
Basta seguire l'episodio per capire che tale scelta da parte degli autori non è affatto casuale: arrivare a Parigi e realizzare l'ambizione di Ragnar significa anche portare sotto i riflettori un popolo del tutto nuovo, che vive protetto da mura alte e spesse ma non è egualmente immune a problemi e lotte intestine: in procinto di affrontare l'assedio degli uomini del Nord, conosciamo quindi il Re di Francia Carlo, nipote di Carlo Magno eppur ben lontano dalla grandezza del suo avo, che dimostra immediatamente di non avere la tempra giusta per regnare e di non essere in grado di prendere decisioni con la dovuta autorità e freddezza: dietro le quinte, si aggira misteriosa e caparbia la Principessa Gisla, figlia di Carlo e chiaramente in possesso di un grande ascendente sulla fragile figura paterna, alla quale persino i nobili più illustri del Regno sembrano appellarsi per chiedere supporto e consiglio.

In questo Alto Medioevo così ricco e incredibilmente vivo nell'umanità dei suoi personaggi, negli usi e nei costumi i nostri vichinghi si preparano con pazienza ad attaccare, ma Re Ragnar non ha certo dimenticato di aver da poco perso il suo amico più caro e di dover trovare il responsabile per avere vendetta: nulla viene detto chiaramente e tutto viene rimandato in nome dell'Impresa, ma gli occhi di Travis Fimmel così bravi a celare sentimenti e sfumature di ogni sorta ci dicono che Ragnar sa bene dove cercare il colpevole dell'assassinio di Athelstan.
La questione verrà però agli dei piacendo risolta in seguito: per il momento, non possiamo fare altro che riunire tutto il nostro coraggio, tirar fuori asce, spade e scudi e fissare bene la nostra preda, quella Parigi che ne sta lì davanti a noi mentre l'urlo di Guerra si sparge nella notte; il tutto in un episodio di nuova decompressione, eppur tanto ben costruito ed entusiasmante da costringerci a lanciarci a perdifiato verso la prossima puntata che finalmente lascerà la battaglia libera di consumarsi.
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