stratificata.
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